DIRITTI
UMANI
Focsiv: “Fermare subito la repressione
in Birmania con l'azione concreta delle Nazioni Unite”
ROMA – “
“Concretamente – spiegano dalla Ong - si stanno attuando programmi di sviluppo sociale
ed agricolo nello Stato Shan, pacificato dopo la firma di un armistizio tra
il governo centrale e i guerriglieri, si lavora al miglioramento delle tecniche
agricole, alla realizzazione di scuole, ambulatori, strade, acquedotti e pozzi
e della quale beneficiano circa 15.000 persone su più di 20 villaggi.
Il nostro programma è la dimostrazione che lo sviluppo e la lotta alla
povertà non possono prescindere dalla pace e dal dialogo, per questo appoggiamo
fermamente con i nostri progetti il processo democratico. In questo momento
la comunicazione con il nostro personale è molto difficile, sia per motivi logisitici-tecnici
sia per questioni di sicurezza, in questa grave situazione va garantita l'incolumità
di tutti, proprio per questo chiediamo che la comunità internazionale, l'Unione
Europea e in particolare il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si muovano
in tempo per fermare la repressione”.
“La nostra richiesta è innanzitutto – ha proseguito Marelli
- che il Governo Birmano dia effettive e concrete assicurazioni sulla vita del
Premio Nobel per la pace Aun San Suu Kyi e altrettanto concretamente vengano
dati segnali di riapertura del dialogo di pace con l’opposizione. Siamo ancora
una volta stupiti dell'incapacità del Consiglio di sicurezza dell'ONU, dove
l'Italia siede, di prendere una posizione ferma verso la giunta militare birmana
e adottare misure necessarie per porre fine alla repressione di quella che è
una pacifica e democratica manifestazione della popolazione civile; ancora una
volta meschini calcoli di interessi geopolitici
ed economici, come dimostrato dall'atteggiamento di Cina e Russia, impediscono
il riconoscimento e il ripristino dei diritti umani per un intero popolo”.
Per Marelli “il
nostro Governo deve doperarsi per mantenere aperta la discussione in ambito
del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per la promozione della pace
e per sollecitare una soluzione democratica”.