CONVEGNI
A
Trento, promosso da Trentini nel Mondo, Unaie e Eza
“Formazione ed apprendimento oltre il lavoro,
le chiavi per l’integrazione degli immigrati”
TRENTO - Esperienze e testimonianze da tutta Europa sul
tema della formazione e dell’integrazione di persone immigrate in ambito professionale,
sociale, culturale e politico si sono succedute nei tre giorni di convegno organizzato
dalla Associazione Trentini nel Mondo in collaborazione con EZA (Centro Europeo
per le questioni dei lavoratori) e dall’UNAIE (Unione nazionale delle Associazione
di Immigrati ed Emigrati) e che si è svolto dal 28 al 30 settembre scorso presso
il Grand Hotel Trento.
Con l’intento di perseguire l’obiettivo posto dal Vertice
europeo di Lisbona, cioè quello di fare dell’Unione Europea “la società della
conoscenza più competitiva e dinamica del mondo entro l’anno
per mettere a disposizione la storia e l’esperienza di
50 anni con gli emigrati nel mondo.
La formazione e l’apprendimento lungo tutto l’arco della
vita (life long learning), che hanno costituito il cuore tematico del convegno,
rappresentano una grande sfida ed opportunità anche per le Associazioni di emigrazione.
Radicate nella cultura della mondialità, esse possono ricoprire un ruolo in
grado di permettere alle nuove generazioni di non chiudersi nel loro finto benessere,
ma di disporsi continuamente alle migrazioni per accettare il confronto multi-culturale.
Interessanti e variegati i contributi portati al convegno
da docenti universitari, funzionari, dirigenti delle diverse categorie, rappresentanti
delle Istituzioni Pubbliche, locali e nazionali, che hanno saputo interessare
i circa cento partecipanti appartenenti a diverse Associazioni di emigrazione
e provenienti da varie Regioni d’Italia (Friuli, Sicilia, Veneto, Calabria e
Lombardia) e da alcuni stati Europei (Germania, Belgio, Romania, Slovenia, Spagna,
Svizzera, Francia).
Dopo il saluto dell’avv. Domenico Azzia, già presidente
UNAIE e la lettura di alcune poesie del poeta emigrato Franco Aste, i lavori
si sono aperti con la relazione del prof. Kadrija Hodzic dell’Università di
Tuzla (Bosnia Erzegovina), toccando i temi dell’identità, della nazionalità,
dell’etnia in rapporto a quello dell’emigrazione, facendo anche l’esempio degli
stessi trentini insediatisi in quei territori. A seguire il contributo del dott.
Frederic Spagnoli dell’Università di Besancon (Francia) che ha riportato il
lavoro del proprio master compiuto presso l’Università di Trento, un’analisi
su come la mobilità può influenzare l’identità. Nel suo lavoro ha svolto in
maniera approfondita una sorta di paragone fra la realtà algerina in Francia
e i trentini in Bosnia Erzegovina.
Il dott. Luciano Covi dello sportello di Orientamento
formativo territoriale di Trento ha esposto l’esperienza di formazione ed apprendimento
permanente trentina nello scenario delle strategie promosse dall’Unione Europea.
Il dott. Covi ha messo a conoscenza i partecipanti di quanto l’Europa stia investendo
in strumenti di formazione, in ambito professionale ma anche culturale.
Un’esperienza di formazione continua per gli immigrati
in Spagna è stata portata da Maria Lopez Escudero, presidente di AFAMMER, Asociacion
de Familias y Mujeres del Medio Rural della Comunità di Madrid, e membro del
Centro sociale dei lavoratori. Ha illustrato le diverse possibilità offerte
agli immigrati di superare ostacoli di tipo linguistico o culturale, di intraprendere
attività economiche in proprio.
Dopo
Lo stato dell’arte dell’universo culturale francese è
stato esposto da due figure di spicco del panorama istituzionale: Gilles Bonnevialle,
già capo di Gabinetto del Ministro della Cultura, ed amministratore del Domaine
National Saint Cloud di Parigi, e da Jean Luc Di Paola Galloni, di origini trentine,
docente universitario di fama internazionale e attuale dirigente di una importante
industria francese. Gilles Bonnevialle ha incentrato il proprio intervento sulle
opportunità e problematicità nei mestieri della cultura in Francia e della grande
disparità fra la capitale Parigi ed il resto della nazione. L’intervento del
dott. Di Paola Galloni è stato incentrato invece sull’internazionalizzazione
delle competenze, sulla mobilità e flessibilità lavorative, invitando i giovani
presenti a costruire un proprio curriculum non tanto sulla laurea universitaria,
quanto sulla diversità di apprendimenti e linguaggi professionali.
Un interessante contributo è stato poi quello portato
da Piero Pinna e Natalino Croci del Progetto Acli Fiandre (in Belgio). Questo
progetto ha attivato infatti con successo alcune consulenze specifiche e molto
concrete a supporto degli immigrati che vogliono inserirsi nel mondo
del lavoro belga; il successo di tale iniziativa sta nella differenziazione
delle proposte e nel seguire personalmente ogni persona in tutto il processo
di inserimento lavorativo.
Hanno chiuso poi la carrellata di interventi due esperienze
italiane: l’esempio di una scuola di formazione culturale e politica e la testimonianza
di una giovane volontaria dell’Associazione alla recente Youth Conference a
Bruxelles, promossa da EZA.
Un grande risultato del convegno è stato il fatto di
mettere in relazione le diverse esperienze a livello europeo, con la consapevolezza
che se risultano fondamentali gli strumenti di alta formazione specie per le
nuove generazioni nel mondo del lavoro, è allo stesso modo urgente la necessità
di una formazione ben più globale, ben più ambiziosa: quella che può far crescere
una persona nella sua interezza, nel suo contesto e sviluppo sociale, culturale,
politico (nella accezione più nobile del termine). Quella che può far divenire
ciascuno cittadino attivo del proprio come del futuro di tutti. (