ITALIANI
ALL’ESTERO
Al
“Seminario Italia-Australia” presso l’Istituto Diplomatico Mario Toscano
Il senatore Nino Randazzo: “Dopo il Museo
delle Migrazioni auspicabile un Istituto di Affari Italo-Australiano"
ROMA – “Il progetto di un Museo Nazionale delle Migrazioni
Italiane, caldeggiato e avviato dal vice ministro agli Esteri per gli Italiani
nel mondo Franco Danieli, interessa una delle più promettenti aree di cooperazione
fra l’Italia e l’Australia, un’area dove si ritrovano tutti i settori dei legami
culturali, sociali ed economici fra i nostri due Paesi” – ha dichiarato il senatore
Nino Randazzo (ripartizione elettorale Africa-Asia-Oceania-Antartide) intervenendo
presso l’Istituto Diplomatico “Mario Toscano”, lunedì 8 ottobre, sul tema “Australia-Italia:
un rapporto da potenziare e sviluppare” al seminario “Italia-Australia: ipotesi
progettuali sul Museo delle Migrazioni”, organizzato dal Ministero degli Affari
Esteri in collaborazione con l’Università di Roma “
Al seminario, svoltosi in due sessioni, la prima presieduta
dal ministro plenipotenziario Maurizio Serra, direttore dell’Istituto Diplomatico,
la seconda dal prof. Enrico Todisco, del Dipartimento di Studi Geoeconomici,
Linguistici, Statistici, Storici della Facoltà di Economia dell’Università “
“Sono certo - ha proseguito il sen. Randazzo nella
sua relazione – che la creazione del Museo Nazionale delle Migrazioni Italiane
non è legata a un concetto nebuloso e astratto, bensì rappresenta un obiettivo
pratico e realizzabile, proprio nello spirito della relazione dell’ambasciatrice
Vanstone che ha posto l’intreccio di architettura, cultura, memoria storica,
design e commercio nella sfera degli scambi internazionali. E questo è esattamente
il punto. Nel processo di globalizzazione che il nostro pianeta sta sperimentando
a ritmo crescente le economie nazionali del mondo sono inestricabilmente correlate
alle culture nazionali. Più forti saranno le singole culture nazionali, più
forti risulteranno anche le rispettive economie nazionali, e viceversa. E le
migrazioni italiane, una diaspora di proporzioni più che bibliche di circa 30
milioni di persone partite per tutti gli angoli della terra in meno di un secolo
e mezzo dall’unificazione dell’Italia, sono state e rimangono il catalizzatore
dei rapporti culturali ed economici del Paese d’origine col resto del mondo,
Australia e Nuova Zelanda incluse”.
Dopo aver notato che il progettato Museo Nazionale delle
Migrazioni, impostato fra l’altro anche su criteri di multimedialità e di utilizzazione
come strumento di studi e ricerche, sarà collegato in rete telematica ai numerosi
musei locali dell’emigrazione in tutta Italia ad a grandi musei dell’immigrazione
nel mondo, tipo Ellis Island negli Stati Uniti e l’Immigration Museum di Melbourne
in Australia, si è soffermato su altri concetti di rapporti culturali fra Italia
ed Australia.
“Le iniziative culturali dirette alla collettività italiana
d’Australia, come quelle dirette alle nostre collettività in tutto il mondo
– ha detto – sono state finora rigidamente unilaterali e unidirezionali: dall’Italia
all’Australia. Ora io mi guardo intorno nell’Australia odierna e scorgo un grande
volume di creatività italiana, per lo più endogena dell’ambiente australiano:
scrittori, pittori, poeti, scultori, artisti d’ogni genere, architetti, accademici
e ricercatori scientifici d’alto livello, stilisti. Solo qualche nome fra centinaia,
forse migliaia. Uno dei maggiori pittori contemporanei d’Australia, Salvatore
Zofrea, calabrese. L’architetto Romaldo Giurgola, progettista del complesso
del nuovo Parlamento Federale a Canberra, romano. Non passa mese senza che venga
pubblicato qualche opera di narrativa di scrittori italo-australiani, naturalmente
in inglese ma di soggetto italo-australiano. C’è un centinaio di regolari firme
italo-australiane su quotidiani e periodici oltre che alla radio e televisione.
I ricercatori ed accademici italiani d’Australia e Nuova Zelanda sono raggruppati
in un’organizzazione (ARIA, Associazione Ricercatori Italiani d’Australia) coordinata
dall’addetto scientifico presso l’ambasciata d’Italia a Canberra, Nicola Sasanelli.
C’è tutto un mondo di creatività italiana in Australia, come in tanti altri
Paesi, che merita di essere meglio conosciuta e valorizzata anche in Italia
attraverso l’apertura di “finestre” per il tramite di un’agenzia incardinata
nell’ufficio del vice ministro per gli Italiani nel mondo e con un regolare
programma ufficiale di pubblicazioni e manifestazioni incentrare su protagonisti
della cultura italiana all’estero. Solo con un movimento nei due sensi di portatori
e promotori di creatività l’espressione ‘scambi culturali’ può avere un senso”.
Altri punti dell’intervento del sen.Randazzo
“Aumenta il flusso di turisti australiani in Italia.
Non altrettanto quello di turisti italiani in Australia. L’accordo italo-australiano
per visti di vacanza-lavoro a giovani, funziona perfettamente in Australia,
è bloccato da irragionevoli pastoie burocratiche in Italia”.
“Scarseggia in
Australia l’informazione in lingua inglese sull’attualità e l’economia dell’Italia.
Altrettanto, se non peggio, si verifica in merito all’informazione australiana
in Italia, come nel resto d’Europa. Il recente vertice dell’APEC a Sydney non
ha ottenuto neppure un rigo o un bollettino radiotelevisivo sui media italiani.
Venerdì scorso trovandomi, in capacità di segretario della Commissione del Senato
per le Politiche dell’Unione Europea e di membro della Commissione per le Politiche
Agroalimentari, a Ginevra per il forum parlamentare dell’Organizzazione Mondiale
del Commercio (WTO) sul tema dell’impatto delle produzioni agricole sulle economie
e sui mercati del mondo, non solo non c’era alcun rappresentante visibile dell’Australia,
dove, detto per inciso, i coltivatori agricoli d’origine italiana sono una rispettabile
componente della categoria, ma neppure le parole “Australia” e “Cairns Group”
sono state menzionate una sola volta. I canali dell’informazione in ambedue
le direzioni su e fra Italia e Australia vanno costruiti di sana pianta e aperti
con determinazione”.
“Fino ad oggi nel corso dell’attuale legislatura, anzi
negli ultimi sette anni, si è registrata una sola visita ufficiale di un esponente
del governo italiano in Australia, quella del vice ministro Franco Danieli l’anno
scorso. Il sottoscritto e il collega parlamentare on. Marco Fedi (che trovandosi
in Australia ha inviato un messaggio al seminario) ci stiamo adoperando per
un avvio di incontri italo-australiani a livello di ministri di governo e di
alti esponenti istituzionali. Si sa che il ministro dell’Agricoltura De Castro
dovrebbe visitare l’Australia agli inizi del prossimo anno e che il ministro
per il Commercio internazionale e le Politiche dell’Unione europea, Emma Bonino,
avrebbe dato la sua disponibilità a capeggiare una missione economica in Australia.
Si è, ancora, fiduciosi in una visita di Stato in Australia, in un futuro non
troppo distante, del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, destinatario,
comunque, di un invito ufficiale del governo federale australiano. L’ultima
visita presidenziale è stata, nove anni fa, quella di Scalfaro, il terzo capo
di Stato italiano a recarsi in Australia. Ci sono benefici sostanziali, nella
fattispecie di rafforzamento di legami e di intese bilaterali, oltre che semplice
simbolismo, nelle visite di Stato”.
Concludendo, il senatore Randazzo ha espresso “l’auspicio
che questo incontro di italiani e australiani dedicato alla realizzazione di
un progetto di alto profilo quale il Museo Nazionale delle Migrazioni Italiane
possa anche costituire un primo passo verso la creazione di un Istituto di Affari
Italo-Australiano, per istituzionalizzare un coinvolgimento più dinamico dell’Italia
in un sistema di interventi di diversa natura in Australia nel contesto geopolitico
ed economico dell’intera regione dell’Asia-Pacifico. E per riavvicinare con
maggiore intensità l’Australia all’Italia, e all’Europa in generale, dopo un
certo periodo durante il quale a tratti l’Australia è stata vista come una zattera
europea alla deriva in un mare asiatico. L’Australia e l’Italia hanno ancora
molto da offrirsi a vicenda”. (