INFORM - N. 178 - 26 settembre 2007


UNHCR

In diminuzione i finanziamenti destinati al Darfur

L’agenzia Onu potrebbe essere costretta a ridurre le sue attività

 

GINEVRA - L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) annuncia che potrebbe “essere costretto a ridurre le operazioni attuali nel Darfur occidentale se non dovesse ricevere ulteriori finanziamenti in tempo breve”. Ai programmi dell'Unhcr in Darfur mancano attualmente 7,1 milioni di dollari su un totale richiesto per il Darfur nel 2007 di 19.7 milioni di dollari. Ad oggi l'Agenzia ha ricevuto solo 12.6 milioni di dollari .

L'Unhcr esprime “grave preoccupazione per il fatto che la riduzione dei fondi possa avere un impatto diretto sui programmo dell'Agenzia per proteggere ed assistere alcuni degli oltre 2 milioni di sfollati interni e delle migliaia di rifugiati ciadiani in Darfur, i cui numeri continuano ad aumentare”. L'Unhcr sta già affrontando delle “difficoltà per effettuare i pagamenti, il mese prossimo, degli stipendi dei funzionari”.

L'Unhcr è presente in Darfur dal giugno 2004 ed ha uffici ad El Geneina, Habila, Mornei, Mukjar e Zalingei, nel Darfur occidentale. L'Agenzia ha anche una sede a Nyala, nel Darfur meridionale. “Nonostante le difficoltà relative alla sicurezza, gli operatori dell'Unhcr hanno garantito – si sottolinea - l'assistenza agli sfollati ed alla popolazione locale nel corso degli ultimi tre anni”. I programmi dell'Unhcr si concentrano principalmente sulla protezione e sugli aiuti umanitari per gli sfollati interni. Tra le attività, “la promozione dell'accesso, per gli sfollati interni, alle vie legali per ottenere giustizia, la fornitura di aiuti di emergenza per le persone vulnerabili, il rafforzamento dei servizi essenziali, compresi i pozzi, le scuole ed i centri di assistenza sanitaria, così come gli sforzi volti ad evitare un ulteriore sfollamento attraverso microprogetti di riabilitazione dai quali traggono beneficio anche le comunità locali. Il regolare monitoraggio nelle aree di sfollamento contribuisce inoltre a garantire un ambiente più sicuro”. Ma “tutte queste attività potrebbero essere ridotte qualora la situazione finanziaria non migliorasse”.

Intanto, l'Agenzia continua ad essere “seriamente preoccupata nel constatare che ancora non vi è stato un miglioramento significativo delle condizioni di sicurezza in Darfur”. “Al contrario,sono stati riferiti nuovi casi di sfollamento”. Le persone continuano ad arrivare nei campi per gli sfollati interni, soprattutto nelle zone intorno ad El Geneina ed a Zalingei. Alcune famiglie stanno abbandonando le proprie case a causa della ripresa del conflitto e degli scontri a Sirba e a Jebel Marra nel Darfur occidentale, a Saraf Omra nel Darfur settentrionale e nella regione di Burma-Dafak nel Darfur meridionale. La presenza di vari gruppi armati, soprattutto nelle zone rurali, contribuisce ulteriormente all'esodo degli abitanti dei villaggi.

La maggior parte dei campi profughi intorno a El Geneina ed a Zalingei hanno raggiunto la massima capienza. “A causa dei continui arrivi, emergerà presto il bisogno di creare nuovi campi” avverte l’Agenzia   Circa 250mila nuovi sfollati sono stati costretti a fuggire quest'anno a causa dell'incessante violenza, unendosi ad altri due milioni di persone sfollate in precedenza. L' Unhcr  è inoltre responsabile per i 30mila rifugiati ciadiani e della Repubblica Centrafricana che si trovano nel Darfur occidentale. “Il numero di rifugiati – spiega l’Unhcr è lentamente aumentato nel corso dell'anno, una tendenza che è probabile continui a manifestarsi se le condizioni di sicurezza non dovessero migliorare in Ciad e nella Repubblica Centrafricana” . Circa 5.600 rifugiati ciadiani sono ospitati nei campi di Um Shalaya e Mukjar e “l'assistenza a questo gruppo potrebbe essere condizionata dalla riduzione dei finanziamenti”. I rifugiati ciadiani hanno lasciato il proprio paese nel 2006 e nel 2007 a causa dell'insicurezza diffusa nel Ciad orientale.

L’Unchr denuncia che “il lavoro umanitario in Darfur continua a risentire delle precarie condizioni di sicurezza”. “Molti operatori umanitari – spiega - devono spostarsi in elicottero per raggiungere gli sfollati poiché le strade sono troppo pericolose. Per viaggiare su strada, gli operatori devono essere scortati da soldati e/o poliziotti dell'Unione Africana. Fino ad oggi nel 2007 77 operatori umanitari sono stati rapiti e quasi 70 vetture sono state assalite e rubate”. Ma nonostante tutte queste difficoltà, “l'assistenza agli sfollati rimane prioritaria” per l'Unhcr e le altre agenzie umanitarie. Pertanto l’Unhcr si rivolge ai donatori perché “forniscano, velocemente, i finanziamenti necessari” a sostenere il lavoro dell'Agenzia.  (Inform)

 

 


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