INFORM - N. 176 - 24 settembre 2007
DIALOGO INTERRELIGIOSO
Seminario a Firenze sul tema del dialogo
fra religioni e pace
Necessario
ampliare lo scambio culturale con l’oriente
Assessore
regione Toscana Toschi: “Passo importante per dare profondità a qualsiasi altro
tipo di dialogo”
FIRENZE - Pensare il nemico, confrontare il concetto nelle
diverse tradizioni culturali e religiose per provare ad individuare strade per
il dialogo, per la pace. Si è parlato di questo a Firenze, Palazzo Bastogi,
nel corso del seminario ‘Pensare il nemico, in Gandhi, nella tradizione cristiana,
nel pensiero laico’. L’iniziativa è stata promossa dalla Regione Toscana in
occasione della tappa fiorentina del Simposio Gandhiani-Cristiani organizzato
dal movimento dei Focolari che ha visto la presenza di una delegazione di studiosi
induisti del pensiero gandhiano dello Shanti Ashram e del Sarvodaya Movement.
Il simposio, intitolato “In viaggio
verso l’unità dell’umanità – le proposte cristiana e gandhiana”, svoltosi dal
17 al 23 settembre fra Roma e la
Toscana, ha rappresentato un momento significativo del percorso
intrapreso fin dal 2001 quando a Coimbatore
in India è stato assegnato a Chiara Lubich,
fondatrice del movimento dei Focolari, il “Premio Difensore della Pace” proprio ad
opera di Shanti Ashram e Sarvodaya Movement. Nei giorni scorsi la delegazione
indiana, composta da professori universitari e da operatori impegnati nel sociale
e nella pubblica amministrazione, è stata ricevuta in udienza anche dal Papa Benedetto XVI.
“Per la Regione – ha dichiarato l’assessore
Massimo Toschi che ha condotto il seminario - questo incontro è stato importante
sotto due profili: primo per ampliare il dialogo con le popolazioni asiatiche
e secondo per riflettere su uno straordinario personaggio come Gandhi, del quale
verrà celebrato il prossimo anno il sessantesimo anniversario della scomparsa.
Per la Regione
– ha aggiunto - il tema del dialogo tra culture è importantissimo perché con
i paesi emergenti dell’Asia è importante non soltanto intrecciare relazioni
politiche ed economiche ma anche culturali. L’Asia sta già entrando nella nostra
civiltà, il futuro viene da loro. Ritengo quindi fondamentale analizzare il
tessuto sociale e culturale proprio per dare profondità a qualsiasi altro dialogo”.
(f.t./Inform)
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