STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Su
“Tribuna Italiana” del 3.10.2007l’editoriale del direttore Marco Basti
Cultura italiana
in Argentina
BUENOS AIRES . Sabato sera è stata inaugurata, nel rione di Mataderos,
Tante opere, praticamente fin dall'inizio della Nazione
Argentina. La modesta piramide evocativa della Rivoluzione di Maggio,in Plaza
de Mayo, primo monumento patrio, è opera di un umile muratore italiano. La prima
opera lirica argentina, con la quale è stato inaugurato il "Teatro Colón",
che l'anno prossimo compie cento anni, è opera di Héctor Panizza, figlio di
italiani, che studiò al Conservatorio Verdi di Milano. Ebbene, l'opera "Aurora",
che canta l'Argentina e la sua bandiera, è stata scritta in italiano e il testo
che ogni mattina viene cantato nelle scuole argentine, è stato tradotto allo
spagnolo, ma l'originale è in italiano.
E di queste testimonianze di una presenza e una influenza
che non ha eguali al mondo, ce ne sono centinaia in tutta l'Argentina.
Ma chi lo sa, al di fuori di pochi bene informati, di
qualche studioso e di qualche appassionato? Praticamente nessuno.
Non lo sanno certamente in Italia, dove, purtroppo, non
sanno quasi niente degli italiani all'estero e specificamente degli italiani
in Argentina.
Non lo sanno qui in Argentina. La società argentina,
gli studiosi, le autorità, i media, gli operatori culturali, conoscono poco
e niente di questa realtà.
Non lo sappiamo noi, comunità italiana in Argentina.
Perché, anche se ci riempiamo la bocca dicendo che abbiamo costruito questo
Paese - il che è vero - non siamo stati capaci però di raccogliere quelle centinaia
di testimonianze, di farle conoscere , di promuoverle e di far capire la loro
importanza. Ci sono poche opere di ricerca,
realizzate soprattutto prima dell'ultima guerra mondiale, specialmente la monumentale
opera di ricerca di Zuccarini e, negli anni '70, il grande Dizionario Biografico
degli Italiani, di Dionisio Petriella e Sara Sosa Miatello. E poco più.
Noi crediamo che una presenza determinante per l'Argentina
in quasi tutti i campi, come è stata la presenza di centinaia di migliaia
di italiani emigrati in questo Paese durante oltre un secolo - ma anche prima
- merita non solo di essere studiata e ricuperata.
Domani all'Istituto Italiano di Cultura,
Noi crediamo che l'Argentina è un caso particolare, come
scrivevamo all'inizio, che non è paragonabile a nessun altro.
Per cui crediamo che la diffusione della cultura italiana
in questo Paese dev'essere frutto di una politica specifica dell'Italia, perché
specifico è questo Paese. La presenza italiana è stata determinante nella costituzione
della cultura argentina. E' stata permeata profondamente dalle nostre radici,
dalla nostra presenza e dalle nostre opere.
E' una politica specifica che deve tenere conto della
nostra presenza e che deve coinvolgerci. Coinvolgere la comunità e le centinaia
di associazioni, molte delle quali, quasi tutte, sono nate, appunto, per diffondere
la cultura italiana e tramandarla alle nuove generazioni. Negare questa realtà
sarebbe miopia e ignoranza.
Ma la diffusione della cultura italiana in Argentina,
dovrebbe interessare proprio l'Argentina, proprio perché la sua cultura è permeata
della cultura italiana. Bisognerebbe quindi convincere l'Argentina, la società
argentina, il mondo culturale argentino, dell'importanza di questo caso unico
al mondo. Perché anche l'Argentina sia interessata e impegnata alla diffusione
della cultura italiana.
In altre parole, dovrebbe essere una politica specifica,
per la quale dovrebbero essere coinvolti e impegnati l'Italia, l'Argentina e
la nostra comunità. (Marco Basti-Tribuna Italiana/
marcobasti@tribunaitaliana.com.ar