INFORM - N. 175 - 21 settembre 2007


ITALIANI ALL’ESTERO

Marcelo Carrara (Comites Mar del Plata) parla di cittadinanza, assistenza e nuove generazioni

“Creiamo un dialogo diretto fra i giovani in Italia e quelli in Argentina che faccia conoscere la realtà delle comunità all’estero”

 

ROMA - Nei prossimi anni la percentuale dei giovani nelle nostre comunità all’estero diverrà sempre più preponderante rispetto ai connazionali delle prime ondate migratorie. Un normale ricambio generazionale che se da una parte favorirà l’evoluzione delle collettività, dall’altra potrebbe però affievolire quei legami culturali che i nostri emigrati della prima ora hanno saputo mantenere con la realtà italiana Per evitare questo strappo, che rischia di lasciare al ricordo di pochi intere esperienza di vita, l’unica strada percorribile appare la ricerca di nuove vie comunicative e culturali che sappiano stimolare l’interesse delle nuove generazioni nei confronti della terra d’origine.

Per avere un’idea di come possa essere giocata questa complessa partita, essenziale per il futuro dell’emigrazione italiana, abbiamo incontrato a Roma Marcelo Carrara. Un giovane italo argentino di 26 anni, laureando in giurisprudenza, che coordina la commissione Nuove Generazioni del Comites di Mar del Plata. Marcelo, che da molti anni opera nell’ambito dell’associazionismo d’emigrazione, ricopre anche l’incarico di tesoriere del Comites.

Ogni comunità nel mondo ha le sue problematiche che variano a seconda dei luoghi di residenza. Quali sono le priorità della collettività di Mar del Plata con cui il Comites deve confrontarsi quotidianamente?

Uno dei principali problemi che vede il Comites in prima linea è quello del lavoro preparatorio delle sempre numerose pratiche per la richiesta della cittadinanza italiana. Molto spesso infatti i Comites controllano che i documenti redatti dai connazionali, prima della consegna al consolato, siano in regola dal punto di vista delle traduzioni e degli altri adempimenti burocratici. Una verifica opportuna anche perché un semplice errore di trascrizione dei nomi potrebbe far slittare l’appuntamento al consolato, con la conseguenza di ulteriori perdite di tempo. Per cercare di facilitare l’espletamento di queste pratiche, che comportano snervanti attese per i nostri connazionali, ad ogni riunione dei Comites e degli Intercomites sollecitiamo un aumento del personale dei consolati che, ad esempio nel caso di Mar del Plata, non supera la metà dell’organico necessario.

Vi è poi la questione dell’assistenza. Durante gli ultimi anni, a seguito della crisi economica argentina, la situazione dei nostri anziani in situazioni di indigenza è peggiorata. Il Comites, anche grazie all’aiuto dello Stato e delle regioni italiane, sta lavorando per cercare di affrontare questa situazione. Più volte, insieme alle associazioni, abbiamo anche organizzato degli eventi per la raccolta dei fondi da distribuire ai connazionali indigenti. In questo ambito sono attivi anche molti giovani. 

Dalla sua risposta si capisce che la solidarietà fa parte del Dna dei giovani italiani di Mar del Plata, ma cosa sta facendo il Comites per avvicinare le nuove generazioni alla realtà culturale, sociale e politica dell’Italia?

La nostra comunità è oggi prevalentemente composta da persone in possesso della doppia cittadinanza e con meno di 40 anni. Nella collettività sono molti i giovani interessati alla cultura italiana. Per dare risposta a questa crescente domanda la commissione Nuove Generazioni del Comites di Mar del Plata si è impegnata nella realizzazione di accordi fra università italiane ed argentine che consentano lo scambio di studenti e laureati fra i due paesi. Durante la nostra attività i giovani del coordinamento, provenienti da diverse regioni e associazioni, lavorano insieme al fine di presentare progetti finalizzati all’interscambio di studio e alla realizzazione di master e stage. In questo contesto promuoviamo anche convegni su specifici temi, come ad esempio i 50 anni dell’Unione Europea, a cui partecipano docenti provenienti dall’Italia. Ma l’interesse per la cultura italiana non si ferma alle aule universitarie e nemmeno alla cerchia della collettività. Gran parte della popolazione dell’Argentina è infatti molto interessata al teatro, alla musica e alla filmografia italiana.

Da due anni il Comites di Mar del Plata organizza con successo la Settimana del cinema italiano. Un evento, con lungometraggi del ricordo e film di recente produzione. Alla Settimana del cinema italiano della scorsa edizione ha partecipato anche il regista Mario Monicelli. Una visita molto gradita che, ha riprova del diffuso interesse per la cultura italiana, si è trasformata in vero e proprio bagno di folla.

Come si comportano invece i giovani  rispetto ad altre tematiche, come ad esempio la realtà politica italiana? 

La politica è un aspetto fondamentale perché può fare molto per la cultura e tutte le altre aree d’interesse degli italiani all’estero. Il voto per corrispondenza, con la possibilità di eleggere solo i residenti all’estero, si presenta inoltre come un esempio innovativo e unico al mondo. Considerò questa opzione estremamente positiva in quanto ci consente di portare nel Parlamento italiano un rappresentante che conosce la realtà delle singole collettività. Ma il voto può rappresentare anche un volano capace di creare nuovi legami economici, politici e culturali fra l’Italia e le collettività nel mondo. In ogni caso, per quanto riguarda il Sud America, l’esercizio del voto è  visto con grande interesse. A Mar del Plata, ad esempio, hanno espresso il loro suffragio oltre il 60% dei connazionali aventi diritto. La situazione del nostro continente è comunque particolare perché, durante il periodo delle dittature, siamo stati impossibilitati a partecipare alla vita civile dei nostri paesi. Da dieci anni a questa parte, con il declino dei governi totalitari, si è però avuto un massiccio risveglio della partecipazione politica che, per quanto riguarda i nostri connazionali, ha stimolato positivamente anche l’attenzione verso la realtà italiana. Un maggiore interesse verso la politica del paese d’origine che è stato reso poi più saldo dall’introduzione del voto per corrispondenza. In questo contesto si sono attivati anche i giovani italiani in Argentina che da 15 anni partecipano in massa alle riunioni annuali promosse dalla Feditalia, la confederazione che raggruppa oltre 1.000 associazioni italiane. Quest’anno l’incontro avrà luogo a fine novembre presso la città della Patagonia di Las Grutas.

In vista della prima Conferenza mondiale dei giovani italiani nel mondo credo inoltre che sia necessario sviluppare un contatto diretto fra i ragazzi in Argentina e quelli in Italia. Un rapporto continuo fra coetanei che ad esempio prosegua l’esperienza vissuta dai giovani durante gli stage di studio realizzati nei due paesi. Questo consentirebbe alle nuove generazioni di comunicare con linguaggi semplici, legati alla musica agli interessi culturali o allo sport, e di arrivare alla realizzazione anche di progetti comuni. Un dialogo diretto che darebbe inoltre la possibilità ai giovani in Italia di conoscere, senza i filtri dell’immaginario, la realtà delle comunità all’estero.

Ormai da molti anni si parla del progressivo allontanamento delle nuove generazioni dall’associazionismo italiano all’estero. Lei che vive dall’interno questa realtà quale valutazione si sente di esprimere?

Credo che nelle associazioni italiane la transizione generazionale sarà naturale. Già adesso gli anziani stanno lasciando spazio ai giovani soprattutto quando si parla di progetti universitari, corsi di formazione e delle nuove tecnologie on line. Vi è comunque la necessità, anche per quanto riguarda l’avvicendamento già in atto nelle cariche più importanti dell’associazionismo, di un ricambio fra vecchi e giovani che consenta di non perdere di vista il senso dell’originario legame con l’Italia, di cui le prime generazioni sono custodi e portatrici.(Goffredo Morgia-Inform)

 

 


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