Terza
Conferenza Nazionale Italia-America Latina e Caraibi
Pallaro : “La presenza delle comunità italiane
in America Latina dà all’Italia un vantaggio che altri Paesi non hanno”
ROMA – Una “iniziativa che si conferma punto di riferimento
essenziale nei rapporti fra i nostri Paesi”. Così il senatore indipendente Luigi
Pallaro intervenuto alla terza Conferenza Nazionale Italia-America Latina e
Caraibi, alla Farnesina. Pallaro ha portato il saluto dei colleghi parlamentari
eletti all'estero: “Li ringrazio – ha detto – di avermi voluto affidare l'incarico
di portare il saluto di questo interessante esperimento costituzionale rappresentato
dai legislatori residenti fuori dai confini nazionali”.
Pallaro ha ricordato che continente latino americano
“sta conoscendo da ormai più di 4 anni un ritmo di crescita economico sconosciuto
da tempo a molte democrazie occidentali e che in questo enorme bacino in continua
crescita vivono più di 500 milioni di persone”.
“Un paese come l'Italia gode, in questo ambito, di un
vantaggio comparato che altri paesi non hanno” ha aggiunto Pallaro facendo riferimento
“alla nostra massiccia presenza demografica”.
“Spesso – ha continuato - quando si parla di collettività
italiane emigrate all'estero vengono in mente immagini ingiallite di comitive
pronte per imbarcarsi. E' vero, il dramma dell'emigrazione è incominciato così.
Ma spesso ci si dimentica di verificare dove e come queste persone sono sbarcate.
Ecco, i discendenti di quelle persone adesso sono capi di Stato, di governo,
parlamentari ed industriali che adesso gestiscono e fanno crescere intere nazioni”.
“Questa presenza – ha sottolineato - dovrebbe essere
posta al centro di una organica politica di Stato nei confronti di quest'area.
E ho detto intenzionalmente di Stato: a mio avviso le opportunità offerte da
un rapporto particolare con l'America latina non dovrebbero essere patrimonio
di una sola parte politica che ne approfitta sulla base della necessità congiunturale.
Credo che sia interesse dell'Italia, perciò dell'intero spettro politico del
nostro Paese, impegnarsi coerentemente ed organicamente a loro favore”. “E dicendo
questo – ha aggiunto - non dobbiamo dimenticare che dire Italia oggi vuol dire
Unione Europea, 25 Paesi che dovrebbero, almeno in politica estera, parlare
con una voce sola. 25 Paesi che hanno in comune grandi tradizioni di emigrazione”.
“I canali per mettere in atto questa relazione sono noti,
e non devono passare, a mio avviso – ha spiegato il senatore - attraverso l'assistenzialismo, o non solo per
lo meno. La formazione, lo scambio di tecnologia, la complementarietà delle
produzioni e delle coltivazioni. Bisogna stabilire un corridoio preferenziale,
affinché i nostri paesi possano godere di un flusso continuo di scambi commerciali
e culturali. Bisogna uscire dalle secche della burocrazia ed entrare sul territorio
dei fatti. E' una sfida enorme, ne siamo consapevoli”. E “noi parlamentari eletti all'estero stiamo
dando
il nostro piccolo contributo, non solo in Italia, ma
anche e soprattutto presso i nostri paesi di residenza”. “Quello che rappresentiamo
è un esperimento: vi invito, pertanto, ad approfittarne: lavoriamo insieme,
creiamo una sinergia, una rete di relazioni. La sfida è grande, ma il risultato
ci compenserà degli sforzi fatti” ha concluso Pallaro. (