INFORM - N. 192 - 16 ottobre 2007


 FARNESINA

Terza Conferenza Nazionale Italia-America Latina e Caraibi

Pallaro : “La presenza delle comunità italiane in America Latina dà all’Italia un vantaggio che altri Paesi non hanno”

 

ROMA – Una “iniziativa che si conferma punto di riferimento essenziale nei rapporti fra i nostri Paesi”. Così il senatore indipendente Luigi Pallaro intervenuto alla terza Conferenza Nazionale Italia-America Latina e Caraibi, alla Farnesina. Pallaro ha portato il saluto dei colleghi parlamentari eletti all'estero: “Li ringrazio – ha detto – di avermi voluto affidare l'incarico di portare il saluto di questo interessante esperimento costituzionale rappresentato dai legislatori residenti fuori dai confini nazionali”.

Pallaro ha ricordato che continente latino americano “sta conoscendo da ormai più di 4 anni un ritmo di crescita economico sconosciuto da tempo a molte democrazie occidentali e che in questo enorme bacino in continua crescita vivono più di 500 milioni di persone”.

“Un paese come l'Italia gode, in questo ambito, di un vantaggio comparato che altri paesi non hanno” ha aggiunto Pallaro facendo riferimento “alla nostra massiccia presenza demografica”.

“Spesso – ha continuato - quando si parla di collettività italiane emigrate all'estero vengono in mente immagini ingiallite di comitive pronte per imbarcarsi. E' vero, il dramma dell'emigrazione è incominciato così. Ma spesso ci si dimentica di verificare dove e come queste persone sono sbarcate. Ecco, i discendenti di quelle persone adesso sono capi di Stato, di governo, parlamentari ed industriali che adesso gestiscono e fanno crescere intere nazioni”.

“Questa presenza – ha sottolineato - dovrebbe essere posta al centro di una organica politica di Stato nei confronti di quest'area. E ho detto intenzionalmente di Stato: a mio avviso le opportunità offerte da un rapporto particolare con l'America latina non dovrebbero essere patrimonio di una sola parte politica che ne approfitta sulla base della necessità congiunturale. Credo che sia interesse dell'Italia, perciò dell'intero spettro politico del nostro Paese, impegnarsi coerentemente ed organicamente a loro favore”. “E dicendo questo – ha aggiunto - non dobbiamo dimenticare che dire Italia oggi vuol dire Unione Europea, 25 Paesi che dovrebbero, almeno in politica estera, parlare con una voce sola. 25 Paesi che hanno in comune grandi tradizioni di emigrazione”.

“I canali per mettere in atto questa relazione sono noti, e non devono passare, a mio avviso – ha spiegato il senatore -  attraverso l'assistenzialismo, o non solo per lo meno. La formazione, lo scambio di tecnologia, la complementarietà delle produzioni e delle coltivazioni. Bisogna stabilire un corridoio preferenziale, affinché i nostri paesi possano godere di un flusso continuo di scambi commerciali e culturali. Bisogna uscire dalle secche della burocrazia ed entrare sul territorio dei fatti. E' una sfida enorme, ne siamo consapevoli”.  E “noi parlamentari eletti all'estero stiamo dando

il nostro piccolo contributo, non solo in Italia, ma anche e soprattutto presso i nostri paesi di residenza”. “Quello che rappresentiamo è un esperimento: vi invito, pertanto, ad approfittarne: lavoriamo insieme, creiamo una sinergia, una rete di relazioni. La sfida è grande, ma il risultato ci compenserà degli sforzi fatti” ha concluso Pallaro. (Inform)

 

 


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