INFORM - N. 176 - 24 settembre 2007


MEMORIA

Omaggio ai di caduti sul lavoro per malaria e a coloro che hanno lavorato nella palude pontina e in altre regioni italiane per il risanamento di zone paludose

A Cisterna di Latina, il monumento nazionale al Bonificatore

Tra i promotori, l’Associazione Trevisani nel Mondo . Assessore veneto  De Bona: “Dura impresa  aalla quale hanno partecipato anche molti corregionali"

 

LATINA – Inaugurato il monumento nazionale "Il Bonificatore"  in piazza Caduti per la Bonifica, in località Borgo Flora a Cisterna di Latina. Il monumento, ideato da Ettore Scaini e realizzato dallo scultore Tony Di Nicola, vuole essere un omaggio alle migliaia di caduti sul lavoro per la malaria e a tutti coloro che hanno lavorato nella palude pontina e in altre regioni italiane per il risanamento di zone paludose come Arborea in Sardegna, il basso Friuli, Isola Morosini, Valli di Comacchio, Piombino.

“Ho scelto di collocare il monumento a Borgo Flora, un tempo detta 'Pantano' – ha spiegato il 93enne Ettore Scaini - perché è stato il primo terreno in assoluto ad essere strappato alla palude pontina per risorgere a vita produttiva”.

Promotori dell'iniziativa sono il Comune di Cisterna di Latina, l'Amministrazione Provinciale di Latina, l'Assessore provinciale alle politiche Sociali, il Fogolar Furlan di Latina e Agro Pontino, l'Associazione Trevisani nel Mondo sezione di Latina, il Comitato Spontaneo Pro Erigendo Monumento, la Parrocchia di Borgo Flora.

Alla cerimonia di inaugurazione ha rappresentato la regione Veneto l’assessore ai flussi migratori Oscar De Bona . “Il Pantano” , primo terreno in assoluto ad essere strappato alla palude per consentire l’attività dell’uomo. “A questa dura impresa hanno partecipato anche molti nostri corregionali – sottolinea l’assessore De Bona – tanto che oltre la metà della popolazione della provincia di Latina è di origine veneta. E’ giusto quindi rendere omaggio a questi, che sono anch’essi emigrati, quanto hanno fatto con un lavoro massacrante e con l’incubo della malaria, spesso mortale”.

L'opera è composta da un basamento rettangolare in marmo e travertino alto 3,20 metri sui cui lati sono disposti quattro pannelli con vedute della palude pontina, del podere, dell'opera di bonifica, degli impalatori.  Sopra si elevano due vele, trasportate da sei gabbiani in volo, alte 3,20 metri in tutto tondo in bronzo che esprimono un alto valore artistico, storico e culturale dell'opera che raggiunge, nel complesso, 6,40 metri di altezza.

Su un lato della vela è rappresentato un giovane, il Bonificatore, nell'atto di uccidere, con un vanghetto, la micidiale zanzara anofele portatrice di malaria. Sull'altro lato è raffigurata la Massaia con un grande fascio di spighe di grano ed un bimbo accanto: vittoria sulla palude, ricchezza e fecondità. La fusione bronzea è stata curata dalla fonderia artistica "Domus Dei" di Cecchina (Albano Laziale). (Inform)


 


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