INFORM - N. 171 - 17 settembre 2007


SCRITTURE MIGRANTI 

IV edizione del Premio “Popoli in cammino”: vincitrici Barbara Pumhösel con “Bioluminescenze e l’italo etiope Gabriella Ghermandi con “Regina di fiori e di perle”

Tra  i libri segnalati, due di emigrazione italiana in Svizzera e Germania: “Tra due culture. Otto ritratti di donne italiane in Svizzera” di Rosanna Ambrosi, “Andare restare tornare” di Francesco Carchedi ed Enrico Pugliese

 

BOLOGNA - Assegnato a Bologna il Premio “Popoli in cammino”, istituito dal Sistema feste de l'Unità e giunto alla sua quarta edizione.

La giuria ha proclamato vincitrice, per la sezione “inediti”, Barbara Pumhösel con la raccolta “Bioluminescenze”. La poesia di Barbara Pumhösel è, sottolinea la giuria, “il frutto di una documentata riflessione sulle opportunità, i rischi e il pregio dello scrivere in una lingua acquisita, di cui la presente raccolta testimonia un traguardo degno di attenzione nell'orizzonte della poesia contemporanea di lingua italiana. Nemica di ogni frontiera, la poetica dell'autrice è dedicata alla libertà che dovrebbe avere ogni essere umano di scegliere luogo e lingua in cui vivere ed esprimersi”.

Barbara Pumhösel, nata nel 1959 a Neustift bei Scheibbs (Austria), ha emigrato tra Gran Bretagna, Francia e Italia, dove vive dal 1988. E' autrice di poesia e racconti, pubblicati in antologie in Italia e all'estero, ma anche su riviste italiane come “Semicerchio. Rivista di poesia comparata” (Firenze), che ha pubblicato la sua raccolta bilingue (italiano/tedesco) Prugni/Pflaumenbäume, e straniere come “Das Gedicht” (Germania) e “Podium” (Austria). L'autrice è stata recentemente antologizzata nella prima raccolta di poesia della migrazione in italiano Ai confini del verso, pubblicata nel 2006 dall'editrice Le Lettere (Firenze) a cura di Mia Lecomte.

Proclamata vincitrice per la sezione “editi”, Gabriella Ghermandi, con il romanzo “Regina di fiori e di perle” (Roma, Donzelli, 2007). Il romanzo è la prima prova narrativa della Ghermandi. Esso “affronta dal punto di vista di una famiglia etiope il dramma del colonialismo italiano e della resistenza dei patrioti etiopi (uomini e donne) che affrontarono i soldati italiani durante l'occupazione del 1935-41, ma è allo stesso tempo la voce della rimossa memoria coloniale italiana, la quale se è stata negli ultimi decenni scandagliata dagli storici (da Del Boca a Labanca) attende ancora di essere ampiamente interrogata sul piano letterario (pochi, anche se di qualità, sono gli esempi della letteratura postcoloniale italiana). Ma la storia narrata da questo romanzo va ben oltre l'epoca dell'occupazione coloniale, attraversa il periodo della dittatura di Mengistu, la sua sconfitta nel 1991 ad opera del Fronte rivoluzionario democratico del popolo etiope, e segue infine l' emigrazione della famiglia della protagonista Mahlet in Italia. Oralità e scrittura si confrontano in questo romanzo portando a contatto italiano e amharico, italiani ed etiopi, due immaginari, due concezioni del tempo e della storia, due modi di narrare e di concepire il passato in comune”.

Gabriella Ghermandi, Italo-etiope, è nata ad Addis Abeba nel 1965 e si è trasferita in Italia nel 1979. Nel 1999 e nel 2001 è stata premiata al oncorso per scrittori migranti dell'associazione Eks&Tra, promosso da Fara Editore. Ha pubblicato racconti in collane e riviste. Suoi scritti sono stati inclusi nella prima antologia accademica italiana della letteratura della migrazione Nuovo Planetario Italiano, pubblicata nel 2006 da Città Aperta Editore (Enna), a cura di Armando Gnisci.

Scrive e interpreta spettacoli di narrazione ispirati alla tradizione culturale etiope, ed è redattrice della rivista online “El-Ghibli”.

La giuria segnala poi per la sezione “inediti” , le poesie di Candelaria Romero e di Mihai Mircea Butcovan .  Candelaria Romero è una giovane ( è nata nel 1973 a San Miguel de Tucuman – Argentina -) “dotata di una voce e di uno sguardo disincantato e tenero nello stesso tempo”.

 Mihai Mircea Butcovan è poeta di origine romena “la cui ricerca composita non perde mai di vista il respiro e l’ispirazione civile”.

Per la sezione “editi” la giuria segnala : il saggio di Nora Moll “Ulisse tra due mari” ( Cosmo Iannone ed.) “che mette a confronto con acutezza e rigore filologico due bacini culturali distanti e speculari come il Mediterraneo e i Caraibi”; la raccolta di Rosanna Ambrosi “Tra due culture. Otto ritratti di donne italiane in Svizzera”, risultato di interviste fatte a donne di età professioni, ceti sociali diversi, arrivate in Svizzera , “un omaggio alla generosità e alla combattività di esistenze simbolo della forza delle donne”.

Sul tema dei più recenti flussi di migrazione italiana la giuria segnala inoltre “Andare restare tornare” a cura di Francesco Carchedi ed Enrico Pugliese “che consente di aggiornare le conoscenze sulla maggiore comunità italiana all’estero, ossia quella in Germania”.

La giuria ha espresso apprezzamento per la qualità della partecipazione e ha rivolgeo un  ringraziamento “a tutti gli autori che con la loro opera hanno onorato il premio e alle case editrici.  che il Premio hanno seguito con attenzione”. Un “particolare ringraziamento” la giuria rivolge  al poeta di origine albanese Gezim Hajdari , vincitore della seconda edizione di questo premio, che ha presentato una pregevole raccolta di versi “Peligorga”(Besa editrice), “di potente suggestione evocativa , di grande forza vitale a riconferma della sua feconda spinta creatrice”.(Inform)

 

 


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