INFORM - N. 168 - 12 settembre 2007


ITALIANI ALL’ESTERO

Ancora problemi in Argentina con il pagamento delle pensioni italiane tramite il Banco Itaú

 

BUENOS AIRES - Qualcosa è migliorata rispetto ai primi mesi quando iniziò il servizio di pagamento delle pensioni INPS ai pensionati residenti in Argentina, tramite il Banco Itaú. Ma ci sono alcune succursali e alcune zone dove tutto continua come prima...se non peggio.

Le denunce dei pensionati continuano a giungere nelle redazioni dei giornali di collettività e nei programmi radiofonici ma, come succede spesso, man mano che ci si abitua a una situazione, cala l’attenzione sul problema.

L’ultima protesta, molto circostanziata, è arrivata questa settimana nella nostra redazione.

Prendete la macchina fotografica e venite a San Martín. E’ una vergogna il servizio che sta dando il Banco Itaú ai pensionati della zona. Ma perché l’INPS non interviene?

E l’abbonato racconta. “Si tratta di una sede insufficiente per le centinaia di persone che vanno a riscuotere la pensione. Io ho accompagnato mia moglie stamattina, perché non può camminare da sola. C’era la gente che faceva la fila per la strada. Abbiamo atteso due ore e ce ne siamo andati, tanta era la gente che aspettava. Dopo pranzo siamo ritornati e c‘erano duecento persone ancora davanti a noi”. La succursale incriminata si trova in via San Lorenzo 2461.

Più circostanziata la denuncia del Patronato ACLI, dopo tre giorni di intenso lavoro degli operatori giunti da tutta l'Argentina, alla presenza del Direttore generale Damiano Bettoni.

Al centro dell'incontro, svoltosi il 31 agosto scorso e presieduto da Luciano Embrinati, la recente modifica del sistema di pagamento delle pensioni all'estero che continua a generare situazioni di disagio per i tanti pensionati italiani residenti nel Paese.

Raccolte le segnalazioni e le osservazioni dei venticinque operatori presenti, Embrinati ha chiesto al Direttore generale di esporre all'Inps la situazione e il perdurare di comportamenti anomali da parte delle banche, nonostante le rassicuranti dichiarazioni rilasciate già da tempo dall'Istituto agli organi di stampa.

L'elenco delle criticità è lungo: al primo posto sta la scarsa presenza territoriale del Banco Itaú, aggiudicatario del subappalto, con il risultato che i pensionati non solo sono costretti ad aprire un conto corrente ma a farlo presso filiali spesso distanti molti chilometri dalla loro residenza, al solo scopo di vedersi accreditare la pensione.

Continuano inoltre ad essere imposte le commissioni bancarie, spesso con percentuali elevate - hanno rilevato gli operatori delle Acli - il che, in una nazione come l'Argentina dove le pensioni sono generalmente basse, rappresenta per molti una penalizzazione importante che va ad aggiungersi ai costi di gestione del conto corrente, per il caso che esso non sia aperto presso lo stesso Banco Itaú. Assolutamente non trasparenti sono, da ultimo, le ricevute di riscossione emesse dalla banca, che non recano chiara indicazione del tasso di cambio e delle commissioni applicate.

Nonostante i mesi trascorsi dall'avvio della nuova procedura e l'impegno degli operatori locali, la situazione secondo il patronato, è dunque ben lungi dal normalizzarsi. Per Embrinati, si tratta dell'ennesima prova di quanto sia necessario - prima di intraprendere iniziative di questo tipo - conoscere o almeno informarsi sulla situazione esistente nei diversi territori coinvolti. Dal canto suo, Damiano Bettoni ha assicurato il suo impegno di presentare la situazione all'Inps e di ricercare le soluzioni più giuste e soddisfacenti per i pensionati italiani.

Durante la sua recente seduta, il Comites di Buenos Aires ha deciso di istituire una commissione che raccoglierà informazioni sui problemi che affrontano i pensionati  italiani residenti nella Circoscrizione, per riscuotere nelle succursali del Banco Itaú.

In definitiva, nonostante le rassicurazioni dell’INPS, il cambiamento della banca che paga le pensioni italiane, non solo non ha risolto il problema della commissione che si prendeva la BNL - e che non gli spettava - ma ora, oltre a continuare a pagare la commissione, buona parte dei pensionati italiani in Argentina, hanno un servizio peggiore, perché il Banco Itaú non ha la struttura, per pagare le pensioni comodamente in tutto il Paese, come è giusto che sia. Molti di loro sentono - parafrasando l’ex ministro Tremaglia quando parlava del servizio consolare - che hanno un servizio di pagamento delle pensioni italiane, che non è degno di un Paese civile. (Tribuna Italiana/Inform)

 


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