INTERVENTI
Massimo Saracini
(Udc Usa): Il Centrodestra unito all’estero?
SAN DIEGO - Le nuvole che annunciano il classico “piove… governo ladro!”,
riguardo alla prossima caduta dell’attuale esecutivo che passerà alla storia
sia per il record mondiale del numero degli addetti ai lavori (107 fra ministri,
vice ministri e sottosegretari), che per quello dei
partiti che ne hanno fatto parte (9), fanno riflettere a voce alta il mondo
politico degli italiani all’estero, in vista della prossima tornata elettorale.
Ricky Filosa, il giovane brillante direttore di “Italia chiama Italia”
di dichiarata fede azzurra auspica “una nuova lista per il centro destra composta
da persone nuove, piene di entusiasmo, senza peli sulla
lingua, che siano preparate e che conoscano da vicino tutto ciò che riguarda
gli italiani fuori dal Bel Paese” nella quale, senza falsa modestia, mi ritrovo
perché ritengo di far parte di questa ideale categoria di neo-politico da contrapporre
all’Unione alle prossime elezioni.
Ma per lui, come per l’on. Zacchera, deputato di Alleanza
nazionale e responsabile esteri del partito, il direttore de L’Italiano Gian
Luigi Ferretti, ex coordinatore del Ctim e il presidente degli Azzurri nel Mondo
nei Caraibi Ermanno Filosa, la nuova “santa alleanza” dovrà esistere solo fra
Forza Italia e Alleanza Nazionale! E l’UDC?
Questi distinti signori forse (o volutamente) si dimenticano i numeri
delle scorse elezioni:
- in due ripartizioni (America Settentrionale e Meridionale) con i risultati
ottenuti dall’UDC (10,9% e 10,8%) sarebbe stata assicurata la vittoria del centro-destra;
- in America Meridionale l’UDC ha ottenuto più voti di Forza Italia (10,8%
contro 8,3%);
- nelle due Americhe rispetto alla Lista Tremaglia, che contava sulla
fama del padre del voto e su l’organizzazione capillare e di lunga data sul
territorio dei Ctim (i circoli di AN) i risultati sono
stati i seguenti: America Settentrionale UDC 10,9%, Tremaglia 12,5%; America
Meridionale UDC 10,8%, Tremaglia 11,9%;
- i risultati complessivi delle 889 sezioni dell’estero (con le 113 dell’Asia,
Africa, Oceania e Antardide nelle quali l’UDC non era presente) furono i seguenti:
Forza Italia 20,8%, Lista Tremaglia 7,5%, UDC 6,7%. (L’Unione da ricordare prese il 43,3%).
Con questa breve analisi della scorsa, prima e storica elezione, si evince
che non considerare l’UDC in questo disegno strategico per le prossime elezioni
è veramente “utopistico”, da un punto di vista di scienza della politica, e
“offensivo” verso un partito che rappresenta una parte consistente di un
alleanza che vota in Parlamento da più legislature nello stessa maniera.
E’ un segnale politico ufficioso o una pura “dimenticanza strategica”
per sondare il terreno di futuri accordi? Giro la domanda agli interessati che
sembrano invece ben decisi a proseguire questo tentativo,
al punto tale che Ermanno Filosa ha gia coniato e battezzato la nuova lista
chiamandola: “Lista Casa della Libertà, Berlusconi-Fini”.
E’ la prima volta che Casini è volutamente escluso
da un disegno politico del centro-destra! E’ un segnale, o una gaffe? (Massimo Seracini/UDC-USA/Inform)