INFORM - N. 188 - 10 ottobre 2007


ITALIANI ALL’ESTERO

Cassola (Verdi): “Posizioni contrarie in Parlamento alla rappresentanza dei cittadini italiani all'estero”

“Vorrei che gli italiani all'estero non venissero utilizzati come cittadini di serie A quando si tratta di acquistare un seggio in più al Parlamento europeo e come cittadini di serie Z nel momento in cui si parla del futuro assetto del Parlamento italiano”

 

ROMA - Arnold Cassola (Verdi), deputato eletto in Europa, ha presentato alla Camera una interrogazione a risposta immediata, a proposito della proposta di riforma della ripartizione dei seggi del Parlamento europeo che, se approvata, penalizzerebbe l’Italia.

Cassola si è dichiarato soddisfatto per la risposta del ministro Santagata, “nel constatare che il Governo sta utilizzando l'argomentazione che bisogna calcolare i cittadini e non soltanto i residenti di un Paese e che, pertanto, sta valutando la presenza dei due milioni di italiani in Europa”, Si è pure detto contento “di sapere che a Bruxelles esiste un atteggiamento bipartisan di tutti gli europarlamentari”.

Al contrario, Cassola è “molto insoddisfatto dell'atteggiamento del Parlamento italiano in cui non esiste una posizione bipartisan nei confronti degli italiani all'estero”; anzi “è emerso che esistono posizioni contrarie alla rappresentanza dei cittadini italiani all'estero”.

Quali posizioni? Cassola ne ha citate più d’una: “l'onorevole Giampiero D'Alia, dell'UDC, è personalmente favorevole ad eliminare i parlamentari eletti all'estero, sia alla Camera sia al Senato. L'onorevole Gabriele Boscetto di Forza Italia condivide le preoccupazioni espresse da D'Alia in ordine ai rischi collegati alla collocazione degli eletti nella Camera politica. L'onorevole Bocchino, di Alleanza Nazionale, esprime la sua personale convinzione che il numero dei parlamentari eletti all'estero debba essere ridotto. Non solo il centrodestra, ma anche il centrosinistra si esprime in questi termini: l'onorevole Graziella Mascia insiste che il suo partito è assolutamente contrario a prevedere una rappresentanza degli italiani eletti all'estero nel Parlamento italiano”.

“Queste argomentazioni a livello nazionale - conclude Cassola -  non aiutano il Governo italiano all'estero, nel momento in cui deve dare forza alla sua argomentazione che gli italiani residenti in Europa sono anch'essi cittadini italiani, del Paese Italia. Vorrei ascoltare i politici italiani parlare all'unisono e vorrei che gli italiani all'estero non venissero utilizzati come cittadini di serie A quando si tratta di acquistare un seggio in più al Parlamento europeo e come cittadini di serie Z nel momento in cui si parla del futuro assetto del Parlamento italiano”. (Inform)

 

 


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