INFORM - N. 188 - 10 ottobre 2007


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Nel numero di ottobre, intervista del “Corriere d’Italia” di Francoforte al vice ministro Franco Danieli

Dopo Duisburg generalizzazioni ridicole

 

FRANCOFORTE - C’è stata qualche operazione giornalistica del tipo: “ristorante italiano uguale mafia”. Sono generalizzazioni ridicole. Oggi vi è una stretta collaborazione tra Italia e Germania anche per far fronte alla globalizzazione delle attività criminali. Per la scuola: “finiamola con la cattiva abitudine degli interventi a pioggia che a volte servono solo per pagare stipendi”. Il Corriere d’Italia di Francoforte ha incontrato il vice ministro Franco Danieli in visita in Germania.

 Viceministro, quali impressioni ha tratto dalla sua visita in Germania dopo i fatti di Duisburg?

Inizio col dire che ho avuto, qui in Germania, incontri molto positivi sia con le autorità tedesche che con le nostre comunità. A Duisburg ho incontrato il sindaco Adolf Saverland e il ministro dell’integrazione del Land, Armin Laschet.

Entrambi hanno sottolineato che la tradizionale amicizia con la comunità italiana non sarà minimamente scalfita. Sono dichiarazioni importanti che indicano quale livello di integrazione positiva la nostra comunità ha raggiunto e soprattutto indicano che le istituzioni tedesche sanno analizzare i fatti nella loro reale portata e proprio il ministro Laschet ha voluto, a mò di esempio, ricordare in conferenza stampa l’arresto pochi giorni prima di alcuni estremisti islamici tedeschi per evidenziarne la singolarità.

Importantissima poi la reazione civile che la nostra comunità ha dimostrato dopo i fatti di Duisburg. Quanto ai criminali vanno assicurati alla giustizia e devono restare in galera. Non consentiremo che l’immagine di alcuni decenni fa dello Spiegel “pistola con spaghetti” ritorni nell’immaginario collettivo di italiani e tedeschi. L’Italia è altra: è un Paese che lavora e che produce.

C’è stata, qui in Germania, qualche operazione giornalistica del tipo: “ristorante italiano uguale mafia”. Sono generalizzazioni ridicole. Gli Stati devono combattere il fenomeno. Oggi vi è una stretta collaborazione tra Italia e Germania anche per far fronte alla globalizzazione delle attività criminali. In un mondo globalizzato non possiamo pensare che solo la criminalità rimanga a casa sua, da qui la necessità di strategie, norme e strumenti di intervento adeguati, preventivi e repressivi, a partire dalla normativa comunitaria.

Per esempio?

Colpendo la malavita soprattutto nel profitto ed intaccando anche i simboli della loro potenza criminale. Ho voluto con me, nel mio giro in Germania, un giovane, Rocco, presidente di una cooperativa che ha avuto assegnati e che lavora 30 ettari di terra che lo Stato ha confiscato alla ‘ndrangheta.

Queste sono persone che dimostrano ogni giorno che si può essere onesti. I criminali non vivono nel deserto, hanno un ambiente che li appoggia. Quindi è necessario sottrarre loro l’acqua nella quale nuotano attraverso un’azione sociale precisa.

Dobbiamo riuscire a dimostrare, con esempi come quello di Rocco e della sua cooperativa nella Locride, che una società basata sulla legalità è una società migliore.

Oggi si tende, tanto in Italia quanto in Germania, a pensare agli immigrati come potenziali delinquenti. Qual è la sua posizione?

Dobbiamo assolutamente tenere distinto il termine immigrato dal termine delinquente. L’emigrazione ha costruito, nel vero senso, nuovi mondi dal nulla, così come l’immigrazione non vuole assolutamente dire “criminalità”.

Al contrario bisogna affermare che tutti vivono meglio in una società basata sulla legalità e sul rispetto rigoroso delle leggi. Ma aggiungo che la “tolleranza zero” deve valere per tutti, da noi in Italia, anche per gli italiani. Questo lo affermo constatando tanti episodi, come ad esempio, quando nella mia terra di origine in Puglia, vedo che il vigile presente non interviene per far rispettare il divieto di sosta, oppure per sanzionare chi non usa il casco in moto.

Il problema italiano non è creare nuove leggi, ma far rispettare quelle esistenti, a tutti, stranieri o italiani, mandando a casa, licenziando chi, chiamato ad applicare e far rispettare le leggi, in ogni settore della vita pubblica, non lo fa.

Alcuni accusano questo governo dicendo che fa poco per gli italiani nel mondo...

Alcuni?! quelli che per cinque anni stando al governo hanno avuto la possibilità di fare una rivoluzione copernicana per gli italiani nel mondo ed invece hanno lasciato un disastro. Il primo anno siamo stati costretti a recuperare risorse economiche che erano state grandemente ridotte, ad esempio per l’assistenza diretta abbiamo aumentato il capitolo da 13 a 20 milioni di euro circa.

Abbiamo aumentato il sussidio d’indigenza da 1032 a 1500 euro. Ci muoviamo in Sud America con polizze assicurative che vanno a coprire i buchi di un sistema di assistenza sanitaria privatizzata in cui chi ha soldi si può curare e chi non li ha speri in Dio.

Abbiamo introdotto il passaporto elettronico perché lo richiedevano le autorità americane, e non solo, dopo l’11 settembre per maggiore sicurezza. Chi non ha bisogno di viaggi intercontinentali, può richiedere la carta d’identità, ad un costo molto inferiore, e che per la prima volta nella storia viene rilasciata anche dai consolati.

Abbiamo poi in distribuzione una “carta di sconto”, la It.Card, convenzionata con catene alberghiere, reti di agriturismo, ristoranti, agenzie di viaggio, trenitalia, etc. etc. e della validità di cinque anni. È stata firmata la convenzione tra Governo e Rai International che ora si vedrà anche in Europa e sarà ripartita in un canale generalista di film e fiction, in un canale sportivo ed in un canale “all news”.

C’è poi in questione la ristrutturazione di alcuni consolati, le cui sedi non sono adatte, mi riferisco in particolare, qui in Germania, a Monaco e Stoccarda; i consolati devono essere funzionali e accoglienti per gli utenti e per chi ci lavora. Infine l’informatizzazione dei servizi, che sarà completata entro l’anno, così che molti documenti si potranno direttamente stampare da casa propria.

La rete consolare è in stato di sofferenza da molti anni. Nel corso del tempo Danieli: dopo Duisburg generalizzazioni ridicole sono aumentate le competenze ma non il personale. Per questo prevediamo interventi che consentano a breve numerose assunzioni di personale di ruolo e a contratto nell’ ambito di un processo di razionalizzazione della rete che per la Germania interesserà solo la sede di Lipsia.

Avvieremo poi il percorso riformatore della rappresentanza degli ita-liani all’estero, della Legge 153 del 1971, del sistema delle istituzioni scolastiche all’estero e degli Istituti di Cultura. Ricordo poi nel 2008 la “prima conferenza dei giovani italiani nel mondo”. E molto altro si potrebbe aggiungere, ma occorre essere nel contempo realisti, le soluzioni miracolistiche non esistono, è necessario invece lavorare quotidanamente sulle piccole iniziative come sulle grandi riforme, con costanza e determinazione.

Uno dei temi che ricorrono in Germania è quello della scuola…

In cantiere abbiamo la riforma della legge 153/71. Certo, le cose non vanno bene, sia per il meccanismo selettivo - che non condivido - di alcuni sistemi scolastici regionali in Germania, sia per un certo distacco delle famiglie, sia perché molti soldi sono stati spesi male; a Stoccarda, per esempio, in 6 anni abbiamo speso circa 37 milioni di euro per i nostri ragazzi: euro che sono serviti a poco visto che le percentuali di successo non sono migliorate.

Abbiamo avviato con il seminario di qualche mese fa sempre a Stoccarda, con le iniziative dell’Ambasciata a Berlino, con la giornata di lavoro a Roma, un percorso che dovrà portarci a orientare le risorse verso le “migliori pratiche”, quelle che si sono dimostrate utili, che hanno garantito un migliore risultato, finendola con la cattiva abitudine degli interventi a pioggia che a volte servono solo per pagare stipendi….

L’ultima questione riguarda l’Inps. Ci sono state molte lamentele per ciò che riguarda le nuove convenzioni bancarie, le richieste ai pensionati eccetera…

Sono stati sbagliati da parte dell’Inps, per varie ragioni, i tempi di attuazione del cambio di banca e questo ha causati molti disagi. Aggiungo che la nuova convenzione prevede che non vi sia da parte dei pensionati alcuna spesa.

Quindi, quando al pensionato qualcuno chiede il pagamento di qualcosa, lo inviatamo a segnalarlo ai consolati e all’Inps, allegando una documentazione. La nuova convenzione, però va anche detto, è utile, perché permette una revisione della spesa. Ho saputo che l’Inps pagava pensioni a moltissime persone molto in là con gli anni passi per le migliaia collocati nella fascia 90/100, ma quando si arriva a 110 qualche sospetto c’è.

Ho chiesto all’istituto di trasmettere gli atti alla Procura della Repubblica e contestualmente si avvierà con regolarità l’accertamento dell’esistenza in vita dei beneficiari, anche perché ogni anno all’estero lo Stato italiano paga un miliardo e trecento milioni di euro circa di trattamenti pensionistici. (Alfeo Quaranta-Corriere d’Italia/Inform)

 

 


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