INFORM - N. 177 - 25 settembre 2007


SINDACATI

Una nota dell’UNSA SICIS-MAE sull’incontro con il Ministro degli Esteri D’Alema

 

ROMA - Il 20 settembre u.s. il Ministro D’Alema ha incontrato i rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali per un analisi dell’attuale stato della Farnesina, anche in occasione della imminente presentazione del disegno della Legge Finanziaria 2008.

Nel corso dell’incontro sono stati affrontati vari argomenti, quali il riassetto organizzativo della rete diplomatico consolare, la congruità delle risorse e la loro adeguatezza ai compiti istituzionali affidati al  Ministero degli Affari Esteri, nonché il rapporto tra Amministrazione e Sindacati. In particolare, sono stati presi in esame il Contratto Integrativo del Comparto Ministeri ed il rinnovo del contratto per la carriera diplomatica. E’ stata, inoltre, sottolineata l’importanza della professionalità di tutto il personale, che deve essere difesa e migliorata mediante la formazione, al fine di consentire un’efficace presenza dell’Italia sullo scenario internazionale.

A fronte delle ben note ristrettezze finanziarie, il Ministro ha fatto presente che solo con iniziative volte a favorire la semplificazione delle procedure, la riduzione degli sprechi, nonchè l’ottimizzazione delle risorse, il Ministero potrà assolvere il compito essenziale di assicurare la coerenza e l’unitarietà di indirizzo nell’attuazione della politica estera italiana.

L’UNSA SICIS-MAE , prima di affrontare i temi ritenuti più urgenti, ha espresso il proprio riconoscimento al Ministro D’Alema per essersi reso disponibile ad ascoltare le posizioni delle diverse sigle sindacali del MAE ben tre volte negli ultimi dodici mesi.

Razionalizzazione della rete diplomato-consolare

Questa O.S. ha ribadito la sua contrarietà alla chiusura indiscriminata di sedi ed ha fatto presente l’assoluta necessità, qualora alcune chiusure o accorpamenti si rendessero assolutamente necessarie, di garantire la salvaguardia del posto di lavoro al personale, evitando il suo sradicamento socio-ambientale.

In questo contesto, l’UNSA/SICIS-MAE ha fatto presente che queste eventuali misure priverebbero la collettività di servizi essenziali che il paese dovrebbe in ogni caso garantire.

Particolarmente importante resta l’assoluta necessità della formazione di tutto il personale, l’ottimizzazione dei servizi mediante una gestione più razionale, la negoziazione di un contratto integrativo che adatti il nuovo ordinamento professionale, riconoscendo le professionalità acquisite di tutto il personale nonché l’introduzione di principi meritocratici senza per questo dimenticare l’esperienza maturata con l’anzianità di servizio e, in particolar modo, il riconoscimento ai dipendenti transitati nei ruoli degli anni  prestati come impiegati a contratto. Infine si è fatta presente la necessità del’abbattimento del precariato nel MAE.

Caso Amelia Rossi

Il “SICIS” ha ritenuto doveroso richiamare l‘attenzione sul licenziamento della collega Amelia Rossi del Consolato Generale di Buenos Aires. Alla luce delle diverse sentenze pronunciate nel corso di una vertenza durata ben tredici anni e menzionate nell’incontro, questa organizzazione Sindacale non è convinta che la motivazione del licenziamento di una dipendente, distintasi sempre per la sua dedizione e professionalità, siano dovute a eventuali omissioni disciplinari. Il Segretario Generale ha letto il paragrafo delle sentenza del T.A.R. del Lazio che descrive le circostanze in cui  la signora Rossi veniva fatta uscire dal Consolato con uno stratagemma per rendere possibile il suo arresto da parte delle autorità di polizia locali.  Si ricorda che la signora Rossi si era strenuamente prodigata, durante il regime militare argentino, per la difesa dei diritti umani, mettendo a repentaglio la propria sicurezza personale. Risulta assai significativo che, per applicare eventuali misure disciplinari italiane, un Console italiano denunci alle autorità locali una dipendente, soprattutto in considerazione del fatto che il primo dovere di un capo missione e’ la tutela dei connazionali residenti nella circoscrizione consolare.

Data la complessità della vicenda e vista l’autorizzazione fornita dall’interessata, le menzionate sentenze saranno pubblicate in breve nel nostro sito web affinché tutti gli interessati possano valutare  le circostanze di questo episodio.

Decreto legislativo 103/2000

In merito a questa nota e annosa rivendicazione, questa Organizzazione Sindacale ha nuovamente evidenziato le falle strutturali e i disagi che il DL. 103/2000 ha causato al personale a contratto, pregiudicando anche l’Amministrazione - come si può evincere dalle vertenze in corso presso i fori locali per l’errata applicazione delle numerose e dissimili normative locali. Il SICIS-MAE ha ricordato al Ministro che il MAE è stato più volte condannato ad aumentare le retribuzioni nella misura dettata dalla normativa locale, a risarcire dipendenti cessati dal servizio senza ottemperare le leggi del paese di residenza oppure per non aver rispettato i diritti sanciti dalle leggi nazionali, come è avvenuto in diversi stati quali ad esempio il Brasile, il Lussemburgo e l’ Argentina.

E’ stato, inoltre, ribadito che il meccanismo previsto per gli adeguamenti retributivi del personale a contratto prevede un sistema unilaterale, basato sulla base di parametri poco affidabili. Gli impiegati a contratto rimangono gli unici dipendenti pubblici esclusi dalla contrattazione collettiva parzialmente per quanto riguarda la parte normativa e totalmente per quella economica nel caso dei dipendenti a legge italiana e in forma totale in entrambi i casi per i dipendenti con contratto regolato dalla legge locale.

Questioni fiscali relative agli impiegati a contratto

In merito alla vertenza con il Fisco statunitense che colpisce i numerosi impiegati a contratto in servizio negli Stati Uniti, che a tutt’oggi – dopo quasi un anno di trattative e a poche settimane dall’improrogabile scadenza del 15 ottobre p.v. – ancora attendono indicazioni chiare e precise da parte del Ministero, i segretari presenti hanno sollecitato con fermezza il Ministro affinché la vicenda venga definita al più presto, al più alto livello politico, sulla base di un accordo che riconosca espressamente che i dipendenti non sono responsabili per il mancato pagamento delle imposte ora reclamate dal Fisco statunitense, che ad essi venga garantito il rimborso di tutte le somme eventualmente pretese dal predetto fisco, nonché un adeguamento retributivo che pareggi la perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni ivi corrisposte.

I segretari hanno anche sottolineato l’importanza che l’accordo tra le autorità fiscali dei due paesi contempli tutti i temi connessi: tasse statali e municipali, fondi pensionistici, status giuridico degli impiegati che non sono in possesso della cittadinanza statunitense o del permesso di soggiorno - “green card” - e che, senza acquisire una definitiva condizione di residente, sono domiciliati nel paese in cui prestano servizio mediante diverse tipologie di visto.

La nostra Amministrazione, inoltre, dovrà assicurare che non verranno intraprese azioni legali da parte delle autorità statunitensi  nei confronti degli impiegati a contratto.

Infine si è rammentato che sussistono altre questioni fiscali aperte, ad esempio in Svezia e nel Canada, tuttora in attesa della ratifica della nuova convenzione fiscale.

Nella sua replica il Ministro ha assicurato il suo personale interessamento per il caso Amelia Rossi, ha confermato l’impegno a livello politico e diplomatico nei confronti delle autorità statunitensi per raggiungere una soluzione accettabile per tutte le parti e si è espresso a favore dei diritti sindacali dei dipendenti a legge locale, manifestando il suo appoggio alle iniziative legislative giacenti nelle camere e assicurando perfino il suo voto favorevole, nella sua veste di parlamentare, quando esse saranno trattate in aula.

L’UNSA/SICIS-MAE, pur prendendo atto che non tutte le questioni sollevate sono state riscontrate dal Ministro e non tutte le risposte sono state pienamente soddisfacenti, ha ritenuto l’incontro complessivamente positivo ed ha apprezzato la sensibilità dimostrata dal vertice politico della Farnesina per quanto riguarda le nostre fondamentali rivendicazioni.

Questo Sindacato attende ora che l’Amministrazione intraprenda tutte le urgenti e concrete azioni politiche e giuridiche che dovranno necessariamente seguire le parole del Ministro. (Inform)

 


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