INFORM - N. 173 - 19 settembre 2007


INTERVENTI

Amedeo Gentile (FI): “Il Grillo rosso contro la sinistra”

 

ROMA - Beppe Grillo, che dobbiamo ricordare è un altro dei frutti dell’attuale malgoverno, ha annunciato la fondazione dell'ennesimo partitino, il suo, che è bene ricordare sarà il trentaduesimo nel panorama politico italiano e non mi sembra una notizia esaltante per gli italiani.

Dal palco della Festa dell'Unità, il partito-padre della sinistra al quale era stato invitato, lo ha annunciato prima facendo ridere a crepapelle l’elettorato del futuro Partito democratico profondamente deluso dalla prova offerta dall’attuale governo Prodi e quindi cominciando a tirare fendenti contro tutti, ma centrando il suo obiettivo in particolare su Prodi, Fassino, D’Alema e compagni vari.  Ed infatti la sinistra fiuta il “pericolo Grillo” e reagisce con uno sbandamento generale: chi lo cavalca e chi lo demonizza, ma la maggior parte, con imbarazzo, non sa che pesci prendere e resta in mezzo al guado: “intercetta la voglia di cambiamento” (Gentiloni) ma “sono inaccettabili le denigrazioni populistiche contro i partiti e la politica” (Fassino).

Il gonfio (…ma sta bene?) comico genovese ha affidato al suo blog il passo avanti della “V-generation”: dalla protesta alla proposta, e nei piani di Grillo dopo il V-day dunque, la parola passa ai cittadini.  I cittadini, ha sentenziato il novello santone dell'antipolitica, devono entrare in politica direttamente, per la loro tutela e per quella dei loro figli.  E’ una storia già vista: L'antipolitica che entra in politica, è già successo, ad esempio con Guglielmo Giannini nel secondo dopoguerra con il suo Uomo Qualunque.

Ma il mondo di internet, variegato e composito, che ha alimentato il mito qualunquista di Beppe Grillo, è difficilmente omologabile alla politica, la sua forza è di essere borderline e il passaggio dalla protesta alla proposta rischia di far implodere quest'altra gioiosa macchina da guerra.  Per i sondaggisti, il partito che nasce con lo scopo di distruggere i partiti può portare in dote a Grillo un 2,5% a livello nazionale sull'onda antipolitica ed i sondaggi confermano semplicemente quello che già si sapeva: la protesta di Grillo colpisce soprattutto la sinistra e scalfisce appena il centrodestra, perché è figlia dello spettacolo offerto dall’Unione in questo anno e mezzo di legislatura.  E’ figlio delle sue inefficienze, delle sue liti da cortile, del suo costante arraffare poltrone, dell’ossessione di cancellare le riforme del centrodestra e dell’incapacità di fare le proprie, della volontà di questo governo di restare attaccato al potere contro la volontà della maggioranza degli italiani e  dopo aver perso anche il consenso di gran parte dei suoi elettori.

Bertinotti conferma preoccupato che il fenomeno Grillo “colma i vuoti della politica”. Ma forse sarebbe il caso di andare oltre: con una serena e onesta confessione sulle responsabilità di un governo che, proprio per l’assenza di politica, a questa esplosione di “antipolitica” ha fornito benzina.  Un governo nato da una coalizione elettorale tenuta insieme solo dalla demonizzazione di Berlusconi e che è all’origine della attuale ed irreversibile crisi della sinistra.

Anche in questa ottica, se il centrodestra saprà ritornare e rimanere unito, mantenendo la barra dritta sulle risposte che i cittadini aspettano,  l'effetto Grillo non li toccherà nemmeno marginalmente e la legge elettorale assume quindi un’importanza vitale, per incoraggiare la nascita di un bipolarismo sano.

Il fenomeno impersonato dal comico genovese, ricalca vicende già viste ma è comunque un fenomeno da non sottovalutare, destinato a intercettare in larga parte i malumori interni alla sinistra e riguardando prevalentemente l’elettorato di sinistra. Il centrodestra non e’ intimorito da questo novello Grillo parlante, perché la realtà è che l'astensionismo sta erodendo il bottino elettorale dell'Unione e Grillo strapperà alle sinistre un bel po' di elettori, poiché l'umore ormai diffuso del popolo di sinistra volge al brutto, andando verso la tempesta per il governo e per lo stesso Prodi.

In ogni caso il lungo percorso del Partito Democratico ha avuto un altro brusco stop: si è fermato all’autogrillo. (Amedeo Gentile-Inform)

 

 


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