INFORM - N. 173 - 19 settembre 2007


ITALIANI ALL’ESTERO

Le considerazioni di Marco Fedi (Ulivo) sul nuovo corso del Pd all’estero

“Rispondiamo alle questioni ancora aperte degli italiani all’estero per dare forza, coesione e determinazione al Partito democratico”

 

ROMA – Il 3% dell’Assemblea costituente del Partito democratico sarà composto da eletti residenti all’estero. In tutto circa 70 seggi che avranno la loro incidenza sul futuro anche programmatico della nuova forza politica. Un’attiva partecipazione delle nostre comunità al processo evolutivo del Pd che potrebbe dare un impulso innovativo anche alle politiche degli italiani all’estero che ancora oggi presentano numerose  questioni in sospeso. Per avere un quadro d’insieme su questa “contaminazione politica” e capire quali saranno gli obiettivi possibili da centrare nei prossimi mesi per quanto riguarda le problematiche dei connazionali nel mondo, abbiamo parlato con Marco Fedi, il deputato dell’Ulivo eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania ed Antartide.

La campagna per le primarie del Partito democratico sta per entrare nel vivo e in molti paesi di residenza nascono comitati a sostegno dei vari candidati. Anche alla luce di questo crescente interesse quali strade dovrà seguire il Pd per sviluppare il rapporto con le nostre collettività all’estero?  

Le primarie fanno parte del processo democratico di partecipazione al Pd che oggi, con la preparazione delle liste e la raccolta delle firme, è nella fase iniziale. Le votazioni del 14 ottobre ci consentiranno di portare avanti la costruzione del Partito democratico che è già stata avviata e si articolerà anche all’estero. Dopo queste tappe inizierà la vera discussione programmatica  che dovrà svilupparsi con attenzione per evitare il rischio che vadano perduti gli elementi di novità per quanto riguarda il confronto politico, le idee e quindi anche i programmi per i cambiamenti all’estero. Credo che questo sia il vero momento in cui una forza nascente come il Partito democratico possa farsi carico dell’impegno di raccordare meglio gli elementi di novità che si trovano all’estero e di trasformarli in contributi positivi per l’Italia. Questo finora non è avvenuto, forse anche con qualche responsabilità di noi eletti all’estero, ma gli stessi partiti Ds e Margherita non sono stati in grado di facilitare questa espressione del nuovo. Noi dobbiamo, a livello programmatico, fissare in primo luogo gli obiettivi per dare risposte serie alle grandi questioni ancora aperte degli italiani all’estero che riguardano i servizi della rete consolare e la tutela delle persone. Finora abbiamo fatto qualche tentativo ancora troppo timido che deve proseguire con il Partito democratico. Nel frattempo penseremo ad un rapporto di tipo nuovo con gli italiani all’estero.

Al di là dell’evoluzione del Partito democratico, in quale direzione dovrebbero muoversi le attuali forze politiche per dare risposte adeguate alle istanze più urgenti degli italiani all’estero?

Nel Documento di programmazione economica e finanziaria il miglioramento della rete consolare è una delle questioni che viene posta all’attenzione dell’esecutivo e quindi del Parlamento e del paese. Credo che dovremo lavorare, nell’ambito della stesura della prossima manovra, per rafforzare questa rete in modo che risponda al meglio alle esigenze dei cittadini italiani all’estero. Questa è una priorità condivisa da tutti. Sul fronte delle pensioni minime è positivo che l’aumento del bonus sia stato esteso anche agli italiani all’estero. E’ una questione di equità sulla quale noi eletti all’estero abbiamo fatto la nostra parte insieme al Parlamento ed al Governo che sono stati sensibili a queste istanze. Dovremo inoltre lavorare per la riforma della legge 153 sulla promozione della lingua e della cultura italiana all’estero, anche perché in questo contesto le risorse che lo Stato investe andrebbero utilizzate al meglio e non è sempre così.

Lei ha parlato della necessità di rafforzare la rete consolare e quindi i servizi per gli italiani all’estero.  Ma quali sono i punti in discussione?  

Questioni sicuramente importanti sono quelle dell’assunzione dei contrattisti, dei diritti sul posto di lavoro e della riforma di tutte le carriere. Argomenti che sono direttamente collegati alle problematiche della rete consolare. In ogni caso io credo che se faremo qualche passo avanti anche in questa direzione riusciremo a dare al nascente Partito democratico elementi di forza per andare avanti con coesione e determinazione.(Goffredo Morgia-Inform)

 

 


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