CAMERA
DEI DEPUTATI
Dopo
l’annuncio del Nobel per la ricerca sulle staminali embrionali all’italo americano Mario Capecchi
Donatella Poretti (Rosa nel Pugno): “Nobel
italiano sì, ma come cervello emigrato da un Paese in cui tale ricerca è emarginata”
ROMA – “Ci deve far riflettere, se ancora ce ne fosse
bisogno, il Premio Nobel alla medicina assegnato all'italoamericano Mario Capecchi
e ai britannici Oliver Smithies e Martin Evans per la loro ricerca con le cellule
staminali embrionali. L'enfasi che è già partita un po’ ovunque sul fatto che
Capecchi sia nato a Verona e quindi l'inorgoglimento per l'italo-americano sul
gotha della scienza, oltre che ridicolo e provinciale è preoccupante perché
la dice lunga sullo stato della ricerca nel nostro Paese”. Così Donatella Poretti,
deputata radicale della Rosa nel Pugno e segretaria della Commissione affari
sociali.
“Mario Capecchi che lavora e studia in Usa da mezzo secolo
è – attacca a testa bassa Poretti - il tipico cervello fuggito all'estero per
esser tale e non solo funzionario di un sistema universitario che la ricerca
la conosce poco grazie alla mancanza di fondi che, quando ci sono, sono soggetti
a leggi di ispirazione vaticana approvate dal nostro Parlamento” .
“In Italia, quindi – è il ragionamento della deputata
radicale - Capecchi non avrebbe potuto fare niente per due motivi: la ricerca
sulle staminali embrionali è culturalmente e politicamente emarginata; soldi
non ne avrebbe avuti”. Donatella Poretti cita una ricerca dell’Aduc (del 2006,
http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=161289)
secondo la quale otto piccole università private degli Usa spendono più di tutti
gli atenei pubblici italiani. “La spesa per ogni studente nelle otto università
americane è di oltre 157 mila euro, a fronte – fa osservare Poretti - degli
8 mila spesi per gli studenti italiani”. Con il risultato che “queste otto piccole
università private hanno più volumi nelle loro biblioteche di tutte le biblioteche
universitarie pubbliche italiane”. W che mentre “le nostre università pubbliche
sono state premiate con 6 premi Nobel, le otto piccole università statunitensi
ne hanno ricevuti ben
Registriamo solo dati negativi? Per Poretti “probabilmente
non accadrà nulla con l'attuale Governo”. La deputata della Rosa nel Pugno ricorda
che lo scorso luglio