INFORM - N. 184 - 4 ottobre 2007


CONVEGNI 

A Trento, promosso da Trentini nel Mondo, Unaie e Eza

“Formazione ed apprendimento oltre il lavoro,  le chiavi per l’integrazione degli immigrati”

 

TRENTO - Esperienze e testimonianze da tutta Europa sul tema della formazione e dell’integrazione di persone immigrate in ambito professionale, sociale, culturale e politico si sono succedute nei tre giorni di convegno organizzato dalla Associazione Trentini nel Mondo in collaborazione con EZA (Centro Europeo per le questioni dei lavoratori) e dall’UNAIE (Unione nazionale delle Associazione di Immigrati ed Emigrati) e che si è svolto dal 28 al 30 settembre scorso presso il Grand Hotel Trento.

Con l’intento di perseguire l’obiettivo posto dal Vertice europeo di Lisbona, cioè quello di fare dell’Unione Europea “la società della conoscenza più competitiva e dinamica del mondo entro l’anno 2010”, attraverso anche lo sviluppo di una dimensione europea dell’istruzione e della formazione, la Trentini nel Mondo ha attivato la sua rete associativa, locale ed internazionale, per offrire un momento di confronto e crescita su questo tema e 

per mettere a disposizione la storia e l’esperienza di 50 anni con gli emigrati nel mondo.

La formazione e l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita (life long learning), che hanno costituito il cuore tematico del convegno, rappresentano una grande sfida ed opportunità anche per le Associazioni di emigrazione. Radicate nella cultura della mondialità, esse possono ricoprire un ruolo in grado di permettere alle nuove generazioni di non chiudersi nel loro finto benessere, ma di disporsi continuamente alle migrazioni per accettare il confronto multi-culturale.

Interessanti e variegati i contributi portati al convegno da docenti universitari, funzionari, dirigenti delle diverse categorie, rappresentanti delle Istituzioni Pubbliche, locali e nazionali, che hanno saputo interessare i circa cento partecipanti appartenenti a diverse Associazioni di emigrazione e provenienti da varie Regioni d’Italia (Friuli, Sicilia, Veneto, Calabria e Lombardia) e da alcuni stati Europei  (Germania, Belgio, Romania, Slovenia, Spagna,  Svizzera, Francia).

Dopo il saluto dell’avv. Domenico Azzia, già presidente UNAIE e la lettura di alcune poesie del poeta emigrato Franco Aste, i lavori si sono aperti con la relazione del prof. Kadrija Hodzic dell’Università di Tuzla (Bosnia Erzegovina), toccando i temi dell’identità, della nazionalità, dell’etnia in rapporto a quello dell’emigrazione, facendo anche l’esempio degli stessi trentini insediatisi in quei territori. A seguire il contributo del dott. Frederic Spagnoli dell’Università di Besancon (Francia) che ha riportato il lavoro del proprio master compiuto presso l’Università di Trento, un’analisi su come la mobilità può influenzare l’identità. Nel suo lavoro ha svolto in maniera approfondita una sorta di paragone fra la realtà algerina in Francia e i trentini in Bosnia Erzegovina.

Il dott. Luciano Covi dello sportello di Orientamento formativo territoriale di Trento ha esposto l’esperienza di formazione ed apprendimento permanente trentina nello scenario delle strategie promosse dall’Unione Europea. Il dott. Covi ha messo a conoscenza i partecipanti di quanto l’Europa stia investendo in strumenti di formazione, in ambito professionale ma anche culturale.

Un’esperienza di formazione continua per gli immigrati in Spagna è stata portata da Maria Lopez Escudero, presidente di AFAMMER, Asociacion de Familias y Mujeres del Medio Rural della Comunità di Madrid, e membro del Centro sociale dei lavoratori. Ha illustrato le diverse possibilità offerte agli immigrati di superare ostacoli di tipo linguistico o culturale, di intraprendere attività economiche in proprio.

Dopo la Spagna, è stata la volta della Germania. Uno spaccato della situazione degli immigrati italiani nella nazione tedesca è stato presentato dalla dr. Edith Pichler, originaria di Bolzano, ma cresciuta a Cles, docente presso l’Università di Berlino e dal dott. Maurizio Libbi, presidente dell’Ente Gestore As.S.I.S.S.I.  di Colonia, esperto di problematiche della formazione. Attraverso una serie di dati e comparazioni, hanno potuto verificare il grado, non sempre soddisfacente, di integrazione scolastica, professionale ed economica degli italiani in Germania, a confronto anche di altre nazionalità ed etnie presenti sul territorio.

Lo stato dell’arte dell’universo culturale francese è stato esposto da due figure di spicco del panorama istituzionale: Gilles Bonnevialle, già capo di Gabinetto del Ministro della Cultura, ed amministratore del Domaine National Saint Cloud di Parigi, e da Jean Luc Di Paola Galloni, di origini trentine, docente universitario di fama internazionale e attuale dirigente di una importante industria francese. Gilles Bonnevialle ha incentrato il proprio intervento sulle opportunità e problematicità nei mestieri della cultura in Francia e della grande disparità fra la capitale Parigi ed il resto della nazione. L’intervento del dott. Di Paola Galloni è stato incentrato invece sull’internazionalizzazione delle competenze, sulla mobilità e flessibilità lavorative, invitando i giovani presenti a costruire un proprio curriculum non tanto sulla laurea universitaria, quanto sulla diversità di apprendimenti e linguaggi professionali.

Un interessante contributo è stato poi quello portato da Piero Pinna e Natalino Croci del Progetto Acli Fiandre (in Belgio). Questo progetto ha attivato infatti con successo alcune consulenze specifiche e molto  concrete a supporto degli immigrati che vogliono inserirsi nel mondo del lavoro belga; il successo di tale iniziativa sta nella differenziazione delle proposte e nel seguire personalmente ogni persona in tutto il processo di inserimento lavorativo.

Hanno chiuso poi la carrellata di interventi due esperienze italiane: l’esempio di una scuola di formazione culturale e politica e la testimonianza di una giovane volontaria dell’Associazione alla recente Youth Conference a Bruxelles, promossa da EZA.

Un grande risultato del convegno è stato il fatto di mettere in relazione le diverse esperienze a livello europeo, con la consapevolezza che se risultano fondamentali gli strumenti di alta formazione specie per le nuove generazioni nel mondo del lavoro, è allo stesso modo urgente la necessità di una formazione ben più globale, ben più ambiziosa: quella che può far crescere una persona nella sua interezza, nel suo contesto e sviluppo sociale, culturale, politico (nella accezione più nobile del termine). Quella che può far divenire ciascuno cittadino attivo del proprio come del futuro di tutti. (Inform)

 

 


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