PATRONATI
Convenzione
tra Ministero degli Esteri e Patronati: le perplessità dell’Epasa
ROMA - Ci risulta da indiscrezioni,apparse sulla stampa, che nelle
prossime settimane verrà firmata la convenzione tra Patronati e Ministero degli
Affari Esteri che disciplina il rapporto di collaborazione tra i patronati italiani
e la rete consolare italiana all’estero.
La convenzione è prevista dall’art.11 della
legge n.152/2001 recante “Nuova disciplina per gli istituti di patronato e di
assistenza sociale” che fissa nuove modalità di espletamento del servizio svolto
dai patronati allargato a nuove sfere di attività precedentemente non previste
che tengono conto dei cambiamenti intervenuti nel tessuto socio-economico del
nostro Paese e delle esigenze di tutela dei lavoratori e dei pensionati italiani
in Italia e all’estero.
In questo contesto l’art.11 stabilisce
che gli Istituti di patronato e di assistenza sociale possono svolgere, sulla
base di apposite convenzioni con il Ministero degli Affari Esteri, attività
di supporto alle autorità diplomatiche e consolari italiane all’estero, nello
svolgimento di servizi non demandati per legge all’esclusiva competenza di tali
autorità.
Finalmente, a sei anni di distanza dall’entrata
in vigore della legge e dopo le continue sollecitazioni da parte dei patronati,
sembrerebbe che il Ministero sia in procinto di applicare la previsione di legge
e regolare così il già vigente rapporto di collaborazione tra strutture consolari
e patronati italiani presenti all’estero.
Purtroppo il nostro Patronato, così come
tutti i patronati che rappresentano, in Italia ed all’estero, centinaia di migliaia
di lavoratori autonomi, non è stato né coinvolto né consultato al fine della
predisposizione della convenzione che ci riguarda direttamente (come è noto
il patronato Epasa è presente con numerose strutture all’estero e da anni svolge
una qualificata ed estesa attività di patrocinio a favore delle collettività
italiane nel mondo).
Sarebbe giuridicamente illegittimo e politicamente
arbitrario che la convenzione fosse stipulata solo con alcuni patronati (è quanto
si insinua) all’insaputa degli altri. D’altro canto già è grave il fatto che
riunioni, per discutere dell’accordo,siano state fatte solo con una parte dei
raggruppamenti di patronato, escludendo tra l’altro molte strutture che da anni
sono presenti con loro sedi all’estero e collaborano fattivamente con molti
consolati.
Vogliamo ancora credere che le indiscrezioni
giornalistiche siano tali e in qualche modo destituite di ogni fondamento, attendiamo
quindi da vice ministro Danieli una qualche rassicurazione in merito. (Giuseppe
Bea*/
*Cna Epasa, responsabile Area emigrazione-immigrazione
e relazioni esterne