INFORM - N. 190 - 12 ottobre 2007


 

ESULI

La denuncia dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia

Finanziaria: nell’art. 61, una sconcertante interpretazione sulla perequazione della maggiorazione alle pensioni Inps degli esuli

L’associazione avverte: “Se passa nel varo della legge, ritireremo la nostra delegazione dai tavoli di trattativa con il Governo”

 

ROMA – Su tutte le furie la Presidenza nazionale ANVGD (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia). L’associazione degli esuli, sul suo sito (http://www.anvgd.it ), spiega che “l’art. 61 del disegno di legge Finanziaria 2008 approvato dal Governo, introduce una nuova interpretazione sulla perequazione della maggiorazione alle pensioni Inps spettanti ai profughi giuliano-dalmati”. “Tale sconcertante interpretazione – prosegue l’associazione - conferma sic et simpliciter quanto applicato dal 1985 ad oggi dall’Inps, condannata più volte per questo suo comportamento dalla Corte di Cassazione e soccombente in tutte le centinaia di sentenze della magistratura ordinaria, che hanno in maniera univoca ritenuto un abuso il calcolo della maggiorazione praticato dall’ente di previdenza”.

L’Anvgd ricorda che questo argomento è ancora sul Tavolo di Coordinamento Governo-Esuli, istituito presso la Presidenza del Consiglio il 21 febbraio scorso, che nell’incontro del 7 maggio ha accertato i termini della questione in un vertice Governo-Inps-Esuli, “lasciando aperta la porta ad un successivo approfondimento”. L’associazione osserva inoltre che il 10 luglio “ un sottosegretario di questo Governo aveva dato assicurazione alle Associazioni degli Esuli sullo studio in corso, da parte dell’Inps, in proposito al costo economico di una manovra di riconoscimento generale del diritto ai profughi, così come stabilito dalla magistratura di tutti i gradi di giudizio”.

“L’Art. 61 del disegno di legge  -insiste l’Anvgd - trova sull’argomento una inusitata soluzione, contraria a qualsiasi forma di diritto, in contrasto con quanto interpretato per anni dalla magistratura e in spregio ad ogni forma di rispetto, morale e sostanziale, nei confronti di una trattativa ancora in corso”.

L’associazione è pronta a ritirarsi dal  tavolo delle trattative: “Di fronte ad un così incomprensibile atteggiamento, se confermato nel varo definitivo della legge, la nostra Associazione non potrà che ritirare la propria delegazione dai molteplici Tavoli di trattativa col Governo, oltre ad attivare tutti i canali a sua disposizione per diffondere i contraddittori aspetti di questa vicenda, che infanga non solo il diritto di chi da 60 anni aspetta ancora giustizia, ma anche il diritto morale di chi ha sofferto per mantenere la propria identità italiana e oggi si vede discriminato, offeso e per l’ennesima volta considerato ultimo degli ultimi”.

L’Anvgd accusa la controparte di “mancare in maniera flagrante alla parola data”:  “cancellano  la legge in forza della quale i tribunali avevano dato ragione ai pensionati” .

L’Anvgd ricorda che “la Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani Fiumani e Dalmati è intervenuta anche direttamente sulla Presidenza della Repubblica per sollecitare un intervento a difesa dei diritti che oggi ai nostri pensionati si vogliono negare”. (Inform)

 

 


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