IMMIGRAZIONE
Presentazione
dell’iniziativa della Confederazione Nazionale Artigianato e Piccola e Media
Impresa, di Roma
“Io lavoro italiano” con Cna World: un
nuovo servizio per gli imprenditori stranieri
Interverrà il sottosegretario all’Interno
Marcella Lucidi
ROMA – Io lavoro italiano: è lo slogan della iniziativa
“CNA World” della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola
e Media Impresa di Roma, che sarà presentata nella capitale lunedì 22 ottobre.
Un nuovo servizio pensato per gli imprenditori ed i lavoratori stranieri. Dall’avvio
d'impresa al credito, dagli adempimenti fiscali alla formazione dei dipendenti:
tutti servizi mirati per l'integrazione degli stranieri.
(http://www.cnafe.it/Lists/Servizi/NewDispForm.aspx?ID=24)
.
La presentazione del nuovo servizio si terrà alle ore
9,30 presso il Palazzetto delle Carte Geografiche (via Napoli 36).
Introdurrà Lorenzo Tagliavanti, direttore CNA Roma, Interverranno
Raffaela Milano, assessore alle politiche sociali del Comune di Roma; Claudio
Cecchini, assessore alle politiche sociali Provincia di Roma; Jean Léonard Touadì,
assessore sicurezza e politiche giovanili Comune di Roma; Salvator Romulo ,
consigliere aggiunto Comune di Roma; Franco Pittau , coordinatore Dossier Statistico
Immigrazione Caritas/Migrantes; Fabrizio Molina, presidente Associazione “Nessun
luogo è lontano”.
Concluderà l’incontro Marcella Lucidi , sottosegretario
del Ministero dell’Interno con delega all’immigrazione.
Moderatore Roberto Montoya, giornalista dell’inserto
“Metropoli” de “
“Lo sviluppo economico romano – ricordano dalla Cna
- è fatto anche da migliaia di imprenditori stranieri,
che con il loro lavoro e il loro impegno contribuiscono alla crescita dell’economia.
Un’economia dove vengono rispettate e riconosciute tutte le identità, senza
confini, senza pregiudizi”.E gli organizzatori dell’incontro citano le parole
del Terzo Rapporto Caritas - Osservatorio romano sulle migrazioni: “L’immigrazione
che costituisce la dimensione umana della globalizzazione, è uno stimolo ad
una nuova convivenza societaria, imperniata sullo scambio delle culture. L’immigrato,
anche quando non è benestante, è un ambasciatore della propria cultura qui da
noi e della nostra nel suo paese” (