STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Silvana Mangione
sulla rubrica “A modo mio” di Gente d’Italia
Columbus day,
storia e realtà
NEW YORK - New York, appena liberata dall’assalto multicolore
dei politici del mondo intero, intervenuti all’Assemblea Plenaria delle Nazioni
Unite, con contorno di blocchi di traffico, cori di clacson, coverage non–stop
di tutte le elucubrazioni e contro–elucubrazioni di George W. Bush e Mahmoud
Ahmadinejad, si è vista assalire da aeroplanate di dignitari italiani, accorsi
per partecipare alla parata di Columbus Day.
La festa intitolata all’italiano scopritore delle Americhe
ha una lunga storia, curiosa e interessante, che vale la pena di andare a rispolverare.
La prima celebrazione della Giornata di Colombo risale
al
Bisogna aspettare un secolo – e il quadricentenario dell’avvistamento
di un isola del continente da parte di un marinaio della Pinta – per avere un
proclama del Presidente degli USA, Benjamin Harrison, che invita tutti gli americani
a celebrare la data fatidica. La risposta è entusiastica. Sembra quasi un tentativo
di far dimenticare l’ignominia del linciaggio di undici italiani, avvenuta a
New Orleans il 14 maggio 1891.
A coronare la rivalutazione dell’esploratore genovese,
nell’estate del 1893 si apre
Il primo Stato degli USA a farlo è il Colorado nel 1907,
seguito da New York nel 1909 e il
Bisogna aspettare il 1937 perché il Presidente Franklin
Delano Roosevelt dichiari il
Quest’anno cade l’8, l’anno prossimo il 13. Anche in
America latina si è a lungo riconosciuta la scoperta del continente come Dia
de
Nei secoli si sono moltiplicate le parate, in tutte le
metropoli, città, cittadine, contee, villaggi nei quali abitano gli italiani,
gli italo–americani, gli americani di origine italiana.
Ma quella famosa in tutto il mondo, vista per televisione
dappertutto, filmata da RAI International, glorificata al di là di ogni misura,
quindi agognata da molti, moltissimi, in misura inversamente proporzionale alla
loro importanza è quella di Manhattan: la parata di Quinta Avenue.
Il contorno coreografico segue un rito ormai cristallizzato:
Messa a San Patrizio, celebrata dal Cardinale, prima colazione lanciata dall’allora
Consigliere Comunale Peter Vallone, partenza dalla 44esima Strada a mezzogiorno,
con in testa il Grande Maresciallo.
Abbiamo visto Luciano Pavarotti a cavallo e Sophia Loren
a piedi, il Ministro per gli italiani nel Mondo Mirko Tremaglia su un’automobile
scoperta, il primo italo–americano giudice della Corte Suprema, Antonin Scalia
e il Capo di Stato Maggiore Peter Pace, a segnare i diversi momenti della storia.
Nel
Quest’anno, alla 63esima parata, il Grand Marshal è una
donna, Lidia Bastianich, proprietaria di cinque ristoranti, autrice di quattro
famosi libri di cucina, guru dei programmi TV sul mangiare italiano.
Il settore agro-alimentare del bel paese è infatti trainante
nelle esportazioni e bisogna riconoscerne il successo. Anche perché
Peccato che gli spazi delle mostre si siano aperti, solo
alla stampa, a mezzogiorno del 3 ottobre, invece del primo, con gli stand ancora
da completare. Peccato che non si sapesse se il pubblico sarebbe stato ammesso
alle lezioni di cucina che iniziavano nel pomeriggio. Bene esposte, le Vespe
e le Maserati – una delle quali verrà sorteggiata in una riffa da $1.000 a biglietto
per soli trecento biglietti – attiravano gli sguardi pieni di desiderio dei
pendolari che si spostavano di corsa da un ingresso ad un binario e viceversa.
Forse però non sarebbe male sapere di più sui meccanismi
e i criteri di scelta dei destinatari delle borse di studio, sulla percentuale
dei contributi dati a giovani italiani residenti in Italia che vogliono venire
a studiare negli USA e a giovani italo–americani che vogliono andare a studiare in Italia, sull’effettivo
ritorno degli investimenti fatti dagli enti territoriali italiani per avere
un posto nella vetrina intitolata a Cristoforo Colombo. In parole povere, sulla
creazione di una Grande Avenue a doppio flusso sull’Atlantico. (Silvana Mangione-Gente
d’Italia/