RIFUGIATI
Una
nota del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS)
Premio Nansen sollecita i governi a perfezionare
le misure di protezione dei rifugiati
Contrastare la xenofobia e fornire alternative
alla detenzione di rifugiati e richiedenti asilo
ROMA - “I richiedenti asilo che giungono nei diversi
paesi del mondo vengono mantenuti in stato di detenzione in condizioni spesso
di estremo disagio. Non hanno commesso alcun reato, per cui avvertono un profondo
senso di ingiustizia. Dopo essere sfuggiti a povertà e persecuzione, tutto ciò
che conoscono del paese ospitante è il centro di detenzione in cui si trovano”,
ha detto la dott.ssa Katrine Camilleri, insignita dall’Agenzia delle NU per
i Rifugiati (UNHCR) del Premio Nansen 2007.
La dott.ssa Camilleri si è appellata ai governi presenti
alla 58a assemblea annuale del Comitato direttivo dell’Agenzia delle NU perché
introducano alternative alla detenzione dei richiedenti asilo e rifugiati di
ogni parte del mondo, nonché adottino misure concrete per contrastare i fenomeni
di xenofobia cui i rifugiati sono esposti.
Alle ore 18.30 di oggi la dott.ssa Camilleri riceverà
dall’Alto Commissariato delle NU per i Rifugiati, Antonio Guterres, il Premio
Nansen. La legale del JRS è stata prescelta quest’anno dalla Commissione Nansen
in virtù della sua eccezionale dedizione alla causa dei rifugiati e per il suo
straordinario contributo alla protezione e assistenza a profughi e rifugiati.
“I governi hanno a disposizione tutta una serie di opzioni.
Anziché rinchiuderli in centri di detenzione, potrebbero considerare di ospitare
i richiedenti asilo in strutture aperte, prevedendo un sistema di regolare reporting
e programmi di rilascio controllati. L’uso della detenzione dovrebbe essere
evitato quanto più possibile e le condizioni nei centri hanno davvero bisogno
di essere migliorati; soprattutto i bambini e altri gruppi vulnerabili non dovrebbero
mai essere soggetti a detenzione”, ha puntualizzato la dott.ssa Camilleri.
Nel suo appello personale, la giovane madre ha insistito
sull’importanza che l’azione di governo riveste nei confronti di queste problematiche.
Le parole di Katrine trovano eco presso i colleghi JRS di tutto il mondo.
“Sono cinque mesi che Asha e i suoi due bambini sono
trattenuti, insieme a 170 altre donne e bambini, in uno stanzone di un centro
di detenzione thailandese. Possono soltanto praticare un minimo di esercizio
fisico due ore alla settimana, e alla figlia di 7 anni è consentito andare a
scuola solo due volte al mese. Ma ciò che è peggio, è che all’UNHCR non è più
consentito l’accesso al centro per svolgere le pratiche di riconoscimento dello
status di rifugiati. Asha e i suoi familiari hanno di fronte a sé due sole alternative:
ritornare a casa e affrontare la persecuzione, oppure rimanere nel centro per
un tempo indefinito”, ha spiegato il responsabile per l’Advocacy del JRS Thailandia,
Chen Chen Lee.
I governi devono impegnarsi più attivamente nel perseguimento
dell’integrazione e di una maggiore tolleranza da parte delle nostre società.
Dopo anni di disinformazione mediatica in svariati paesi, l’atteggiamento del
pubblico nei confronti dei rifugiati si è fatto decisamente negativo. Bisogna
che questi governi adottino con urgenza iniziative volte a spiegare i motivi
per cui i rifugiati e altri migranti fuggono dai loro paesi d’origine. Tra le
popolazioni ospitanti di molti paesi aleggia infatti
“Ana, 48enne rifugiata colombiana di colore, vive in
Ecuador. Un giorno, mentre vendeva per la strada degli oggetti di artigianato
di sua produzione, una cittadina ecuadoriana l’ha aggredita verbalmente, accusandola
di rubare lavoro agli ecuadoriani, e poi l’ha denunciata alla polizia. La donna,
che a quel tempo era priva di documenti, si è spaventata a tal punto da non
uscire più di casa fino a che non le è stato riconosciuto lo status di rifugiata.
Purtroppo, non si tratta di un incidente isolato. Se lo Stato non prende le
dovute misure, chi proteggerà Ana?”, si è chiesto il direttore del JRS Ecuador,
Guillermo Rovayo.
Il Premio Nansen, istituito nel 1954, è intitolato a
Fridtjof Nansen, famoso esploratore norvegese e primo al mondo a occuparsi ufficialmente
dei rifugiati sul piano internazionale. Edizioni precedenti hanno visto premiati
Eleanor Roosevelt e Médecins sans Frontières.
La 58a sessione annuale del Comitato Esecutivo dell’UNHCR
ha luogo al Palazzo delle Nazioni nei giorni 1-3 ottobre. Il Comitato Esecutivo
esamina e approva i programmi e i budget dell’UNHCR, nonché svolge funzione
consultiva su questioni di protezione. (