STAMPA PER GLI
ILIANI ALL’ESTERO
Su “L’Italiano” del 28 settembre 2007 l’editoriale del
direttore Gian Luigi Ferretti
Il Centrodestra
ha bisogno di identità soprattutto in Europa
ROMA - Alle ultime elezioni, le prime per la circoscrizione
estero, il centrodestra è riuscito nell’impresa diabolica di presentare
in Europa la bellezza di 5 liste, anzi 8 se si considera che 3 liste «civiche»
non erano certo fatte da esponenti di sinistra, anzi...
Follia nella follia planetaria. Dovunque il centrodestra ha fatto il possibile per perdere.
Per l’unico seggio al senato dell’America settentrionale abbiamo presentato
6 liste contro l’unica dell’Unione, che naturalmente ha vinto col suo 37%. 3
le liste in cui ci siamo divisi alla Camera in Australia-Africa
e l’Unione si è beccata l’unico seggio col 47,5%. Identica cosa al Senato, dove
le nostre liste erano addirittura 4.
E’ inutile che ce la prendiamo coi brogli (che
sicuramente ci sono stati da più parti) più che con noi stessi e la nostra stupidità
politica. Va bene, ora l’abbiamo capito. Tardi, ma
l’abbiamo capito e ci siamo giurati che mai più commetteremo un errore così
madornale. Saggio proposito che è certamente un buon punto di partenza, ma non
basta. La situazione politica sta precipitando ed è molto probabile che si voti
a primavera. Noi siamo ancora in mezzo al guado.
AN sta facendo la sua parte e la serie di incontri
in Svizzera e in Germania dell’On. Zacchera oggi, domani e dopodomani fanno
parte di un progetto ben preciso.
Forza Italia purtroppo è ancora in attesa di
un responsabile dopo che l’On. Rivolta è stato promosso a compiti più di
importanti. L’Udc ha presentato in questi giorni, a firma di uno dei suoi esponenti
più importanti, una proposta di modifica alla legge Tremaglia che prevede il
recupero dei resti, cosa che non serve ad una coalizione,
ma piuttosto ad una lista che si presenti da sola. Della Lega non si hanno notizie.
In ogni caso è urgente che i responsabili nazionali dei vari partiti e
raggruppamenti di centrodestra si siedano al più presto
intorno a un tavolo per discutere di strategie e (perchè no?) candidati. E decidere
il simbolo e la denominazione con i quali ci presenteremo.
Casa delle libertà? Partito della libertà? Va bene tutto,
basta saperlo subito.
I nostri avversari non hanno dubbi, si presenteranno
sotto le insegne dell’Unione. Natural-mente dovranno mettere d’accordo il Pd,
Rifondazione, Comunisti unitari eccetera, ma lo faranno senz’altro. Non hanno
dubbi loro e non ne hanno gli elettori, che invece, nel nostro caso, dovranno
essere informati adeguatamente. E il tempo stringe.
Soprattutto in Europa, la ripartizione più politicizzata perchè qui le distanze
dall’Italia non sono proibitive e si vedono le televisioni
italiane.
Quindi dobbiamo al più presto conoscere, per
far conoscere, nell’ordine: nome e simbolo della lista, programma, candidati
e strategia. (Gian Luigi Ferretti / L’Italiano - http://www.litaliano.it
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