STAMPA ITALIANA
ALL’ESTERO
Intervista di “Spazio Italia” al senatore
Pollastri
MONTEVIDEO
- Senatore
Pollastri: quanti mesi sono già trascorsi al Parlamento italiano?
E’
ormai trascorso più di un anno, abbiamo percorso il primo giro di boa, allora
iniziamo il secondo giro. In questo periodo, noi abbiamo avuto tutti gli eletti
all'estero un primo problema che è stato il farci accettare. Noi dobbiamo pensare
che abbiamo avuto una rivoluzione, veramente grande, nel senso di accedere alle
due istituzioni più importanti di rappresentanza, cioè il Senato e
Perciò
l'accesso d'italiani eletti all'estero, col voto degli italiani all'estero.
Quindi un primo momento di incertezza e di curiosità da parte degli altri senatori
e deputati, di incontrare queste strane persone che venivano elette all'estero,
con poi l'accompagnamento delle polemiche giornalistiche di cui siamo tutti
al corrente. Quindi farsi conoscere, farsi apprezzare, mostrare le proprie capacità,
ognuno evidentemente nel suo settore specifico.
Da
parte mia direi che ad un anno, in questo giro di boa, come dico io, mi sento
soddisfatto, credo di aver sostenuto buoni rapporti con i miei colleghi, ed
in particolare nella Commissione Esteri del Senato, che è quella che si occupa
della politica estera dell'Italia, una Commissione estremamente importante.
Ho
partecipato a decisioni importanti che non riguardano agli italiani all'estero,
ma alla politica estera italiana. Quindi
tutto il dibattito sull'Afghanistan, sull'Iran, sulla partecipazione italiana
sul Libano, la ratifica dei vari accordi internazionali che l'Italia fa con
gli altri paesi.
Io
stesso sono stato relatore di un accordo fra l'Italia con
Noi
dobbiamo fare i Senatori della Repubblica Italiana, e lo spazio per trattare
temi riguardanti a noi, agli italiani all'estero, io ho riscontrato che non
abbiamo molti spazi perché le problematiche italiane, il momento politico dell'Italia,
è difficile.
Per
questo motivo ho spinto avere un comitato di senatori dove si possa avere un
forum per discutere i problemi degli italiani all'estero. Lo presiede per indicazione
del Presidente Marini, il Senatore Micheloni, una persona molto competente.
Facciamo parte tutti i senatori eletti all'estero, i sei, ciascuno nella
propria componente, i quattro dell'Ulivo, Pallaro del gruppo misto, la senatrice
di Forza Italia, e poi altri dodici che rappresentano gli altri gruppi politici,
Alleanza Nazionale,
Perché la legge di cittadinanza è ferma alla
Camera?
Il
comitato omonimo al nostro alla Camera è stato costituito recentemente; nei
fatti lo abbiamo spinto noi. Il progetto sulla cittadinanza, è di nomina governativa,
realizzato dal Ministro Amato, però riguardava solo la cittadinanza per gli
stranieri residenti in Italia, poi sono stati abbinati anche
gli
altri progetti sulla cittadinanza che erano presenti.
E’
un progetto lento? Poi vengono anche compresi i figli degli italiani che hanno
riacquistato la cittadinanza?
Diciamo
che tutti i progetti legislativi sono lenti, perché devono incominciare ad essere
discussi nelle commissioni. Questo aspetto particolare sarà oggetto di discussione
per trovare una soluzione, il progetto ancora non è stato discusso in
aula, quando arriverà avrà degli emendamenti. Ma la discussione di questo progetto
sarà il dare la cittadinanza per gli stranieri che risiedono in Italia da più
di cinque anni. Possiamo immaginare il parere di Alleanza Nazionale,
saranno
tempi di maturazione per questa legge. In Senato la maggioranza è molto più
stretta, perciò sarà dura, tra l'altro anche nel centro sinistra non tutti hanno
lo stesso parere, dunque vedo tempi non sicuramente molto brevi.
Ci
sarà qualche provvedimento di legge che venga approvato entro uno o due anni
in Senato?
Io
ripeto, il forum giusto è quello del comitato, la questione di avere fatto,
da parte di alcuni in modo meritevole, proposte di legge, per esempio questa
dell'assegno sociale, che abbiamo ben tre proposte, quella di Bafile, quella
di De Angeli e quella di Merlo; non aiutano secondo me a risolvere problemi
se non abbiamo una unicità di proposta. Bene, stanno facendo, cercando di unire
in un unico testo questa proposta. Il foro giusto per la discussione è quella
del Comitato, alla Camera ed al Senato, perché il comitato riunisce tutte le
componenti politiche del Parlamento. Una legge in Parlamento può essere approvata
in cinque minuti se ha il consenso. Se dentro del comitato sono già rappresentate
le tendenze politiche, se dal comitato viene una proposta già accettata tutte
le componenti allo ra si arriva all'approvazione, però se arriva ancora essere
discussa, salta. Ecco perché io mi sono battuto per la formazione di questo
comitato, che è la base per produrre la base legislativa per gli italiani all'estero.
Allora cercheremo lavorare per la legge di cittadinanza per quello che manca,
la legge dell'assegno sociale e legge elettorale
Mancherebbe
anche uno sguardo sugli accordi scientifici?
Io
credo che su questo l'Italia è molto carente, in questo senso, si deve lavorare
molto di più .
Senatore
Pollastri come se la cava per visitare la sua circoscrizione?
E’
una roba molto difficoltosa, scherziamo anche con gli altri senatori in Parlamento
perché anche i senatori in Italia hanno circoscrizioni molto più strette. E
peggio ancora in Senato dove la maggioranza è molto più stretta che per i deputati
perché loro possono uscire con più tranquillità da questo punto di vista. Noi
approfittiamo delle ferie, il giorno preciso di ferragosto, quando in Italia
nessuno lavora, Io ero a San Paolo, sostenendo una riunione, dobbiamo approfittare
delle ferie, come in questo momento per essere qui.
Quale
è il senso delle rappresentanze come il CGIE e i Comites ?
I
nostri diretti interlocutori sono i Comites perché sono quelli che radicati
sul posto, sono a conoscenza meglio della realtà. Questi Comites attraverso
del CGIE, dovrebbero essere una sintesi delle problematiche per arrivare a noi.
Quando abbiamo costituito il comitato la prima cosa che abbiamo fatto è trovarci
con il CGIE. Dovrebbe essere finalmente l'espressione istituzionale del Comites-CGIE
dentro il Parlamento attraverso noi, ma prima era in modo singolo, oggi potrebbe
essere in modo collettivo con il comitato
Un messaggio per i nostri ascoltatori e lettori?
Un
messaggio di speranza, determinazione, credo fermamente che in tempi, che non
saranno immediati, ci siamo accorti anche noi, siamo 6 senatori su 315, però
avendo fiducia nel meccanismo che abbiamo individuato, tramite il comitato,
potremo iniziare a trovare le soluzioni problemi.
Grazie
Senatore .
Grazie
a voi. (Laura Vera Righi-Spazio Italia/