INFORM - N. 171 - 17 settembre 2007


FESTA DELL’UNITA’

Dibattito a Bologna sulle primarie del Pd e le politiche per gli italiani nel mondo

Gli interventi di Marina Sereni (Ulivo), Elio Carozza (Cgie), Michele Schiavone (Ds), Luciani Vecchi (Ds) e degli eletti all’estero Mariza Bafile, Marco Fedi e Claudio Micheloni

Danieli: “Dare continuità nel Partito democratico al nostro impegno decennale per gli italiani all’estero”

Chiocchetti: “Alle primarie del 14 ottobre daremo la possibilità ai nostri connazionali nel mondo di votare su Internet”

 

BOLOGNA - Anche quest’anno la Festa nazionale dell’Unità, ospitata al Parco Nord di Bologna, ha dedicato un appuntamento agli italiani all’estero ed alle loro problematiche. Durante l’ultima giornata della Festa ha infatti avuto luogo un dibattito, moderato dal vice responsabile dei Ds per gli italiani nel mondo Eugenio Marino sul ruolo che il nascente Partito democratico potrà svolgere rispetto alle nostre comunità. L’incontro è stato introdotto da Maurizio Chiocchetti, responsabile per gli italiani nel mondo dei Ds che dopo aver ricordato l’aumento degli stanziamenti per gli italiani all’estero nella scorsa finanziaria, ha sottolineato la necessità di affrontare i problemi ancora sul tappeto che riguardano direttamente i nostri connazionali come ad esempio la legge sulla cittadinanza, che ha suscitato molte aspettative soprattutto presso le nostre comunità in Sud America, la ristrutturazione della rete consolare e l’adeguamento della legislazione per l’insegnamento all’estero della lingua e della cultura italiana. Chiocchetti ha inoltre evidenziato sia le grandi potenzialità dei connazionali nel mondo, che rappresentano uno straordinario biglietto da visita per l’Italia, sia la necessità di migliorare le procedure di voto per le nostre comunità.

“Le elezioni del 2006 - ha affermato Chiocchetti - sono state regolari in Italia ed all’estero. Abbiamo conquistato e inserito nella Costituzione il diritto di voto per i nostri connazionali nel mondo ed intendiamo mantenerlo sino in fondo. Una volta accettato questo principio possiamo poi discutere, attraverso la ricerca di soluzioni concordate, nuove modalità per quanto riguarda la riconsegna delle schede e lo scrutinio”. Sulle primarie del Partito democratico, previste per il 14 ottobre, Chiocchetti ha annunciato che verrà data la possibilità agli italiani all’estero di votare, oltre che presso i 200 seggi allestiti in tutto il mondo, anche tramite Internet. Un’opzione innovativa che potrà essere espletata dopo una preventiva registrazione sul sito del Partito democratico. La novità verrà pubblicizzata anche presso i portali delle forze politiche democratiche e socialiste operanti nei paesi di residenza dei nostri connazionali. Per quanto invece riguarda la costruzione della nuova forza politica Chiocchetti ha ricordato che si sta lavorando per costruire “un partito nuovo e vero che poggerà sulle gambe di moltissime persone in tutto il mondo”.

L’esigenza di creare una forte presenza organizzata del Pd nei paesi di residenza è stata affermata anche da Michele Schiavone, segretario dei Ds per la Svizzera e l’Europa, che ha inoltre sottolineato come intorno a questa idea politica vi sia un grande fermento e voglia di partecipazione da parte dei connazionali all’estero. “Il bagaglio culturale e politico delle comunità in Europa e nel mondo - ha aggiunto Schiavone - può sprovincializzare la politica estera italiana e dare una nuova prospettiva al futuro Partito democratico”. L’importanza delle comunità per la proiezione internazionale del nostro paese è stata rilevata anche dal responsabile per la politica estera dei Ds Luciano Vecchi che ha evidenziato come, nel processo di costruzione del Partito democratico, questo patrimonio umano e politico dovrà trovare piena realizzazione.

“Noi, figli e nipoti di emigranti, - ha detto la deputata dell’Ulivo Mariza Bafile, eletta nella ripartizione Sud America - abbiamo conservato valori che in Italia sono andati persi. Sappiamo cosa significa il sacrificio e l’insicurezza. Siamo quindi tenaci e disposti a lottare e a costruire sempre. Questi sono i valori che dobbiamo riscattare e portare in Italia, soprattutto in questo momento in cui gli italiani guardano all’immigrazione come un pericolo e vedono il diverso come un delinquente. Un ragionamento discriminatorio che l’Italia non può permettersi”. La Bafile ha inoltre auspicato che l’ingresso degli italiani nel Pd avvenga da protagonisti e consenta a tanti connazionali vicini al sociale, ma lontani dall’attivismo vero e proprio, di trovare un’identità politica. “E’ importante - ha concluso la parlamentare - che il Partito Democratico consideri i connazionali all’estero alla stessa stregua di quelli in Italia”.

Marco Fedi (Ulivo), eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania ed Antartide, ha affermato che la sinistra italiana è sempre stata fra i protagonisti della storia dell’emigrazione e dell’integrazione dei nostri connazionali all’estero. Fedi ha ricordato come il legame politico fra i connazionali nel mondo e il paese d’origine abbia ragione di essere solo in presenza di un progetto che coinvolga l’intero sistema Italia. “Attraverso la realizzazione del Partito democratico - ha spiegato Fedi - si deve creare un legame nuovo con le comunità italiane all’estero, che guardi ai grandi temi internazionali, come la pace, la sicurezza e la stabilità. Responsabilità che, nell’era della globalizzazione, spettano a tutti i paesi. La crescita e le grandi questioni come il lavoro e la precarietà riguardano tante realtà occidentali e su questi temi anche noi all’estero possiamo dare un contributo. Il Partito democratico - ha aggiunto il parlamentare - dovrà inoltre adoperarsi per la realizzazione di un programma di riforme che affronti questioni concrete come il rinnovo della legge 153 e la tutela dei nostri connazionali poveri e indigenti”.

Silvia Bartolini., presidente della Consulta per gli emiliano romagnoli nel mondo, ha auspicato sia la creazione di nuove forme di coordinamento che consentano anche alle regioni di tenere con gli italiani all’estero un rapporto costante, corretto e preciso, sia la realizzazione di progetti che valorizzino la memoria delle comunità nel mondo. Storie di emigrazione che aiuterebbero l’Italia a limitare le tendenze xenofobe nei confronti degli immigrati. La Bartolini ha anche sottolineato la necessità di lavorare e dialogare con la nuova emigrazione composta da imprenditori a da giovani ricercatori.

Il vice ministro degli Esteri Franco Danieli si è soffermato sulle difficoltà, familiari e di spostamento, che i parlamentari della circoscrizione Estero devono affrontare per ottemperare i loro impegni parlamentari. “Sono uomini  - ha detto - con alle spalle esperienze straordinarie di coerenza e di impegno politico. Questi parlamentari, che lavorano giorno e notte con grande professionalità, coerenza e moralità, si sono visti avvicinare, in giro per il mondo, da strani individui che parlavano di alcuni milioni di euro e gli chiedevano di cambiare schieramento. Un fatto che abbiamo portato a conoscenza della magistratura”. Danieli ha ricordato come il positivo risultato dell’Unione all’estero sia stato ottenuto grazie ad un costante impegno politico e alle numerose iniziative come le Giornate dell’Ulivo e dell’Unione all’estero che hanno fatto incontrare i militanti e i dirigenti dei partiti del centro sinistra con i nostri connazionali nel mondo. “Oggi - ha proseguito il vice ministro - vogliamo dare continuità a questo impegno che vanta decenni di storia e coerenza di comportamenti. Lo porteremo avanti con il Partito democratico, lo faremo il 14 ottobre con le primarie che saranno molto partecipate e lo ribadiremo con un impegno quotidiano anche nell’azione del Governo”.

Secondo Danieli, al fine di superare gli stereotipi negativi che stanno circolando in Italia sugli immigrati, sarà inoltre necessario attualizzare la storia della nostra emigrazione che ha visto partire dall’Italia, fra il 1861 al 1975,  27 milioni di cittadini. “Se guardiamo al nostro passato migratorio - ha affermato Danieli - possiamo comprendere meglio la necessità di cancellare le banalizzazioni che equiparano gli italiani all’estero alla mafia e gli immigrati alla criminalità. Questo sarà uno degli impegni del nuovo Partito democratico”.

L’esigenza di far conoscere la storia della nostra emigrazione è stata riaffermata anche da Claudio Micheloni, presidente del comitato del Senato per le questioni degli Italiani all’estero. Egli  ha ricordato come le difficoltà incontrate in Parlamento dagli eletti all’estero siano dovute alla scarsa conoscenza, da parte della politica italiana, del passato delle nostre comunità e di quello che sono diventate le nuove generazioni dopo un lungo processo d’integrazione. Una realtà molto positiva non priva però di problematiche, come ad esempio la presenza do persone disagiate e l’inadeguatezza dei servizi consolari. “Il Partito democratico - ha affermato Micheloni -  dovrà far capire alla politica italiana che i parlamentari eletti all’estero rappresentano un’opportunità per la costruzione di nuove società e per il mantenimento del collegamento con gli italiani nel mondo, che stanno ancora dando molto al paese d’origine, in particolare con le nuove generazioni. Noi - ha aggiunto - non possiamo essere assenti dal dibattito sull’immigrazione in Italia. Dobbiamo essere coscienti che una buona politica per la gestione migratoria e d’integrazione rappresenta ancor oggi il miglior metodo per aiutare gli italiani all’estero”.

Il segretario generale del Cgie Elio Carozza ha sottolineato l’esigenza di non dimenticare che la nozione dell’italianità va molto al di là dei quattro milioni di connazionali all’estero in possesso di passaporto e influenza direttamente anche la vita di tanti oriundi nel mondo che vivono con il paese d’origine un particolare rapporto basato su valori comuni, il sentimento e la cultura. “Su questa realtà- ha spiegato Carozza - vanno concentrate le prossime battaglie, perché il futuro delle nostre comunità nel mondo riguarda anche questi giovani che non sono nati in Italia ma che guardano con interesse al loro paese d’origine. Per gli oriundi - ha proseguito Carozza dopo aver ricordato che il Cgie ed il Governo stanno preparando la prima Conferenza dei giovani italiani nel mondo - il nuovo Partito democratico può fare molto, favorendo la creazione di un legame più forte ed organico con l’Italia”.

L’incontro è stato concluso da Marina Sereni, vice capogruppo dell’Ulivo alla Camera, che ha evidenziato come nell’ultimo anno il Governo, nonostante la litigiosità della coalizione, sia riuscito a mettere in regola i conti pubblici, ad abbassare la disoccupazione e a dare una nuova immagine dell’Italia nel mondo. “A luglio- ha ricordato la Sereni - il Governo ha firmato, con i sindacati e gli imprenditori, un protocollo per un nuovo sistema di protezione sociale che prevede un bonus di 300 euro, per le pensioni più basse erogate in Italia e all’estero. In questo autunno dai risvolti complessi - ha proseguito - io mi impegnerò affinché, nell’ambito della finanziaria, il Parlamento e il Governo trovino insieme le risorse e la forza necessaria per sperimentare l’assegno di solidarietà in favore degli italiani all’estero e, sempre nei limiti delle risorse disponibili, per cominciare a migliorare la situazione dei nostri consolati”.

La Sereni si è infine soffermata sul Partito democratico sottolineando come questa forza politica nasca per dare risposte ai giovani ed ai disagiati, dare più forza alle idee della sinistra, realizzare le riforme e rendere la politica più vicina alla gente. In questo contesto le comunità all’estero potranno dare il loro contributo alla costruzione del partito e per la diffusione, presso le altre forze politiche nel mondo, delle iniziative intrapresa dal Partito democratico.(Goffredo Morgia- Inform)

 

 


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