INFORM - N. 189 - 11 ottobre 2007


PATRONATI

Convenzione tra Ministero degli Esteri e Patronati: le perplessità dell’Epasa

 

ROMA - Ci risulta da  indiscrezioni,apparse sulla stampa, che nelle prossime settimane verrà firmata la convenzione tra Patronati e Ministero degli Affari Esteri che disciplina il rapporto di collaborazione tra i patronati italiani e la rete consolare italiana all’estero.

La convenzione è prevista dall’art.11 della legge n.152/2001 recante “Nuova disciplina per gli istituti di patronato e di assistenza sociale” che fissa nuove modalità di espletamento del servizio svolto dai patronati allargato a nuove sfere di attività precedentemente non previste che tengono conto dei cambiamenti intervenuti nel tessuto socio-economico del nostro Paese e delle esigenze di tutela dei lavoratori e dei pensionati italiani in Italia e all’estero.

In questo contesto l’art.11 stabilisce che gli Istituti di patronato e di assistenza sociale possono svolgere, sulla base di apposite convenzioni con il Ministero degli Affari Esteri, attività di supporto alle autorità diplomatiche e consolari italiane all’estero, nello svolgimento di servizi non demandati per legge all’esclusiva competenza di tali autorità.

Finalmente, a sei anni di distanza dall’entrata in vigore della legge e dopo le continue sollecitazioni da parte dei patronati, sembrerebbe che il Ministero sia in procinto di applicare la previsione di legge e regolare così il già vigente rapporto di collaborazione tra strutture consolari  e patronati italiani presenti all’estero.

Purtroppo il nostro Patronato, così come tutti i patronati che rappresentano, in Italia ed all’estero, centinaia di migliaia di lavoratori autonomi, non è stato né coinvolto né consultato al fine della predisposizione della convenzione che ci riguarda direttamente (come è noto il patronato Epasa è presente con numerose strutture all’estero e da anni svolge una qualificata ed estesa attività di patrocinio a favore delle collettività italiane nel mondo).

Sarebbe giuridicamente illegittimo e politicamente arbitrario che la convenzione fosse stipulata solo con alcuni patronati (è quanto si insinua) all’insaputa degli altri. D’altro canto già è grave il fatto che riunioni, per discutere dell’accordo,siano state fatte solo con una parte dei raggruppamenti di patronato, escludendo tra l’altro molte strutture che da anni sono presenti con loro sedi all’estero e collaborano fattivamente con molti consolati.

Vogliamo ancora credere che le indiscrezioni giornalistiche siano tali e in qualche modo destituite di ogni fondamento, attendiamo quindi da vice ministro Danieli una qualche rassicurazione in merito. (Giuseppe Bea*/Inform)

*Cna Epasa, responsabile Area emigrazione-immigrazione e relazioni esterne

 


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