INFORM - N. 171 - 17 settembre 2007


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Intervista di “Spazio Italia” al senatore Pollastri

 

MONTEVIDEO - Senatore Pollastri: quanti mesi sono già trascorsi al Parlamento italiano?

E’ ormai trascorso più di un anno, abbiamo percorso il primo giro di boa, allora iniziamo il secondo giro. In questo periodo, noi abbiamo avuto tutti gli eletti all'estero un primo problema che è stato il farci accettare. Noi dobbiamo pensare che abbiamo avuto una rivoluzione, veramente grande, nel senso di accedere alle due istituzioni più importanti di rappresentanza, cioè il Senato e la Camera.

Perciò l'accesso d'italiani eletti all'estero, col voto degli italiani all'estero. Quindi un primo momento di incertezza e di curiosità da parte degli altri senatori e deputati, di incontrare queste strane persone che venivano elette all'estero, con poi l'accompagnamento delle polemiche giornalistiche di cui siamo tutti al corrente. Quindi farsi conoscere, farsi apprezzare, mostrare le proprie capacità, ognuno evidentemente nel suo settore specifico.

Da parte mia direi che ad un anno, in questo giro di boa, come dico io, mi sento soddisfatto, credo di aver sostenuto buoni rapporti con i miei colleghi, ed in particolare nella Commissione Esteri del Senato, che è quella che si occupa della politica estera dell'Italia, una Commissione estremamente importante.

Ho partecipato a decisioni importanti che non riguardano agli italiani all'estero, ma alla politica estera italiana.  Quindi tutto il dibattito sull'Afghanistan, sull'Iran, sulla partecipazione italiana sul Libano, la ratifica dei vari accordi internazionali che l'Italia fa con gli altri paesi.

Io stesso sono stato relatore di un accordo fra l'Italia con la Cina, nel campo del cinema.

Noi dobbiamo fare i Senatori della Repubblica Italiana, e lo spazio per trattare temi riguardanti a noi, agli italiani all'estero, io ho riscontrato che non abbiamo molti spazi perché le problematiche italiane, il momento politico dell'Italia, è difficile.

Per questo motivo ho spinto avere un comitato di senatori dove si possa avere un forum per discutere i problemi degli italiani all'estero. Lo presiede per indicazione del Presidente Marini, il Senatore Micheloni, una persona molto competente.  Facciamo parte tutti i senatori eletti all'estero, i sei, ciascuno nella propria componente, i quattro dell'Ulivo, Pallaro del gruppo misto, la senatrice di Forza Italia, e poi altri dodici che rappresentano gli altri gruppi politici, Alleanza Nazionale, la Lega Nord, Forza Italia. Questa commissione ha un obiettivo di lavoro specifico che riguarda le nostre problematiche. Solo dalla costituzione di questo, al mio avviso, riusciamo ad essere obiettivi, a svolgere un'attività mirata, cercando di portare una chiarezza nei rapporti tra l'Italia e i suoi figli all'estero  producendo norme legislative che possono essere di interesse all'estero. Stiamo già dando una prima bozza, sulla riforma della legge elettorale per gli italiani all'estero. Questo non possiamo aspettare che lo facciano gli altri, noi stessi cominciamo a studiare una legge che dia la maggior trasparenza e chiarezza nel momento  elettorale. Ma non solo quello, abbiamo l'assegno sociale, la legge di cittadinanza che ferma alla camera, ecc.

 Perché la legge di cittadinanza è ferma alla Camera?

Il comitato omonimo al nostro alla Camera è stato costituito recentemente; nei fatti lo abbiamo spinto noi. Il progetto sulla cittadinanza, è di nomina governativa, realizzato dal Ministro Amato, però riguardava solo la cittadinanza per gli stranieri residenti in Italia, poi sono stati abbinati anche

gli altri progetti sulla cittadinanza che erano presenti.

E’ un progetto lento? Poi vengono anche compresi i figli degli italiani che hanno riacquistato la cittadinanza?

Diciamo che tutti i progetti legislativi sono lenti, perché devono incominciare ad essere discussi nelle commissioni. Questo aspetto particolare sarà oggetto di discussione  per trovare una soluzione, il progetto ancora non è stato discusso in aula, quando arriverà avrà degli emendamenti. Ma la discussione di questo progetto sarà il dare la cittadinanza per gli stranieri che risiedono in Italia da più di cinque anni. Possiamo immaginare il parere di Alleanza Nazionale, la Lega Nord, ed altri; ci

saranno tempi di maturazione per questa legge. In Senato la maggioranza è molto più stretta, perciò sarà dura, tra l'altro anche nel centro sinistra non tutti hanno lo stesso parere, dunque vedo tempi non sicuramente molto brevi.

Ci sarà qualche provvedimento di legge che venga approvato entro uno o due anni in Senato?

Io ripeto, il forum giusto è quello del comitato, la questione di avere fatto, da parte di alcuni in modo meritevole, proposte di legge, per esempio questa dell'assegno sociale, che abbiamo ben tre proposte, quella di Bafile, quella di De Angeli e quella di Merlo; non aiutano secondo me a risolvere problemi se non abbiamo una unicità di proposta. Bene, stanno facendo, cercando di unire in un unico testo questa proposta. Il foro giusto per la discussione è quella del Comitato, alla Camera ed al Senato, perché il comitato riunisce tutte le componenti politiche del Parlamento. Una legge in Parlamento può essere approvata in cinque minuti se ha il consenso. Se dentro del comitato sono già rappresentate le tendenze politiche, se dal comitato viene una proposta già accettata tutte le componenti allo ra si arriva all'approvazione, però se arriva ancora essere discussa, salta. Ecco perché io mi sono battuto per la formazione di questo comitato, che è la base per produrre la base legislativa per gli italiani all'estero. Allora cercheremo lavorare per la legge di cittadinanza per quello che manca, la legge dell'assegno sociale e legge elettorale

Mancherebbe anche uno sguardo sugli accordi scientifici?

Io credo che su questo l'Italia è molto carente, in questo senso, si deve lavorare molto di più .

Senatore Pollastri come se la cava per visitare la sua circoscrizione?

E’ una roba molto difficoltosa, scherziamo anche con gli altri senatori in Parlamento perché anche i senatori in Italia hanno circoscrizioni molto più strette. E peggio ancora in Senato dove la maggioranza è molto più stretta che per i deputati perché loro possono uscire con più tranquillità da questo punto di vista. Noi approfittiamo delle ferie, il giorno preciso di ferragosto, quando in Italia nessuno lavora, Io ero a San Paolo, sostenendo una riunione, dobbiamo approfittare delle ferie, come in questo momento per essere qui.

Quale è il senso delle rappresentanze come il CGIE e i Comites ?

I nostri diretti interlocutori sono i Comites perché sono quelli che radicati sul posto, sono a conoscenza meglio della realtà. Questi Comites attraverso del CGIE, dovrebbero essere una sintesi delle problematiche per arrivare a noi. Quando abbiamo costituito il comitato la prima cosa che abbiamo fatto è trovarci con il CGIE. Dovrebbe essere finalmente l'espressione istituzionale del Comites-CGIE dentro il Parlamento attraverso noi, ma prima era in modo singolo, oggi potrebbe essere in modo collettivo con il comitato

 Un messaggio per i nostri ascoltatori e lettori?

Un messaggio di speranza, determinazione, credo fermamente che in tempi, che non saranno immediati, ci siamo accorti anche noi, siamo 6 senatori su 315, però avendo fiducia nel meccanismo che abbiamo individuato, tramite il comitato, potremo iniziare a trovare le soluzioni problemi.

Grazie Senatore  .

Grazie a voi. (Laura Vera Righi-Spazio Italia/Inform)

 

 


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