INFORM - N. 183 - 3 ottobre 2007


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Su “Tribuna Italiana” del 3.10.2007l’editoriale del direttore Marco Basti

Cultura italiana in Argentina

 

BUENOS AIRES . Sabato sera è stata inaugurata, nel rione di Mataderos, la piazzetta Regione Basilicata e in essa è stato inaugurato un busto del poeta latino Orazio, donato dalla Regione e dalla Federazione delle Associazioni della Basilicata in Argentina, alla Città Autonoma di Buenos Aires. Pochi anni fa, la comunità siciliana e la regione, hanno donato un busto in ricordo di Luigi Pirandello, posto nei giardini di Palermo. Non molto tempo prima, la Regione Veneto e la comunità veneta hanno donato una colonna con il Leone di San Marco, nella zona di Puerto Madero e lo Stato Italiano, in occasione del quinto centenario della Scoperta dell'America, ha donato un'opera di Ugo Attardi, in omaggio a Colombo, intitolata "Nelle Americhe", che è stata posta in una piazzetta nell'Avenida 9 de Julio, all'incrocio con la Avenida Santa Fe. Sono decine i monumenti che ornano la Città di Buenos Aires, donati dalla collettività italiana. Il monumento a Giuseppe Garibaldi, in Piazza Italia, il monumento a Giuseppe Mazzini in Piazza Roma (il primo al mondo ad essere eretto in onore del patriota genovese in tutto il mondo), la Lanterna monumentale, il monumento a Cristoforo Colombo. A proposito di quest'opera, ora è rimasta "imprigionata", dietro ai cancelli che sono stati costruiti attorno alla Casa Rosada, provocando non poche critiche. Per questo motivo il tradizionale omaggio a Cristoforo Colombo quest’anno si farà nella scuola intitolata al Grande Navigatore.

Tante opere, praticamente fin dall'inizio della Nazione Argentina. La modesta piramide evocativa della Rivoluzione di Maggio,in Plaza de Mayo, primo monumento patrio, è opera di un umile muratore italiano. La prima opera lirica argentina, con la quale è stato inaugurato il "Teatro Colón", che l'anno prossimo compie cento anni, è opera di Héctor Panizza, figlio di italiani, che studiò al Conservatorio Verdi di Milano. Ebbene, l'opera "Aurora", che canta l'Argentina e la sua bandiera, è stata scritta in italiano e il testo che ogni mattina viene cantato nelle scuole argentine, è stato tradotto allo spagnolo, ma l'originale è in italiano.

E di queste testimonianze di una presenza e una influenza che non ha eguali al mondo, ce ne sono centinaia in tutta l'Argentina.

Ma chi lo sa, al di fuori di pochi bene informati, di qualche studioso e di qualche appassionato? Praticamente nessuno.

Non lo sanno certamente in Italia, dove, purtroppo, non sanno quasi niente degli italiani all'estero e specificamente degli italiani in Argentina.

Non lo sanno qui in Argentina. La società argentina, gli studiosi, le autorità, i media, gli operatori culturali, conoscono poco e niente di questa realtà.

Non lo sappiamo noi, comunità italiana in Argentina. Perché, anche se ci riempiamo la bocca dicendo che abbiamo costruito questo Paese - il che è vero - non siamo stati capaci però di raccogliere quelle centinaia di testimonianze, di farle conoscere , di promuoverle e di far capire la loro importanza. Ci sono poche opere di  ricerca, realizzate soprattutto prima dell'ultima guerra mondiale, specialmente la monumentale opera di ricerca di Zuccarini e, negli anni '70, il grande Dizionario Biografico degli Italiani, di Dionisio Petriella e Sara Sosa Miatello. E poco più.

Noi crediamo che una presenza determinante per l'Argentina  in quasi tutti i campi, come è stata la presenza di centinaia di migliaia di italiani emigrati in questo Paese durante oltre un secolo - ma anche prima - merita non solo di essere studiata e ricuperata.

Domani all'Istituto Italiano di Cultura, la Tavola rotonda che la TRIBUNA ITALIANA, ha organizzato come parte degli eventi per celebrare i suoi 30 anni, dibatterà sulla diffusione della cultura italiana in Argentina e su chi dovrebbe occuparsi di tale missione.

Noi crediamo che l'Argentina è un caso particolare, come scrivevamo all'inizio, che non è paragonabile a nessun altro.

Per cui crediamo che la diffusione della cultura italiana in questo Paese dev'essere frutto di una politica specifica dell'Italia, perché specifico è questo Paese. La presenza italiana è stata determinante nella costituzione della cultura argentina. E' stata permeata profondamente dalle nostre radici, dalla nostra presenza e dalle nostre opere.

E' una politica specifica che deve tenere conto della nostra presenza e che deve coinvolgerci. Coinvolgere la comunità e le centinaia di associazioni, molte delle quali, quasi tutte, sono nate, appunto, per diffondere la cultura italiana e tramandarla alle nuove generazioni. Negare questa realtà sarebbe miopia e ignoranza.

Ma la diffusione della cultura italiana in Argentina, dovrebbe interessare proprio l'Argentina, proprio perché la sua cultura è permeata della cultura italiana. Bisognerebbe quindi convincere l'Argentina, la società argentina, il mondo culturale argentino, dell'importanza di questo caso unico al mondo. Perché anche l'Argentina sia interessata e impegnata alla diffusione della cultura italiana.

In altre parole, dovrebbe essere una politica specifica, per la quale dovrebbero essere coinvolti e impegnati l'Italia, l'Argentina e la nostra comunità. (Marco Basti-Tribuna Italiana/Inform)

marcobasti@tribunaitaliana.com.ar

 

 


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