COMMISSIONE
EUROPEA
Domande di asilo e ingressi illegali nell’UE:
pubblicata la relazione 2006 sulle attività di Eurodac
Frattini: “Efficace contributo della banca
dati d'impronte digitali nella gestione delle domande d'asilo”
BRUXELLES –
Nel 2006, Eurodac ha elaborato 165.958 serie d’impronte
digitali di richiedenti asilo, 41.3
Le cifre mostrano che nel 2006 il numero di domande d'asilo
è ulteriormente diminuito, mentre è aumentato in misura significativa il numero
d’immigrati irregolari registrati (+64% rispetto al 2005). La relazione rivela
che nel 17% del numero totale dei casi la medesima persona aveva già presentato
almeno una domanda di asilo nel medesimo Stato o in un altro Stato membro (una
cosiddetta domanda multipla). In qualche caso, varie domande di asilo erano
state presentate dalla stessa persona in vari Stati membri dell’Unione europea.
Questa percentuale è superiore solo dell'1% a quella del 2005, il che potrebbe
significare che l'effetto dissuasivo del "sistema di Dublino" (in
virtù del quale solo uno Stato membro può esaminare una domanda d'asilo) comincia
a funzionare.
L’unità centrale Eurodac che gestisce il sistema centrale,
è stata attiva per il 99,9% del periodo considerato nella relazione, operando
24 ore su 24 per 7 giorni su 7.
"Eurodac è una parte fondamentale del regime comune
europeo d'asilo" ha dichiarato il vice presidente Franco Frattini, commissario
responsabile del portafoglio giustizia, libertà e sicurezza. "La relazione
pubblicata oggi mostra l'efficace contributo di questa banca dati d'impronte
digitali nella gestione delle domande d'asilo, che contribuisce in effetti a
determinare quale Stato membro debba esaminarle attraverso il raffronto fra
le impronte digitali dei richiedenti asilo e degli immigrati illegali, ed evita
il fenomeno asylum shopping, di chi cioè presenta di domande multiple nella
speranza che almeno una abbia esito favorevole".
Il 6 giugno di quest'anno