SINDACATI
Una nota dell’UNSA SICIS-MAE sull’incontro
con il Ministro degli Esteri D’Alema
ROMA - Il 20 settembre u.s. il Ministro D’Alema ha incontrato
i rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali per un analisi dell’attuale
stato della Farnesina, anche in occasione della imminente presentazione del
disegno della Legge Finanziaria 2008.
Nel corso dell’incontro sono stati affrontati vari argomenti,
quali il riassetto organizzativo della rete diplomatico consolare, la congruità
delle risorse e la loro adeguatezza ai compiti istituzionali affidati al
Ministero degli Affari Esteri, nonché il rapporto tra Amministrazione e Sindacati.
In particolare, sono stati presi in esame il Contratto Integrativo del Comparto
Ministeri ed il rinnovo del contratto per la carriera diplomatica. E’ stata,
inoltre, sottolineata l’importanza della professionalità di tutto il personale,
che deve essere difesa e migliorata mediante la formazione, al fine di consentire
un’efficace presenza dell’Italia sullo scenario internazionale.
A fronte delle ben note ristrettezze finanziarie, il
Ministro ha fatto presente che solo con iniziative volte a favorire la semplificazione
delle procedure, la riduzione degli sprechi, nonchè l’ottimizzazione delle risorse,
il Ministero potrà assolvere il compito essenziale di assicurare la coerenza
e l’unitarietà di indirizzo nell’attuazione della politica estera italiana.
L’UNSA SICIS-MAE , prima di affrontare i temi ritenuti
più urgenti, ha espresso il proprio riconoscimento al Ministro D’Alema per essersi
reso disponibile ad ascoltare le posizioni delle diverse sigle sindacali del
MAE ben tre volte negli ultimi dodici mesi.
Razionalizzazione della rete diplomato-consolare
Questa O.S. ha ribadito la sua contrarietà alla chiusura
indiscriminata di sedi ed ha fatto presente l’assoluta necessità, qualora alcune
chiusure o accorpamenti si rendessero assolutamente necessarie, di garantire
la salvaguardia del posto di lavoro al personale, evitando il suo sradicamento
socio-ambientale.
In questo contesto, l’UNSA/SICIS-MAE ha fatto presente
che queste eventuali misure priverebbero la collettività di servizi essenziali
che il paese dovrebbe in ogni caso garantire.
Particolarmente importante resta l’assoluta necessità
della formazione di tutto il personale, l’ottimizzazione dei servizi mediante
una gestione più razionale, la negoziazione di un contratto integrativo che
adatti il nuovo ordinamento professionale, riconoscendo le professionalità acquisite
di tutto il personale nonché l’introduzione di principi meritocratici senza
per questo dimenticare l’esperienza maturata con l’anzianità di servizio e,
in particolar modo, il riconoscimento ai dipendenti transitati nei ruoli degli
anni prestati come impiegati a contratto. Infine si è fatta presente la
necessità del’abbattimento del precariato nel MAE.
Caso Amelia Rossi
Il “SICIS” ha ritenuto doveroso richiamare l‘attenzione
sul licenziamento della collega Amelia Rossi del Consolato Generale di Buenos
Aires. Alla luce delle diverse sentenze pronunciate nel corso di una vertenza
durata ben tredici anni e menzionate nell’incontro, questa organizzazione Sindacale
non è convinta che la motivazione del licenziamento di una dipendente, distintasi
sempre per la sua dedizione e professionalità, siano dovute a eventuali omissioni
disciplinari. Il Segretario Generale ha letto il paragrafo delle sentenza del
T.A.R. del Lazio che descrive le circostanze in cui la signora Rossi veniva
fatta uscire dal Consolato con uno stratagemma per rendere possibile il suo
arresto da parte delle autorità di polizia locali. Si ricorda che la signora
Rossi si era strenuamente prodigata, durante il regime militare argentino, per
la difesa dei diritti umani, mettendo a repentaglio la propria sicurezza personale.
Risulta assai significativo che, per applicare eventuali misure disciplinari
italiane, un Console italiano denunci alle autorità locali una dipendente, soprattutto
in considerazione del fatto che il primo dovere di un capo missione e’ la tutela
dei connazionali residenti nella circoscrizione consolare.
Data la complessità della vicenda e vista l’autorizzazione
fornita dall’interessata, le menzionate sentenze saranno pubblicate in breve
nel nostro sito web affinché tutti gli interessati possano valutare le
circostanze di questo episodio.
Decreto legislativo 103/2000
In merito a questa nota e annosa rivendicazione, questa
Organizzazione Sindacale ha nuovamente evidenziato le falle strutturali e i
disagi che il DL. 103/2000 ha causato al personale a contratto, pregiudicando
anche l’Amministrazione - come si può evincere dalle vertenze in corso presso
i fori locali per l’errata applicazione delle numerose e dissimili normative
locali. Il SICIS-MAE ha ricordato al Ministro che il MAE è stato più volte condannato
ad aumentare le retribuzioni nella misura dettata dalla normativa locale, a
risarcire dipendenti cessati dal servizio senza ottemperare le leggi del paese
di residenza oppure per non aver rispettato i diritti sanciti dalle leggi nazionali,
come è avvenuto in diversi stati quali ad esempio il Brasile, il Lussemburgo
e l’ Argentina.
E’ stato, inoltre, ribadito che il meccanismo previsto
per gli adeguamenti retributivi del personale a contratto prevede un sistema
unilaterale, basato sulla base di parametri poco affidabili. Gli impiegati a
contratto rimangono gli unici dipendenti pubblici esclusi dalla contrattazione
collettiva parzialmente per quanto riguarda la parte normativa e totalmente
per quella economica nel caso dei dipendenti a legge italiana e in forma totale
in entrambi i casi per i dipendenti con contratto regolato dalla legge locale.
Questioni fiscali relative agli impiegati
a contratto
In merito alla vertenza con il Fisco statunitense che
colpisce i numerosi impiegati a contratto in servizio negli Stati Uniti, che
a tutt’oggi – dopo quasi un anno di trattative e a poche settimane dall’improrogabile
scadenza del 15 ottobre p.v. – ancora attendono indicazioni chiare e precise
da parte del Ministero, i segretari presenti hanno sollecitato con fermezza
il Ministro affinché la vicenda venga definita al più presto, al più alto livello
politico, sulla base di un accordo che riconosca espressamente che i dipendenti
non sono responsabili per il mancato pagamento delle imposte ora reclamate dal
Fisco statunitense, che ad essi venga garantito il rimborso di tutte le somme
eventualmente pretese dal predetto fisco, nonché un adeguamento retributivo
che pareggi la perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni ivi corrisposte.
I segretari hanno anche sottolineato l’importanza che
l’accordo tra le autorità fiscali dei due paesi contempli tutti i temi connessi:
tasse statali e municipali, fondi pensionistici, status giuridico degli impiegati
che non sono in possesso della cittadinanza statunitense o del permesso di soggiorno
- “green card” - e che, senza acquisire una definitiva condizione di residente,
sono domiciliati nel paese in cui prestano servizio mediante diverse tipologie
di visto.
La nostra Amministrazione, inoltre, dovrà assicurare
che non verranno intraprese azioni legali da parte delle autorità statunitensi
nei confronti degli impiegati a contratto.
Infine si è rammentato che sussistono altre questioni
fiscali aperte, ad esempio in Svezia e nel Canada, tuttora in attesa della ratifica
della nuova convenzione fiscale.
Nella sua replica il Ministro ha assicurato il suo personale
interessamento per il caso Amelia Rossi, ha confermato l’impegno a livello politico
e diplomatico nei confronti delle autorità statunitensi per raggiungere una
soluzione accettabile per tutte le parti e si è espresso a favore dei diritti
sindacali dei dipendenti a legge locale, manifestando il suo appoggio alle iniziative
legislative giacenti nelle camere e assicurando perfino il suo voto favorevole,
nella sua veste di parlamentare, quando esse saranno trattate in aula.
L’UNSA/SICIS-MAE, pur prendendo atto che non tutte le
questioni sollevate sono state riscontrate dal Ministro e non tutte le risposte
sono state pienamente soddisfacenti, ha ritenuto l’incontro complessivamente
positivo ed ha apprezzato la sensibilità dimostrata dal vertice politico della
Farnesina per quanto riguarda le nostre fondamentali rivendicazioni.
Questo Sindacato attende ora che l’Amministrazione intraprenda
tutte le urgenti e concrete azioni politiche e giuridiche che dovranno necessariamente
seguire le parole del Ministro. (