ITALIANI
ALL’ESTERO
Cassola (Verdi): “Posizioni contrarie in
Parlamento alla rappresentanza dei cittadini italiani all'estero”
“Vorrei che gli italiani all'estero non
venissero utilizzati come cittadini di serie A quando si tratta di acquistare
un seggio in più al Parlamento europeo e come cittadini di serie Z nel momento
in cui si parla del futuro assetto del Parlamento italiano”
ROMA - Arnold Cassola (Verdi), deputato eletto in Europa,
ha presentato alla Camera una interrogazione a risposta immediata, a proposito
della proposta di riforma della ripartizione dei seggi del Parlamento europeo
che, se approvata, penalizzerebbe l’Italia.
Cassola si è dichiarato soddisfatto per la risposta del
ministro Santagata, “nel constatare che il Governo sta utilizzando l'argomentazione
che bisogna calcolare i cittadini e non soltanto i residenti di un Paese e che,
pertanto, sta valutando la presenza dei due milioni di italiani in Europa”,
Si è pure detto contento “di sapere che a Bruxelles esiste un atteggiamento
bipartisan di tutti gli europarlamentari”.
Al contrario, Cassola è “molto insoddisfatto dell'atteggiamento
del Parlamento italiano in cui non esiste una posizione bipartisan nei confronti
degli italiani all'estero”; anzi “è emerso che esistono posizioni contrarie
alla rappresentanza dei cittadini italiani all'estero”.
Quali posizioni? Cassola ne ha citate più d’una: “l'onorevole
Giampiero D'Alia, dell'UDC, è personalmente favorevole ad eliminare i parlamentari
eletti all'estero, sia alla Camera sia al Senato. L'onorevole Gabriele Boscetto
di Forza Italia condivide le preoccupazioni espresse da D'Alia in ordine ai
rischi collegati alla collocazione degli eletti nella Camera politica. L'onorevole
Bocchino, di Alleanza Nazionale, esprime la sua personale convinzione che il
numero dei parlamentari eletti all'estero debba essere ridotto. Non solo il
centrodestra, ma anche il centrosinistra si esprime in questi termini: l'onorevole
Graziella Mascia insiste che il suo partito è assolutamente contrario a prevedere
una rappresentanza degli italiani eletti all'estero nel Parlamento italiano”.
“Queste argomentazioni a livello nazionale - conclude
Cassola - non aiutano il Governo italiano
all'estero, nel momento in cui deve dare forza alla sua argomentazione che gli
italiani residenti in Europa sono anch'essi cittadini italiani, del Paese Italia.
Vorrei ascoltare i politici italiani parlare all'unisono e vorrei che gli italiani
all'estero non venissero utilizzati come cittadini di serie A quando si tratta
di acquistare un seggio in più al Parlamento europeo e come cittadini di serie
Z nel momento in cui si parla del futuro assetto del Parlamento italiano”. (