INFORM - N. 178 - 26 settembre 2007


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Dal “Corriere Canadese” 

Castagnetta, le ultime ore in vita

La cena con gli amici, l’arresto, il decesso: la ricostruzione dei parenti dell’italiano morto a Québec City. Il mistero si infittisce

 

MONTREAL - Di macigno, di sabbia: il giorno dopo l’esame autoptico, compiuto a Montréal, è fatta di questo, e di dolore incredulo, nelle parole di familiari e amici, la ricostruzione offerta dalla polizia del Québec sulla morte del trentaduenne palermitano Claudio Castagnetta. E’ fatta delle prime iniziative parlamentari e, negli auspici dei promotori, diplomatiche.

Come l’interrogazione alla Camera che, nel pomeriggio di ieri, il deputato diessino siciliano Giuseppe Lumia ha annunciato. “Bisogna fare chiarezza - ha detto Lumia - per accertare le cause di questa morte, che appare strana e incredibile. Con tutti i mezzi istituzionali necessari”. E’ fatta di buio e volontà di conoscere la verità su «buchi» temporali e procedure, quella strana storia che parla di stato confusionale, di disturbo alla quiete, di resistenza agli agenti, di testate autolesionistiche alle pareti di una camera di sicurezza. Così violente da spaccare il cranio, da uccidere.

E di un’udienza in contumacia che si sarebbe conclusa, dicono il padre Corrado, dottore commercialista, e la sorella Alessandra, avvocato civilista, con un rinvio e la raccomandazione ai due avvocati d’ufficio – “orale, altrimenti non vi sarebbe stato titolo per tenere Claudio ancora in cella, non ci è stata fornita copia di alcuna ordinanza” - di urgenti accertamenti clinici in una struttura adeguata.

A Palermo il desiderio di verità trema nella voce di Alessandro e Alessandra Cuccio, zio materno e cugina del giovane manager.

“Non sappiamo molto di più della laconica versione ufficiale - racconta la cugina di Claudio - ed è proprio questo il dramma”.

“La ricostruzione delle ultime ore di Claudio? Eccola: lunedì della settimana scorsa, a cena con amici. Ha parlato con animazione della situazione economica italiana, se proprio si vuole trovare un elemento di singolarità o di stranezza. Quello stesso giorno aveva inviato una email a un amico, tono scherzoso e l’annuncio di una affettuosa frequentazione con una ragazza.

Si tratta di Isabelle, l’amica che, preoccupata, due giorni dopo lo chiama a casa. La polizia aveva deviato la linea al commissariato. Così, solo così, l’arresto è venuto fuori. Risulta anche che abbiano effettuato un paio di perquisizioni domiciliari, nelle prime 24 ore. La stessa Isabelle, giovedì, dopo il tardivo trasporto in ospedale, ha effettuato il riconoscimento.

Martedì Claudio non si presenta al lavoro. La sera, ci dicono, entra, in stato confusionale e scalzo, in un minimarket a due passi da casa e, giunti gli agenti, dal diverbio si passa alle manette. Viene tramortito con la scarica elettrica e rinchiuso in cella”. “Mercoledì - aggiunge lo zio - l’udienza e l’inspiegabile ritorno dietro le sbarre. E una velocissima telefonata alle 7 del mattino italiane alla madre, cui non ha detto nulla della disavventura. Dicono fosse molto agitato. Ammettiamo che sia vero, che stesse male e fosse fuori di sé. Perché l’hanno lasciato solo? E’ una vicenda inspiegabile in un Paese civile, dal difetto di informazione agli obblighi inerenti alla custodia”.

Alla mano greve degli agenti, nessuno vuole pensare. Nessuno. Sarebbe come riversare quei fotogrammi nelle periferie urbane di altre città, ghetti e cementi uniformi. Non Québec City, la “Ville”, splendida città-balocco integra nell’originaria architettura franco-coloniale, che conosce solo l’abisso di bellezza del lungofiume del San Lorenzo.

Annuisce, Dario Marchese, l’ultimo amico palermitano ad aver visto Claudio, solo un mese fa: «La città, serena, quasi estatica. I poliziotti, è l’unica cosa che riesco a pensare, magari non hanno dimestichezza con situazioni delicate. Nessun problema sul lavoro, nessuno di cuore: siamo stati attorno a un barbecue con l’ex moglie, una ragazza canadese conosciuta anni fa in Scozia e con cui il rapporto era chiaro e sereno”. (Salvatore Ferro-Corriere Canadese del 26 settembre/Inform)

 

 


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