INFORM - N. 186 - 8 ottobre 2007


VOLONTARIATO

Afghanistan, dalle Ong nuove proposte per l'azione italiana di ricostruzione

 

ROMA - Si è conclusa a Perugia nell'ambito dell'ONU dei Popoli la presentazione del Documento Afgana.org, un percorso per la pace e la giustizia in Afghanistan redatto con il contributo di molti soggetti e associaizioni della società civile. L'Associazione ONG italiane, tra i primi firmatari del Documento, ha partecipato con il presidente Sergio Marelli e Nino Sergi, coordinatore del gruppo delle ong presenti in Afghanistan, insieme a rappresentanti del parlamento e della società civile afghana alla conferenza stampa alla vigilia dell'importante appuntamento del 20 ottobre prossimo, in cui il Ministro D'Alema riferirà al Consiglio di Sicurezza dell'ONU sulla missione militare in Afghanistan. Il Documento Afgana.org sarà presentato a D'Alema per proporre delle soluzioni concrete per uscire dalla situazione sempre più negativa in cui versa la società afghana, dove dilagano povertà, esclusione sociale, e i programmi di ricostruzione, giustizia e sviluppo continuano ad essere fermi.

Dopo un'attenta analisi alla reale condizione del paese, nel documento si passa alle proposte: per la cooperazione internazionale sarebbe necessario un forte aumento delle risorse destinate alla ricostruzione materiale e del tessuto sociale e dei servizi, soprattutto visto il rapporto tra spese per cooperazione civile e spese militari che di 1:9.

Sergio Marelli afferma "Questo è un dato lampante, noi chiediamo che venga portato per il 2008 almeno ad 50:50 tra le due risorse destinate, ma è anche un altro punto che svela l'inadeguatezza di questa Finanziaria, e dei fondi che vengono previsti per le attività di cooperazione internazionale, soprattutto tenuto conto delle dichiarazioni dei mesi passati del Ministro D'Alema riguardo l'Afghanistan, con cui si prometteva di ridurre drasticamente la presenza e la spesa militare a favore dell'intervento civile per la ricostruzione e pacificazione del paese".

"Il lavoro delle Ong italiane in Afghanistan è entrato in una seconda fase - continua Marelli - dopo una prima di ricostruzione materiale, con case e scuole restituite alla popolazione, ora siamo partiti con nuovi interventi che sono nati dalla stretta collaborazione con le Ong afghane, che sono entrate direttamente nei processi di progettazione e di ricostruzione del tessuto civile e di partecipazione della popolazione.

Il nostro unico metro di giudizio che ha sempre guidato le nostre attività è il miglior bene possibile per le popolazioni locali, per i civili che subiscono le conseguenze delle guerre, al di fuori di ogni preconcetto e di posizione ideologica".  (Inform)

 


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