ITALIANI
ALL’ESTERO
Marcelo Carrara (Comites Mar del Plata)
parla di cittadinanza, assistenza e nuove generazioni
“Creiamo un dialogo diretto fra i giovani
in Italia e quelli in Argentina che faccia conoscere la realtà delle comunità
all’estero”
ROMA - Nei prossimi anni la percentuale dei giovani nelle
nostre comunità all’estero diverrà sempre più preponderante rispetto ai connazionali
delle prime ondate migratorie. Un normale ricambio generazionale che se da una
parte favorirà l’evoluzione delle collettività, dall’altra potrebbe però affievolire
quei legami culturali che i nostri emigrati della prima ora hanno saputo mantenere
con la realtà italiana Per evitare questo strappo, che rischia di lasciare al
ricordo di pochi intere esperienza di vita, l’unica strada percorribile appare
la ricerca di nuove vie comunicative e culturali che sappiano stimolare l’interesse
delle nuove generazioni nei confronti della terra d’origine.
Per avere un’idea di come possa essere giocata questa
complessa partita, essenziale per il futuro dell’emigrazione italiana, abbiamo
incontrato a Roma Marcelo Carrara. Un giovane italo argentino di 26 anni, laureando
in giurisprudenza, che coordina la commissione Nuove Generazioni del Comites
di Mar del Plata. Marcelo, che da molti anni opera nell’ambito dell’associazionismo
d’emigrazione, ricopre anche l’incarico di tesoriere del Comites.
Ogni comunità nel mondo ha le sue problematiche che variano
a seconda dei luoghi di residenza. Quali sono le priorità della collettività
di Mar del Plata con cui il Comites deve confrontarsi quotidianamente?
Uno dei principali problemi che vede il Comites in prima
linea è quello del lavoro preparatorio delle sempre numerose pratiche per la
richiesta della cittadinanza italiana. Molto spesso infatti i Comites controllano
che i documenti redatti dai connazionali, prima della consegna al consolato,
siano in regola dal punto di vista delle traduzioni e degli altri adempimenti
burocratici. Una verifica opportuna anche perché un semplice errore di trascrizione
dei nomi potrebbe far slittare l’appuntamento al consolato, con la conseguenza
di ulteriori perdite di tempo. Per cercare di facilitare l’espletamento di queste
pratiche, che comportano snervanti attese per i nostri connazionali, ad ogni
riunione dei Comites e degli Intercomites sollecitiamo un aumento del personale
dei consolati che, ad esempio nel caso di Mar del Plata, non supera la metà
dell’organico necessario.
Vi è poi la questione dell’assistenza. Durante gli ultimi
anni, a seguito della crisi economica argentina, la situazione dei nostri anziani
in situazioni di indigenza è peggiorata. Il Comites, anche grazie all’aiuto
dello Stato e delle regioni italiane, sta lavorando per cercare di affrontare
questa situazione. Più volte, insieme alle associazioni, abbiamo anche organizzato
degli eventi per la raccolta dei fondi da distribuire ai connazionali indigenti.
In questo ambito sono attivi anche molti giovani.
Dalla sua risposta si capisce che la solidarietà fa parte
del Dna dei giovani italiani di Mar del Plata, ma cosa sta facendo il Comites
per avvicinare le nuove generazioni alla realtà culturale, sociale e politica
dell’Italia?
La nostra comunità è oggi prevalentemente composta da
persone in possesso della doppia cittadinanza e con meno di 40 anni. Nella collettività
sono molti i giovani interessati alla cultura italiana. Per dare risposta a
questa crescente domanda la commissione Nuove Generazioni del Comites di Mar
del Plata si è impegnata nella realizzazione di accordi fra università italiane
ed argentine che consentano lo scambio di studenti e laureati fra i due paesi.
Durante la nostra attività i giovani del coordinamento, provenienti da diverse
regioni e associazioni, lavorano insieme al fine di presentare progetti finalizzati
all’interscambio di studio e alla realizzazione di master e stage. In questo
contesto promuoviamo anche convegni su specifici temi, come ad esempio i 50
anni dell’Unione Europea, a cui partecipano docenti provenienti dall’Italia.
Ma l’interesse per la cultura italiana non si ferma alle aule universitarie
e nemmeno alla cerchia della collettività. Gran parte della popolazione dell’Argentina
è infatti molto interessata al teatro, alla musica e alla filmografia italiana.
Da due anni il Comites di Mar del Plata organizza con
successo
Come si comportano invece i giovani rispetto ad
altre tematiche, come ad esempio la realtà politica italiana?
La politica è un aspetto fondamentale perché può fare
molto per la cultura e tutte le altre aree d’interesse degli italiani all’estero.
Il voto per corrispondenza, con la possibilità di eleggere solo i residenti
all’estero, si presenta inoltre come un esempio innovativo e unico al mondo.
Considerò questa opzione estremamente positiva in quanto ci consente di portare
nel Parlamento italiano un rappresentante che conosce la realtà delle singole
collettività. Ma il voto può rappresentare anche un volano capace di creare
nuovi legami economici, politici e culturali fra l’Italia e le collettività
nel mondo. In ogni caso, per quanto riguarda il Sud America, l’esercizio del
voto è visto con grande interesse. A Mar del Plata, ad esempio, hanno
espresso il loro suffragio oltre il 60% dei connazionali aventi diritto. La
situazione del nostro continente è comunque particolare perché, durante il periodo
delle dittature, siamo stati impossibilitati a partecipare alla vita civile
dei nostri paesi. Da dieci anni a questa parte, con il declino dei governi totalitari,
si è però avuto un massiccio risveglio della partecipazione politica che, per
quanto riguarda i nostri connazionali, ha stimolato positivamente anche l’attenzione
verso la realtà italiana. Un maggiore interesse verso la politica del paese
d’origine che è stato reso poi più saldo dall’introduzione del voto per corrispondenza.
In questo contesto si sono attivati anche i giovani italiani in Argentina che
da 15 anni partecipano in massa alle riunioni annuali promosse dalla Feditalia,
la confederazione che raggruppa oltre 1.000 associazioni italiane. Quest’anno
l’incontro avrà luogo a fine novembre presso la città della Patagonia di Las
Grutas.
In vista della prima Conferenza mondiale dei giovani
italiani nel mondo credo inoltre che sia necessario sviluppare un contatto diretto
fra i ragazzi in Argentina e quelli in Italia. Un rapporto continuo fra coetanei
che ad esempio prosegua l’esperienza vissuta dai giovani durante gli stage di
studio realizzati nei due paesi. Questo consentirebbe alle nuove generazioni
di comunicare con linguaggi semplici, legati alla musica agli interessi culturali
o allo sport, e di arrivare alla realizzazione anche di progetti comuni. Un
dialogo diretto che darebbe inoltre la possibilità ai giovani in Italia di conoscere,
senza i filtri dell’immaginario, la realtà delle comunità all’estero.
Ormai da molti anni si parla del progressivo allontanamento
delle nuove generazioni dall’associazionismo italiano all’estero. Lei che vive
dall’interno questa realtà quale valutazione si sente di esprimere?
Credo che nelle associazioni italiane la transizione
generazionale sarà naturale. Già adesso gli anziani stanno lasciando spazio
ai giovani soprattutto quando si parla di progetti universitari, corsi di formazione
e delle nuove tecnologie on line. Vi è comunque la necessità, anche per quanto
riguarda l’avvicendamento già in atto nelle cariche più importanti dell’associazionismo,
di un ricambio fra vecchi e giovani che consenta di non perdere di vista il
senso dell’originario legame con l’Italia, di cui le prime generazioni sono
custodi e portatrici.(Goffredo Morgia-