CAMERA DEI DEPUTATI
Presentato un progetto di legge dai
leader di Italia dei Valori e Alleanza Nazionale
Il
“piano Di Pietro-Fini” per ridurre i costi della politica:
“Così si risparmiano 569 milioni euro”
Non più di 17 ministri. Massimo di 62 componenti di governo, vice
ministri e sottosegretari compresi
ROMA - Un progetto di legge per ridurre i costi della politica. Lo hanno
presentato in conferenza stampa i leader di Italia dei Valori Antonio
Di Pietro e di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini . Un
piano di risparmi delle amministrazioni centrali, a cominciare dalla Presidenza
del Consiglio, per 200 milioni di euro, tagli alle spese delle amministrazioni
locali per altri 369 milioni e regole di trasparenza nella gestione di partiti
e sindacati.
“Una drastica
decurtazione della spesa pubblica portando il risparmio a complessivi 569 milioni
di euro” (un ottavo del costo totale della politica, circa 4 miliardi di
euro): questo l’obiettivo che, hanno spiegato Fini e Di Pietro, dovrebbe essere
raggiunto attraverso una serie di misure da introdurre già dalle prossime elezioni.
E ciò che conta forse ancora di più ,è una diversa impostazione della cosa
pubblica, e con i partiti che tornerebbero ad essere “socialmente utili
e non solo privatamente interessati”.
Il
progetto di legge è composto da 32 articoli suddivisi in due grandi capitoli:
il primo riduce la spesa degli organi istituzionali e dei rimborsi elettorali;
il secondo interviene sulla trasparenza delle attività di rappresentanza politica,
sindacale e di relazione istituzionale.
Aperto
alla firma di parlamentari di entrambi gli schieramenti, il piano, che evita
di toccare
“Noi
siamo i primi ad essere disponibili a fare un passo indietro, ora bisogna vedere
se qualcuno ha il coraggio” ha detto Di Pietro, che è ministro per le Infrastrutture e che si dice
anche pronto a rimettere il proprio mandato al presidente del Consiglio.
La
proposta di
legge prevede anche la decurtazione del 30% delle indennità dei ministri non
parlamentari e il blocco degli automatismi degli stipendi dei parlamentari fino
al 2010. E fissa un limite ai rimborsi elettorali, che dovranno essere corrisposti
in base agli elettori che hanno effettivamente votato, e non più a quelli iscritti
nelle liste elettorali, e solo per il tempo effettivo della legislatura. Abolite
le Comunità Montane e riduzione del numero degli assessori e dei consiglieri
comunali e provinciali. “Sono decurtate - si legge - del 15% le indennità di
funzione dei presidenti dei consigli circoscrizionali, dei sindaci di comuni
con popolazione superiore a 30 mila abitanti e dei presidenti delle province;
è altresì previsto il divieto di cumulo tra indennità di funzione e gettone
di presenza e sono contenuti i rimborsi per gli amministratori che dovranno
necessariamente documentare le spese sostenute”.(