INFORM - N. 186 - 8 ottobre 2007


CAMERA DEI DEPUTATI

Dopo l’annuncio del Nobel per la ricerca sulle staminali embrionali all’italo americano Mario Capecchi 

Donatella Poretti (Rosa nel Pugno): “Nobel italiano sì, ma come cervello emigrato da un Paese in cui tale ricerca è emarginata”

 

ROMA – “Ci deve far riflettere, se ancora ce ne fosse bisogno, il Premio Nobel alla medicina assegnato all'italoamericano Mario Capecchi e ai britannici Oliver Smithies e Martin Evans per la loro ricerca con le cellule staminali embrionali. L'enfasi che è già partita un po’ ovunque sul fatto che Capecchi sia nato a Verona e quindi l'inorgoglimento per l'italo-americano sul gotha della scienza, oltre che ridicolo e provinciale è preoccupante perché la dice lunga sullo stato della ricerca nel nostro Paese”. Così Donatella Poretti, deputata radicale della Rosa nel Pugno e segretaria della Commissione affari sociali.

“Mario Capecchi che lavora e studia in Usa da mezzo secolo è – attacca a testa bassa Poretti - il tipico cervello fuggito all'estero per esser tale e non solo funzionario di un sistema universitario che la ricerca la conosce poco grazie alla mancanza di fondi che, quando ci sono, sono soggetti a leggi di ispirazione vaticana approvate dal nostro Parlamento” .

“In Italia, quindi – è il ragionamento della deputata radicale - Capecchi non avrebbe potuto fare niente per due motivi: la ricerca sulle staminali embrionali è culturalmente e politicamente emarginata; soldi non ne avrebbe avuti”. Donatella Poretti cita una ricerca dell’Aduc (del 2006, http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=161289) secondo la quale otto piccole università private degli Usa spendono più di tutti gli atenei pubblici italiani. “La spesa per ogni studente nelle otto università americane è di oltre 157 mila euro, a fronte – fa osservare Poretti - degli 8 mila spesi per gli studenti italiani”. Con il risultato che “queste otto piccole università private hanno più volumi nelle loro biblioteche di tutte le biblioteche universitarie pubbliche italiane”. W che mentre “le nostre università pubbliche sono state premiate con 6 premi Nobel, le otto piccole università statunitensi ne hanno ricevuti ben 105”.

Registriamo solo dati negativi? Per Poretti “probabilmente non accadrà nulla con l'attuale Governo”. La deputata della Rosa nel Pugno ricorda che lo scorso luglio la Camera ha “approvato con un voto trasversale un mio ordine del giorno: (http://www.donatellaporetti.it/prop.php?id=543) presentato al disegno di legge Delega al Governo in materia di riordino degli enti di ricerca”(C. 2559). “Nonostante il Governo avesse espresso parere contrario, la maggioranza dei deputati aveva ritenuto importante e utile l'impegno di valutare l'opportunità di elaborare strategie per attrarre capitali italiani e stranieri per il potenziamento dei nostri atenei, anche attraverso agevolazioni fiscali per coloro che investono nell'università e nella ricerca” ha concluso Poretti  (Inform)

 

 


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