FESTA
DELL’UNITA’
Dibattito a Bologna sulle primarie del
Pd e le politiche per gli italiani nel mondo
Gli interventi di Marina Sereni (Ulivo), Elio Carozza
(Cgie), Michele Schiavone (Ds), Luciani Vecchi (Ds) e degli eletti all’estero
Mariza Bafile, Marco Fedi e Claudio Micheloni
Danieli: “Dare continuità nel Partito democratico al
nostro impegno decennale per gli italiani all’estero”
Chiocchetti: “Alle primarie del 14 ottobre daremo la
possibilità ai nostri connazionali nel mondo di votare su Internet”
BOLOGNA - Anche quest’anno
“Le elezioni del 2006 - ha affermato Chiocchetti - sono state regolari in Italia ed all’estero. Abbiamo conquistato e inserito nella Costituzione il diritto di voto per i nostri connazionali nel mondo ed intendiamo mantenerlo sino in fondo. Una volta accettato questo principio possiamo poi discutere, attraverso la ricerca di soluzioni concordate, nuove modalità per quanto riguarda la riconsegna delle schede e lo scrutinio”. Sulle primarie del Partito democratico, previste per il 14 ottobre, Chiocchetti ha annunciato che verrà data la possibilità agli italiani all’estero di votare, oltre che presso i 200 seggi allestiti in tutto il mondo, anche tramite Internet. Un’opzione innovativa che potrà essere espletata dopo una preventiva registrazione sul sito del Partito democratico. La novità verrà pubblicizzata anche presso i portali delle forze politiche democratiche e socialiste operanti nei paesi di residenza dei nostri connazionali. Per quanto invece riguarda la costruzione della nuova forza politica Chiocchetti ha ricordato che si sta lavorando per costruire “un partito nuovo e vero che poggerà sulle gambe di moltissime persone in tutto il mondo”.
L’esigenza di creare una forte
presenza organizzata del Pd nei paesi di residenza è stata affermata anche da
Michele Schiavone, segretario dei Ds per
“Noi, figli e nipoti di emigranti, - ha detto la deputata
dell’Ulivo Mariza Bafile, eletta nella ripartizione Sud America - abbiamo
conservato valori che in Italia sono andati persi. Sappiamo cosa significa il
sacrificio e l’insicurezza. Siamo quindi tenaci e disposti a lottare e a costruire
sempre. Questi sono i valori che dobbiamo riscattare e portare in Italia, soprattutto
in questo momento in cui gli italiani guardano all’immigrazione come un pericolo
e vedono il diverso come un delinquente. Un ragionamento discriminatorio che
l’Italia non può permettersi”.
Marco Fedi
(Ulivo), eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania ed Antartide, ha affermato
che la sinistra italiana è sempre stata fra i protagonisti della storia dell’emigrazione
e dell’integrazione dei nostri connazionali all’estero. Fedi ha ricordato come
il legame politico fra i connazionali nel mondo e il paese d’origine abbia ragione
di essere solo in presenza di un progetto che coinvolga l’intero sistema Italia.
“Attraverso la realizzazione del Partito democratico - ha spiegato Fedi - si
deve creare un legame nuovo con le comunità italiane all’estero, che guardi
ai grandi temi internazionali, come la pace, la sicurezza e la stabilità. Responsabilità
che, nell’era della globalizzazione, spettano a tutti i paesi. La crescita e
le grandi questioni come il lavoro e la precarietà riguardano tante realtà occidentali
e su questi temi anche noi all’estero possiamo dare un contributo. Il Partito
democratico - ha aggiunto il parlamentare - dovrà inoltre adoperarsi per la
realizzazione di un programma di riforme che affronti questioni concrete come
il rinnovo della legge 153 e la tutela dei nostri connazionali poveri e indigenti”.
Silvia Bartolini., presidente della Consulta per gli emiliano romagnoli nel mondo, ha
auspicato sia la creazione di nuove forme di coordinamento che consentano anche
alle regioni di tenere con gli italiani all’estero un rapporto costante, corretto
e preciso, sia la realizzazione di progetti che valorizzino la memoria delle
comunità nel mondo. Storie di emigrazione che aiuterebbero l’Italia a limitare
le tendenze xenofobe nei confronti degli immigrati.
Il vice ministro degli Esteri Franco Danieli si
è soffermato sulle difficoltà, familiari e di spostamento, che i parlamentari
della circoscrizione Estero devono affrontare per ottemperare i loro impegni
parlamentari. “Sono uomini - ha detto - con alle spalle esperienze straordinarie
di coerenza e di impegno politico. Questi parlamentari, che lavorano giorno
e notte con grande professionalità, coerenza e moralità, si sono visti avvicinare,
in giro per il mondo, da strani individui che parlavano di alcuni milioni di
euro e gli chiedevano di cambiare schieramento. Un fatto che abbiamo portato
a conoscenza della magistratura”. Danieli ha ricordato come il positivo risultato
dell’Unione all’estero sia stato ottenuto grazie ad un costante impegno politico
e alle numerose iniziative come le Giornate dell’Ulivo e dell’Unione all’estero
che hanno fatto incontrare i militanti e i dirigenti dei partiti del centro
sinistra con i nostri connazionali nel mondo. “Oggi - ha proseguito il vice
ministro - vogliamo dare continuità a questo impegno che vanta decenni di storia
e coerenza di comportamenti. Lo porteremo avanti con il Partito democratico,
lo faremo il 14 ottobre con le primarie che saranno molto partecipate e lo ribadiremo
con un impegno quotidiano anche nell’azione del Governo”.
Secondo Danieli, al fine di superare gli stereotipi negativi
che stanno circolando in Italia sugli immigrati, sarà inoltre necessario attualizzare
la storia della nostra emigrazione che ha visto partire dall’Italia, fra il
1861 al 1975, 27 milioni di cittadini. “Se guardiamo al nostro passato
migratorio - ha affermato Danieli - possiamo comprendere meglio la necessità
di cancellare le banalizzazioni che equiparano gli italiani all’estero alla
mafia e gli immigrati alla criminalità. Questo sarà uno degli impegni del nuovo
Partito democratico”.
L’esigenza di far conoscere la storia della nostra emigrazione
è stata riaffermata anche da Claudio Micheloni, presidente del comitato
del Senato per le questioni degli Italiani all’estero. Egli ha ricordato come le difficoltà incontrate in
Parlamento dagli eletti all’estero siano dovute alla scarsa conoscenza, da parte
della politica italiana, del passato delle nostre comunità e di quello che sono
diventate le nuove generazioni dopo un lungo processo d’integrazione. Una realtà
molto positiva non priva però di problematiche, come ad esempio la presenza
do persone disagiate e l’inadeguatezza dei servizi consolari. “Il Partito democratico
- ha affermato Micheloni - dovrà far capire alla politica italiana che
i parlamentari eletti all’estero rappresentano un’opportunità per la costruzione
di nuove società e per il mantenimento del collegamento con gli italiani nel
mondo, che stanno ancora dando molto al paese d’origine, in particolare con
le nuove generazioni. Noi - ha aggiunto - non possiamo essere assenti dal dibattito
sull’immigrazione in Italia. Dobbiamo essere coscienti che una buona politica
per la gestione migratoria e d’integrazione rappresenta ancor oggi il miglior
metodo per aiutare gli italiani all’estero”.
Il segretario generale del Cgie Elio Carozza ha
sottolineato l’esigenza di non dimenticare che la nozione dell’italianità va
molto al di là dei quattro milioni di connazionali all’estero in possesso di
passaporto e influenza direttamente anche la vita di tanti oriundi nel mondo
che vivono con il paese d’origine un particolare rapporto basato su valori comuni,
il sentimento e la cultura. “Su questa realtà- ha spiegato Carozza - vanno concentrate
le prossime battaglie, perché il futuro delle nostre comunità nel mondo riguarda
anche questi giovani che non sono nati in Italia ma che guardano con interesse
al loro paese d’origine. Per gli oriundi - ha proseguito Carozza dopo aver ricordato
che il Cgie ed il Governo stanno preparando la prima Conferenza dei giovani
italiani nel mondo - il nuovo Partito democratico può fare molto, favorendo
la creazione di un legame più forte ed organico con l’Italia”.
L’incontro è stato concluso da Marina Sereni,
vice capogruppo dell’Ulivo alla Camera, che ha evidenziato come nell’ultimo
anno il Governo, nonostante la litigiosità della coalizione, sia riuscito a
mettere in regola i conti pubblici, ad abbassare la disoccupazione e a dare
una nuova immagine dell’Italia nel mondo. “A luglio- ha ricordato