ITALIANI
ALL’ESTERO
Intervista al senatore Claudio Micheloni
Prevista una riunione congiunta dei Comitati
per gli italiani all’estero di Camera e Senato “al fine di definire dei campi
d’azione sui quali agire in modo efficace”
ROMA - Qui di seguito l’intervista che Claudio Micheloni,
senatore dell’Ulivo eletto in Europa, ha rilasciato a Salvatore Viglia direttore
di www.politicamentecorretto.com.
Senatore Micheloni, neo presidente del Comitato permanente
per gli italiani all'estero del Senato, ci spiega cosa è il Comitato, cosa si
prefigge e cosa lo distingue da quello istituito alla Camera presieduto dall'on.
Narducci?
Il Comitato per le questioni degli italiani all'estero
nasce in seguito ad una mozione firmata da Anna Finocchiaro e altri sette senatori,
tra i quali anche i senatori eletti all'estero. Il Comitato è uno strumento
per affrontare in modo trasversale tutti quei problemi che riguardano gli italiani
residenti fuori dai confini italiani. Problemi, in realtà, anch'essi trasversali.
Uno degli obiettivi principali che il Comitato deve raggiungere
è cambiare la situazione di generale non conoscenza della realtà dei connazionali
all’estero che è radicata nel mondo politico e nella società civile italiana.
Un esempio per affrontare questo problema è impegnare il Ministero della Pubblica
Istruzione affinché nelle scuole italiane l’emigrazione diventi materia di studio.
I problemi più diffusi e più attuali che affronteremo
nel Comitato sono: la riforma dei servizi consolari, la promozione della lingua
e cultura italiana, la cittadinanza, l’assistenza sociale per gli italiani indigenti
all’estero - soprattutto in America latina -, gli indebiti INPS, i passaporti
e le carte d’identità, l’informazione e le convenzioni bilaterali per la previdenza
degli emigrati e degli immigrati, nonché la valorizzazione del contributo degli
anziani e dei giovani italiani nel mondo.
Ci occuperemo anche dell’informazione per gli italiani
all’estero, ovvero della riforma dei criteri di utilizzo delle risorse per la
stampa e le agenzie specializzate. Ritengo infatti che le agenzie per gli italiani
nel mondo debbano, evitando la ripetizione in serie delle notizie, svolgere
un lavoro più specifico e mirato anche verso la stampa italiana in Italia. Affronteremo
il problema delle convenzioni bilaterali che riguardano i nostri connazionali
all’estero e gli immigrati in Italia. Tratteremo anche questioni prettamente
legislative come le riforme della legge 153, dei Comites e del CGIE e, da subito,
la riforma della legge elettorale ordinaria per
Il Comitato istituito alla Camera non si distingue nei
contenuti o negli obiettivi, bensì nella forma, nella sua costituzione, perché
alla Camera questo strumento è una sottocommissione della Commissione Affari
Esteri, mentre al Senato è un Comitato composto proporzionalmente alla loro
consistenza da 16 senatori appartenenti a tutti i gruppi parlamentari, più il
presidente. I due Comitati, dunque, al di là di questo particolare prettamente
formale, sono perfettamente paragonabili.
Riforma elettorale, reti consolari, riforma del CGIE
ma anche
Credo che nelle prossime settimane i due Comitati dovranno
tenere una riunione congiunta al fine di definire dei campi d’azione sui quali
agire in modo efficace e non facendo un lavoro parallelo. In questo senso ho
già avuto uno scambio di idee con il presidente del Comitato alla Camera, Franco
Narducci, che concorda su una ripartizione degli obiettivi che tutti ci prefiggiamo
di raggiungere. In questo modo potremo affrontare più problemi in contemporanea
e poi scambiarci i nostri lavori per definire, nella misura del possibile, posizioni
congiunte.
I due Comitati, considerando anche la pausa estiva, si
sono costituiti da pochissimo, stilerete dei programmi ad hoc per le diverse
esigenze degli italiani a seconda del continente di residenza?
Il Comitato del Senato - all’atto del suo insediamento
- si è dato un programma di lavoro che tocca i problemi principali degli italiani
all’estero, già prima ricordati. Il documento programmatico che è stato presentato
anche al Comitato di presidenza del CGIE nel corso dell’audizione di quest’ultimo
presso il Comitato, è stato pienamente condiviso dal CGIE. Una decisione importante
fu presa in quella audizione ed è già stata messa in atto.
Il Comitato cercherà nella misura del possibile di partecipare
con almeno due senatori, uno della maggioranza e uno dell’opposizione, a tutte
le conferenze continentali del CGIE. Questa decisione, a mio modo di vedere,
è di grandissima importanza per il Comitato e permette a tutti i componenti
dello stesso, ma soprattutto a coloro che non sono della Circoscrizione estero
di approfondire direttamente la conoscenza delle problematiche degli italiani
all’estero. Permette altresì al CGIE di instaurare un rapporto ancora più diretto
e costruttivo con il Senato della Repubblica. Alla Continentale dei Paesi anglofoni,
ad esempio, - oltre ai colleghi senatori Renato Turano e Nino Randazzo della
Circoscrizione estero - parteciperanno (l’intervista è stata rilasciata prima della
riunione, ndr) anche il vicepresidente del Comitato, il Senatore Cosimo
Izzo e il Senatore Giorgio Mele.
Per il futuro lavoro del Comitato sono molto fiducioso
da questo coinvolgimento dei colleghi senatori ai lavori delle continentali
del CGIE.
Ha un calendario di lavori già stilato per la riapertura
dei lavori? Ci apre la sua agenda?
Nelle prossime settimane parteciperemo alle Continentali
del CGIE e lavoreremo sulla riforma della legge elettorale della Circoscrizione
estero. Sono previste, ma non ancora programmate, diverse audizioni già annunciate
nel documento programmatico. Il programma dettagliato dei lavori sarà definito
nelle prossime settimane dal Comitato nel suo insieme.
La sua nomina a Presidente, è stata salutata con favore
da destra e sinistra, come lo spiega e cosa pensa della compagine che presiederà?
Non ho da dare spiegazioni. Posso al limite esprimere
la mia soddisfazione, ma questo mi carica di un'ulteriore responsabilità per
non smentire le dichiarazioni di apprezzamento alle quali lei si riferisce.
Sarebbe un errore personalizzare eccessivamente la visibilità di questo Comitato
nella persona del suo presidente.
Questo Comitato sarà efficiente solo se riuscirà a lavorare
in mondo consensuale e con l’impegno di tutti i suoi componenti. Molti di loro
seguono l’emigrazione da molti anni e colgo qui con piacere l’occasione per
nominarli uno ad uno, per ringraziarli di aver accettato questo ulteriore impegno
a partecipare al Comitato per le questioni degli italiani all’estero. Voglio
ringraziare tutti i senatori membri del Comitato, ma soprattutto i senatori
che non provengono dalla Circoscrizione estero, perché il fatto di lavorare
con noi in seno al Comitato li distingue per la sensibilità, i legami, l'affetto
e l'interesse che hanno nei confronti della comunità italiana nel mondo. I membri
del Comitato sono: Cosimo Izzo, Mauro Bulgarelli, José Luiz Del Roio, Claudio
Fazzone, Giorgio Mele, Luigi Pallaro, Edoardo Pollastri, Nino Randazzo, Antonella
Rebuzzi, Giacomo Santini, Learco Saporito, Stefano Stefani, Oreste Tofani, Giorgio
Tonini, Gino Trematerra, Renato Guerino Turano.
L'on. Arnold Cassola dei Verdi non fa parte del Comitato
istituito alla Camera nonostante fosse stato eletto all'estero. Egli ha definito
"vergognosa" questa preclusione. Deve riconoscere che un minimo di
perplessità, questo fatto, la suscita. Cosa dice in merito?
Come ho già ricordato prima, il Comitato alla Camera
dei deputati è un’emanazione della Commissione Affari Esteri e non dell’intera
Camera. L’On. Cassola non essendo membro della Commissione Affari Esteri della
Camera non fa parte di questo Comitato. È vero che questo può sorprendere e
penso anche che con un po’ di buona volontà si potranno risolvere anche queste
piccole "distorsioni". Ma quello che più mi preme nel rispondere alla
sua domanda è che non condivido assolutamente il linguaggio utilizzato per rilevare
questo problema. Di cose vergognose ne vediamo e ne sentiamo anche troppe nel
nostro Paese. Ritengo del tutto fuori posto utilizzare simili aggettivi nel
quadro delle tematiche degli italiani all’estero. Penso che uno dei contributi
che possiamo dare alla politica italiana è proprio quello di un linguaggio diverso
e di serenità nel modo di affrontare i problemi. ((Salvatore Viglia-www.politicamentecorretto.com/