GOVERNO
L’Italia contesta la redistribuzione dei
seggi al Parlamento Europeo basata sul numero di residenti a prescindere dalla
cittadinanza
Il ministro Bonino: “Nuovo criterio inaccettabile.
E’ contrario allo spirito del Trattato”
ROMA - “Il criterio di ripartizione dei seggi basato
sul numero di residenti a prescindere dalla cittadinanza è contrario allo spirito del Trattato ed è per
questo inaccettabile”. Commento duro quello del ministro per le Politiche Europee
Emma Bonino, dopo l’approvazione, da parte della Commissione Affari Costituzionali
del Parlamento Europeo, della relazione Lamassoure -Savarin sulle modifiche
del criterio di ripartizione dei seggi all’Europarlamento, che dovrà ora essere
esaminato in plenaria.
La proposta di ricalcolo degli eurodeputati che sarebbe
applicata a partire dalla prossima legislatura penalizza il nostro Paese che
vedrebbe ridotti i propri seggi a Strasburgo da
Secondo una nota della Rappresentanza d’Italia presso
l’Unione Europea, in base alla proposta Lamassoure-Savarin i residenti per
Per il ministro Bonino “non solo per la prima volta verrebbe
meno il principio di parità tra i grandi Stati Membri dell’Unione (fatta eccezione
della Germania dopo la riunificazione) ma soprattutto la relazione parlamentare
si basa erroneamente sul criterio di popolazione residente”. Un criterio che
“appare contrario allo spirito del Trattato in quanto i membri del Parlamento
europeo rappresentano proprio i cittadini dell’Unione. Riteniamo pertanto che
ci si debba attenere, nel calcolo del numero dei parlamentari, non al criterio
della popolazione residente, ma a quello della cittadinanza. A questo stadio
mi auguro - conclude Bonino - che la mobilitazione degli eurodeputati italiani,
e di altri che condividono queste valutazioni, possa modificare tale decisione
in sessione plenaria”.
Il testo attuale ora sarà messo ai voti nella sessione
plenaria del Parlamento europeo che si riunirà l’11 ottobre a Strasburgo.(