STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
E’
uscito il numero 29 (nuova serie) del “Corriere di Tunisi”
L’editoriale del direttore Elia Finzi:
Nostri Problemi
TUNISI - Porta
la data del 30 settembre il numero 29 (nuova serie) de "Il Corriere di
Tunisi" Corriere Euromediterraneo: 50 pagine di articoli e notizie ripartiti
in numerose rubriche: Collettività; In Tunisia; In Italia; In Italia/Regioni;
Nel Maghreb e nel Mediterraneo; Emigrazione, Immigrazione; Dossier Ambiente;
Cultura; Cultura/Lingua Italiana; Cultura/Speciale Ramadan; Cultura/Speciale
Musica;
Infine l’editoriale
dell’editore-direttore Elia Finzi, “Nostri Problemi”, che riportiamo qui di
seguito.
In questi giorni si tengono le assisi delle Nazioni Unite
nel Palazzo di Vetro per la 62a volta. L’ambiente ed i diritti dell’uomo un
po’ ovunque calpestati e spesso ignorati sono al centro dei discorsi dei "grandi"
responsabili. Non sarebbe male se a tante buone parole succedessero una piccola
parte di benefiche azioni.
In Tunisia il mese sacro di Ramadan procede veloce, ma
malgrado la relativa riduzione dei ritmi di lavoro, la preparazione e l’attuazione
dell’XI piano di sviluppo procedono alacremente e positivamente. Migliaia e
migliaia di alunni e studenti hanno ripreso le attività scolastiche. Il
A tutti i nostri lettori di fede mussulmana auguriamo
sin d’ora un felicissimo Aïd mabruk.
In Italia, tra abituali anche se dolorose e logoranti
polemiche, il governo Prodi si accinge a presentare una finanziaria che dovrebbe
essere più leggera della precedente, pur proseguendo la non facile opera di
risanamento.
I nostri specifici problemi. Si è riunita la “consulta”
della collettività. I presenti si sono fortemente rammaricati per il fatto che,
apparentemente, nessuna associazione sia stata consultata ne ha potuto esprimere
un parere circa i problemi (alquanto numerosi) che continuano ad assillare i
nostri concittadini qui residenti ed operanti in occasione della programmata
riunione della grande commissione mista prevista dal 24 ottobre prossimo a Tunisi,
presenziata da parte italiana dal ministro D’Alema. Una lettera o una mozione
sarebbe in preparazione. Non mancheremo di pubblicarla non appena ci sarà trasmessa.
Non vogliamo essere pessimisti ma, tenendo conto delle precedenti esperienze,
temiamo che lasci il tempo che trova.
Sono ormai quattro anni che il COMITES (eletto) è stato
sciolto, sono quattro anni che la vita associativa è andata più o meno spegnendosi.
A nulla sono serviti gli innumerevoli richiami. Permane lo status quo ante e
malgrado le sempre più documentate presenze, non riusciamo a superare il fatidico
numero di 3000 iscritti all’AIRE. Comunque un fatto vogliamo nuovamente segnalare
ai negoziatori italiani: non é assurdo che un italiano, fatta eccezione della
trasferta dei beni (costruiti o acquisiti prima del 1956) non possa esportare
a suo seguito più di 30.000 dinari ? Mentre tutto il resto del suo capitale
(costituito o ereditato) rimane congelato in conti bloccati non trasferibili,
sappiamo che per altri cittadini dell'U.E. questo non accade. Si potrà fare
qualcosa per loro ? Lo auguriamo. Anche perchè questi cittadini, se sono ancora
vivi, sono comunque molto anziani... (Elia Finzi-Il Corriere di Tunisi/