SENATO
Interrogazione
di Pellegatta e Tibaldi (Comunisti Italiani) ai ministri Damiano e D’Alema
“Sostegno
alla lotta degli edili svizzeri, frontalieri italiani ed emigranti contro il
dumping salariale, la precarietà del lavoro , per il contratto unico”
ROMA - Interrogazione
al Senato per sollecitare “un intervento autorevole nel quadro dei rapporti
di amicizia e collaborazione tra Italia e Svizzera, a sostegno della lotta dei
lavoratori edili per riconquistare il CNM, Contratto nazionale mantello (contratto
unico), in vigore da oltre 70 anni”.
L’hanno rivolta
al ministro del Lavoro Cesare Damiano a al ministro degli Esteri Massimo D’Alema
i senatori Maria Pellegatta e Dino Tibaldi del Partito dei Comunisti Italiani.
La senatrice
Pellegatta spiega le ragioni dell’interpellanza al governo.
La senatrice
ricorda che la disdetta del CNM, a partire dal 1 ottobre, “comporta gravi peggioramenti
delle condizioni di lavoro, sicurezza e salariali e apre la via al dumping salariale”.
E che “particolarmente critica risulta la situazione dei lavoratori italiani
frontalieri, oltre
Di
seguito il testo dell’interrogazione:
“Premesso che:
il C.N.M. è
scaduto il 1° ottobre 2007;
il C.N.M. è
applicato ai lavoratori edili svizzeri e ai lavoratori migranti tra i quali
molti cittadini italiani frontalieri residenti nelle province di confine e cittadini
italiani residenti in Svizzera;
l’assenza del
C.N.M può comportare una situazione di difficile applicazione di tali accordi
, dei controlli nei cantieri, il peggioramento delle condizioni di lavoro e
delle condizioni di sicurezza;
molte Società
di lavoro temporaneo hanno annunciato che dal 1 ottobre non applicheranno le
norme contrattuali sui minimi salariali e che tale eventualità comporta una
rapida situazione di dumping salariale;
le Organizzazioni
sindacali U.N.I.A. e SY.N.A hanno promosso il 22 settembre una manifestazione
dei lavoratori edili che si è svolta a Zurigo, con l’adesione anche delle Organizzazioni
sindacali dei lavoratori frontalieri italiani.
Si chiede
se non ritengano
opportuno, nel rispetto delle proprie competenze e nell’ambito delle ottime
relazioni che intercorrono tra l’Italia e
se non ritengano
utile e opportuno favorire e dare impulso alle attività delll’Ambasciata e dei
Consolati italiani presso