SOLIDARIETA’
Iniziative
della Caritas di Roma per i malati e le famiglie
21 settembre: Giornata mondiale dell’Alzheimer
ROMA -Domani si celebrerà
“L’Alzheimer è
una delle dimostrazioni più evidenti delle nuove emergenze a cui è chiamato
il volontariato. Si tratta di una patologia tra le più problematiche che affliggono
la nostra società, con ripercussioni non solo per chi ne viene direttamente
colpito ma anche per coloro che gli sono vicini, alle prese con il quotidiano,
doloroso, disagio di vivere con qualcuno che, giorno dopo giorno, vede sfuggire
le proprie capacità e abilità, la propria memoria”. Così il direttore della
Caritas diocesana di Roma, mons. Guerino Di Tora, ha presentato, in occasione della Giornata mondiale
dell’Alzheimer, le iniziative dell’organizzazione cattolica a favore dei malati
e delle famiglie.
Sono oltre 6 milioni i malati in Europa, circa un milione
in Italia e, nei prossimi anni, con l’aumento dell’età media della popolazione,
si prevede un ulteriore incremento. L’incidenza dell’Alzheimer infatti, aumenta
in maniera esponenziale con l’età. La prevalenza è di circa l’1% nei soggetti
di età compresa tra i 60 e i 64 anni e raddoppia ogni 5 anni dopo i 65 anni;
negli ultraottantacinquenni raggiunge il 40%.
L’Alzheimer è anche un malattia con forte implicazioni
psico-sociali che ha nella famiglia il primario contesto di riferimento. Come
avviene per le malattie croniche gravi, il peso dell’assistenza ricade su chi
vive vicino al malato.
Recenti indagini dimostrano come la qualità della vita
del malato è proporzionalmente collegata alla qualità della vita di chi ne ha
cura, familiari ed operatori.
“I malati di Alzheimer
ci interrogano su alcune questioni conseguenti al mutamento sociale in atto
nei paesi sviluppati che derivano dal progresso economico, demografico e degli
stili di vita.
Riflessioni quali il ruolo degli anziani nella società
e nella famiglia; la difficoltà culturali nel rapportarci con le malattie della
psiche, spesso emarginando chi ne è colpito e provando un senso di vergogna
quando si tratta di un familiare o persona vicina; la solitudine a cui sono
lasciati i familiari dei malati. Solo con concreti segni di vicinanza, attenzione
e condivisione il volontariato potrà essere portatore di speranza dove si vive
questo disagio ed emarginazione” ha dichiarato mons. Guerino Di Tora.
Quattro chiacchiere e un caffè. Un’attività svolta in
collaborazione con le parrocchie. Un luogo di incontro chiamato “Quattro chiacchiere
e un caffè” – spesso la sala parrocchiale o il centro sociale anziani del quartiere
- per dare alle famiglie dei malati un’occasione di ritrovo dove ricevere un
sostegno e un aiuto, dove sperimentare la solidarietà e trovare maggiori risorse
per affrontare i problemi. I malati possono sentire che esiste un posto concepito
per le loro esigenze e i familiari possono concedersi un po’ di tempo per loro.
Il mio amico Arturo. Un corso di formazione per volontari
e operatori che sono in contatto con la terza età per conoscere la realtà degli
anziani ed individuare, nella modalità di un lavoro di rete, nuovi percorsi
di intervento per una migliore qualità della vita.
Corso per operatore dei malati di Alzheimer e per le
demenze. Organizzato in collaborazione con l’Associazione SOS Alzheimer di Roma
per formare personale specializzato nell’assistenza, domiciliare e presso strutture
sanitari, di pazienti affetti da demenze e malattia di Alzheimer.
Maggiori informazioni sono disponibili nel sito: www.caritasroma.it