ITALIANI
ALL’ESTERO
Congresso nazionale degli italocanadesi:
si punta sui giovani nati in Canada
TORONTO – Congresso nazionale degli italocanadesi, Carlo
Filippazzo sale alla guida del distretto di Toronto e fin da subito si prepara
a puntare tutto sui giovani. Nuova direzione per l’organo rappresentativo della
comunità italiana, che si appresta a diventare, promette Filippazzo, più interventista
e propositivo. La parola d’ordine per il nuovo presidente è senza dubbio coinvolgimento.
Per poter progettare ed essere ascoltati bisogna essere in grado di far sentire
la propria voce. “Per lasciare veramente un segno dobbiamo avere – sottolinea
il neo presidente – quanti più componenti attivi possibili”.
Carlo Filippazzo ha le idee molto chiare sulle urgenze
a cui trovare risposte. Primo punto del suo programma è dunque il coinvolgimento
delle nuove generazioni, di quei giovani nati e cresciuti in Canada, ma ai quali
si deve insegnare a sentire un legame stretto con la terra d’origine. “Dobbiamo
fare in modo che i ragazzi militino tra le file del Congresso – spiega – so
bene che si tratta di un obiettivo molto difficile, ma questo non è un buon
motivo per cedere. Si tratta di un tema su cui dobbiamo lavorare fin da subito
e con grande determinazione – continua Filippazzo – io, per esempio, sono riuscito
a coinvolgere mia figlia, ma si tratta di una sola ragazza, un piccolo granello
rispetto al lavoro che dobbiamo fare”.
Il presidente continua sottolineando che in questa sfida
l’aiuto di tutti può essere prezioso: “Anche l’anziano che si sente ormai inutile
e culturalmente inadeguato può influenzare molto i propri nipoti, per esempio.
Può essere il veicolo di un senso di appartenenza in grado di spingere alla
partecipazione”.
Quello del coinvolgimento delle nuove generazioni è dunque
un tema fondamentale che si porrà in maniera trasversale a tutte le attività
che il nuvo consiglio intenderà intraprendere. “In generale intendiamo essere
più propositivi, rispetto al passato, - afferma Filippazzo – dobbiamo aumentare
la capacità di agire e reagire, di prendere posizione nelle questioni che riguardano
la comunità”.
E tra i temi immancabili su cui confrontarsi ci sarà
l’integrazione e la necessità di conservare la lingua. Inoltre Filippazzo desidera
impegnarsi sul fronte del dialogo con il governo italiano: “Dal nostro Paese
d’origine non dobbiamo essere guardati soltanto come emigrati, perché pur vivendo
dall’altra parte del mondo continuiamo ad avere un ruolo importante nell’economia”.
La comunità infatti consuma, quasi esclusivamente, prodotti made in Italy, una
continua ricerca di tutto quello che viene dalla penisola dello stivale, dal
cibo, ai vestiti, dalle scarpe all’arredamento.
“Se nelle nostre case ci sono dei prodotti non italiani
– sottolinea il nuovo presidente – è soltanto per un’incapacità commerciale
di chi li produce, che non ha saputo portarli sul mercato canadese. Un esempio
è quello delle auto, noi avremmo comperato volentieri modelli provenienti dalla
nostra terra”.
Altra volontà per il futuro è la creazione di uno spirito
di collaborazione con le altre comunità etniche presenti nel territorio per
portare avanti delle “battaglie” comuni. Quello applicato è un concetto tanto
semplice quanto prezioso facendo fronte comune infatti si aumenta la propria
capacità di impatto e si accrescono le possibilità di successo.
Carlo Filippazzo, residente in Canada da 41 anni, da
sempre attivo nel Congresso, ha preso il posto Jason Sordi, che dopo due mandati
non poteva essere rieletto alla guida dell’Organo rappresentativo. A fatica
commenta chi l’ha preceduto e preferisce concentrarsi sul lavoro che lo aspetta.
“Nel passato ci sono stati periodi buoni e altri negativi – dice Filippazzo
– senza puntare il dito contro nessuno dico soltanto che alcuni esecutivi sono
stati più aggressivi e interssati alle sorti della comunità, altri lo sono stati
meno. Ciò che conta però – conclude – è mettersi alle spalle il passato e concentrarsi
sul lavoro da fare”.
Al fianco del presidente, ovviamente, il nuovo esecutivo
composto dal vice presidente Domenico Barbieri, il secondo vice presidente,
Domenico Servello, il terzo vice presidente, Maria Cina. I consiglieri: Cosimo
e Damiano Femia, Franco Pagliaro, Rose Pace, Raffaele Bonazza, Carlo Milessa,
Paolo Foglia e Francesco Cugliari.
L’esecutivo, appena entrato in carica, dovrà affrontare
un inteso lavoro per dare una nuova spinta a questo organo. L’obiettivo, certamente,
è quello di essere un punto di riferimento per gli italiani che vivono in Canada.
Una realtà concreta in grado di far sentire la voce degli italocanadesi. Volontà
principale resta comunque quella di essere considerati un “luogo” importante
da tutta la comunità, in particolare dai membri più giovani. Partecipazione
e coinvolgimento dovranno essere il ridultato di un attento lavoro.
Per passare dalle linee programmatiche alla pratica il
prossimo appuntamento del Congresso degli italocanadesi è in programma per il
19 ottobre. Data in cui ci sarà la consegna del riconoscimento Ordine al Merito
a James Robert Cusimano e del premio Young Achievement Award a Veronica Del
Riccio. Dunque si scende subito in campo.( Layla Crisanti-Corriere canadese/