INFORM - N. 183 - 3 ottobre 2007


CAMERA DEI DEPUTATI 

Presentato un progetto di legge dai leader di Italia dei Valori e Alleanza Nazionale

Il “piano Di Pietro-Fini” per ridurre i costi della politica: “Così si risparmiano 569 milioni euro”

Non più di 17 ministri. Massimo di 62 componenti di governo, vice ministri e sottosegretari compresi

 

ROMA - Un progetto di legge per ridurre i costi della politica. Lo hanno presentato in conferenza stampa i leader di Italia dei Valori Antonio Di Pietro e di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini . Un piano di risparmi delle amministrazioni centrali, a cominciare dalla Presidenza del Consiglio, per 200 milioni di euro, tagli alle spese delle amministrazioni locali per altri 369 milioni e regole di trasparenza nella gestione di partiti e sindacati.

“Una drastica decurtazione della spesa pubblica portando il risparmio a complessivi 569 milioni di euro” (un ottavo del costo totale della politica, circa 4 miliardi di euro): questo l’obiettivo che, hanno spiegato Fini e Di Pietro, dovrebbe essere raggiunto attraverso una serie di misure da introdurre già dalle prossime elezioni. E ciò che conta forse ancora di più ,è una diversa impostazione della cosa pubblica, e con i partiti che tornerebbero ad essere “socialmente utili e non solo privatamente interessati”.

Il progetto di legge è composto da 32 articoli suddivisi in due grandi capitoli: il primo riduce la spesa degli organi istituzionali e dei rimborsi elettorali; il secondo interviene sulla trasparenza delle attività di rappresentanza politica, sindacale e di relazione istituzionale.

Aperto alla firma di parlamentari di entrambi gli schieramenti, il piano, che evita di toccare la Costituzione e la legge elettorale, “è una terapia di pronto intervento per rispondere alla caduta di credibilità delle istituzioni”. Alleanza Nazionale e Italia dei Valori,  che hanno già presentato insieme al Parlamento un progetto per cambiare il sistema elettorale, concordano nel fissare un tetto massimo ai ministri – 12 con portafoglio e 5 senza - e imporre che i membri del governo (vice ministri e sottosegretari compresi), non siano più di 62 (i numeri attuali sono 25 e 103)  

“Noi siamo i primi ad essere disponibili a fare un passo indietro, ora bisogna vedere se qualcuno ha il coraggio” ha detto Di Pietro, che è  ministro per le Infrastrutture e che si dice anche pronto a rimettere il proprio mandato al presidente del Consiglio.

La proposta di legge prevede anche la decurtazione del 30% delle indennità dei ministri non parlamentari e il blocco degli automatismi degli stipendi dei parlamentari fino al 2010. E fissa un limite ai rimborsi elettorali, che dovranno essere corrisposti in base agli elettori che hanno effettivamente votato, e non più a quelli iscritti nelle liste elettorali, e solo per il tempo effettivo della legislatura. Abolite le Comunità Montane e riduzione del numero degli assessori e dei consiglieri comunali e provinciali. “Sono decurtate - si legge - del 15% le indennità di funzione dei presidenti dei consigli circoscrizionali, dei sindaci di comuni con popolazione superiore a 30 mila abitanti e dei presidenti delle province; è altresì previsto il divieto di cumulo tra indennità di funzione e gettone di presenza e sono contenuti i rimborsi per gli amministratori che dovranno necessariamente documentare le spese sostenute”.(Inform) 

 

 


Vai a: