SINDACATI
Spi
Cgil: “L’assegno di solidarietà per gli italiani all’estero deve essere un diritto”
ROMA - In relazione
alle notizie di agenzia, che attribuiscono al vice ministro Franco Danieli la
proposta di sostituire l’istituzione di un assegno di solidarietà per gli italiani
anziani e indigenti all’estero, con l’aumento delle risorse a disposizione dei
Consolati per far fronte alle emergenze assistenziali, lo Spi-Cgil -
si legge in una nota del Dipartimento Internazionale del sindacato -
condivide e fa propria la posizione di contrarietà già espressa dalla
Cgil tramite Andrea Amaro, responsabile per gli italiani all’estero e vice segretario
generale del CGIE.
La proposta
del vice ministro Danieli rimuove infatti – dice lo Spi Cgil - la condizione
di diritto che la proposta di legge per l’istituzione dell’assegno di solidarietà
prevede, determinando una situazione aleatoria e consegnando ai Consolati la
discrezionalità dell’intervento a fronte di eventuali richieste. In tal senso
–prosegue la nota - va ricordato che
uno studio di qualche anno fa sui comuni italiani aveva evidenziato che ad usufruire
dei servizi sociali erano in genere gli anziani di cultura media, autosufficienti
e informati delle opportunità offerte. Gli esclusi – viene ricordato - erano proprio
quelli che dei servizi sociali ne avevano più bisogno, i più disagiati e disinformati,
senza strumenti e capacità per accedervi.
E se questo
vale in Italia non è difficile immaginare – osserva il sindacato - che l’intervento
assistenziale dei Consolati, attivabile su richiesta dell’interessato, già oggi
esclude vaste aree di connazionali anziani in condizione di fragilità e indigenza,
per il solo fatto di abitare in zone periferiche, di scarsa informazione e lontane
dal Consolato.
D’altro canto
perché – chiede lo Spi Cgil - le stesse
disponibilità economiche enunciate dal vice ministro per il potenziamento dell’assistenza
consolare non possono rappresentare una prima base costitutiva delle risorse
necessarie per il finanziamento della legge per l’assegno di solidarietà?
In tal senso
- prosegue la nota - lo Spi Cgil rinnova
con forza la richiesta di un puntuale atto politico da inserire nella Finanziaria
2008, dando continuità all’Ordine del Giorno votato dal Parlamento italiano
il 18.11.2006, nel corso del dibattito sulla Finanziaria 2007, che impegnava
il Governo “in materia di solidarietà sociale, a individuare strumenti efficaci
per la protezione delle fasce più deboli delle collettività italiane all’estero,
come gli anziani, garantendo il diritto alla salute ed all’assistenza sociale
anche mediante forme di integrazione al reddito che possano contribuire ad affrontare
situazioni di particolare indigenza“. Non va infine dimenticato - conclude lo Spi Cgil - anche le particolari condizioni di gravità e
l’età avanzata dei potenziali interessati all’assegno di solidarietà lo rendono
uno strumento quanto mai necessario e urgente.(