STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Su
“Tribuna Italiana” del 3.10.2007
Altri tempi e questi tempi: Ma sperare
non costa molto!
BUENOS AIRES - Nella Tavola Rotonda che questo giornale,
nel quadro delle celebrazioni del suo trentennio di informazione per e sulla
comunità italiana residente in Argentina, ha organizzato il 23 settembre a Mar
del Plata, nella sede della Federazione delle Società Italiane della “Perla
dell’Atlantico”, uno degli autorevoli intervenuti, Raffaele Vitiello presidente
del
Sono vivamente grato all’amico Vitiello per questo ricordo
che mi ha riportato indietro nel tempo col ricordo non soltanto di mie opinioni
di allora su questo tema che considero sostanzialmente tuttora valide, nonostante
gli anni trascorsi e le mutate circostanze, ma anche e ancor più perché fa rivivere
nel ricordo la figura esemplare di un Grande della nostra comunità, troppo presto
quasi dimenticato, malgrado la notevole importanza della sua intensa multiforme
attività di tanti decenni, che si è concretata in una significativa personale
partecipazione alla vita e alle opere di questa nostra collettività. Di ciò
rimane - e spero che rimarrà sempre - concreta testimonianza, nelle molteplici
iniziative che prese, nelle opere che scrisse, sulla problematica e la storia
della nostra collettività, specialmente in un Dizionario biografico delle migliaia
di uomini da ricordare per la storia della presenza italiana in Argentina
e, soprattutto, nell’impulso decisivo dato alla diffusione della Lingua italiana,
che grazie a lui è stata appresa da tante diecine di migliaia di persone, molte
delle quali non di origine italiana. Credo che sia utile ricordare ancora che
quando egli assunse la presidenza della
Ci sarebbe ancora molto da scrivere sui tanti meriti
di questo Grande esponente della comunità italiana dell’Argentina, che a me sembra debba essere sempre considerato un
benemerito della presenza italiana in Argentina, specialmente per il notevole
contributo dato con passione alla ricerca di soluzioni che a lui sembravano
le più adatte, anche se non da tutti condivise, né consentite dalle circostanze,
ai non pochi, né di scarso rilievo, problemi della nostra comunità italiana
ed italo-argentina.
La risorsa dell’Italia
Spero che non me ne vorrai, caro Lettore, se sono andato
fuori tema, benché in realtà, ricordando brevemente lo spunto che mi ha dato
l’amico Vitiello che ringrazio nuovamente, puoi vedere che sostanzialmente il
ricordo di quel che sostenevamo tanti anni fa l’avv. Petriella ed io, sull’importanza
di una piena integrazione anche alla vita politica argentina, si collega col
tema della Tavola rotonda organizzata a Mar del Plata (e prima anche a Buenos
Aires) e cioè l’interrogativo se gli italiani residenti all’estero sono una
risorsa per l’Italia. L’interrogativo infatti si pone oggi e si poneva anche
allora in tempi e circostanze diverse. Oggi come allora in maggioranza siamo
convinti di essere una risorsa e non di scarso rilievo, ma l’Italia in generale
sembra non rendersene conto abbastanza, o per la distanza o perché in Italia
sono in tutt’altre faccende affaccendati. Forse basta una semplice constatazione
per rendersene conto. Non so, caro Lettore, se tu leggi quotidianamente o, almeno
con frequenza il “Corriere della Sera” che in Argentina si vende tutti i giorni,
abbinato al quotidiano “
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