MEMORIA
“Eroi dimenticati”, un libro sui caduti
di Lavis nella Prima Guerra Mondiale
TRENTO - Sono decine gli eroi dimenticati di ogni guerra,
e molti di questi appartenevano alla terra trentina. Ed è proprio la volontà
di ridare loro un volto, un’identità e quindi una dignità che ha animato Carlo
Refatti e Mario Moser nella realizzazione
del libro “Eroi dimenticati”.
L’iniziativa editoriale voluta dall’Associazione culturale Pontavisio e dalla
Compagnia degli Schützen di Lavis, è stata da poco presentata al pubblico nel
corso di un incontro al quale ha partecipato anche l’assessore della Provincia
autonoma di Trento Franco Panizza.
Il libro, frutto di lunghe ricerca, intende – per usare
le parole degli autori – rendere giustizia a decine e decine di persone di Lavis
e San Lazzaro che combatterono e morirono sui fronti delle prima guerra. Molti
riposano in cimiteri sparsi in mezza Europa, altri tornarono ammalati e morirono
a casa, altri ancora vissero anche a lungo a Lavis, portando però sul loro corpo
il segno indelebile delle ferite riportate in battaglia.
A dare l’idea per la realizzazione di questa ricerca
è stata la scoperta di un breve componimento di un anonimo scolaro rinvenuto
nell’ambito del comune, dal titolo “E’ morto un soldato”.
Da queste semplici righe è iniziato un lungo percorso
di ricerca di documenti, fotografie, testimonianze che ha coinvolto i cittadini
di Lavis e dei paesi limitrofi che hanno dato una mano a ricostruire il ricordo
di quei tristi anni. Si scopre così che i caduti lavisani sul fronte russo e
serbo dall’agosto al 31 dicembre 1914 furono 32, altri 20 caddero dal 1° gennaio
al 30 giugno 1915, mentre dal luglio 1915 alla fine della guerra altri 24 soldati
trovarono la morte. A perire nei campi di prigionia furono invece 14 lavisani,
mentre in tre caddero durante il rientro in patria dalla Russia. Altri 19 soldati
infine persero la vita sul fronte italiano. (