ITALIANI ALL’ESTERO
Ancora problemi in Argentina con il pagamento
delle pensioni italiane tramite il Banco Itaú
BUENOS AIRES - Qualcosa è migliorata rispetto ai primi
mesi quando iniziò il servizio di pagamento delle pensioni INPS ai pensionati
residenti in Argentina, tramite il Banco Itaú. Ma ci sono alcune succursali
e alcune zone dove tutto continua come prima...se non peggio.
Le denunce dei pensionati continuano a giungere nelle
redazioni dei giornali di collettività e nei programmi radiofonici ma, come
succede spesso, man mano che ci si abitua a una situazione, cala l’attenzione
sul problema.
L’ultima protesta, molto circostanziata, è arrivata questa
settimana nella nostra redazione.
Prendete la macchina fotografica e venite a San Martín.
E’ una vergogna il servizio che sta dando il Banco Itaú ai pensionati della
zona. Ma perché l’INPS non interviene?
E l’abbonato racconta. “Si tratta di una sede insufficiente
per le centinaia di persone che vanno a riscuotere la pensione. Io ho accompagnato
mia moglie stamattina, perché non può camminare da sola. C’era la gente che
faceva la fila per la strada. Abbiamo atteso due ore e ce ne siamo andati, tanta
era la gente che aspettava. Dopo pranzo siamo ritornati e c‘erano duecento persone
ancora davanti a noi”. La succursale incriminata si trova in via San Lorenzo
2461.
Più circostanziata la denuncia del Patronato ACLI, dopo
tre giorni di intenso lavoro degli operatori giunti da tutta l'Argentina, alla
presenza del Direttore generale Damiano Bettoni.
Al centro dell'incontro, svoltosi il 31 agosto scorso
e presieduto da Luciano Embrinati, la recente modifica del sistema di pagamento
delle pensioni all'estero che continua a generare situazioni di disagio per
i tanti pensionati italiani residenti nel Paese.
Raccolte le segnalazioni e le osservazioni dei venticinque
operatori presenti, Embrinati ha chiesto al Direttore generale di esporre all'Inps
la situazione e il perdurare di comportamenti anomali da parte delle banche,
nonostante le rassicuranti dichiarazioni rilasciate già da tempo dall'Istituto
agli organi di stampa.
L'elenco delle criticità è lungo: al primo posto sta
la scarsa presenza territoriale del Banco Itaú, aggiudicatario del subappalto,
con il risultato che i pensionati non solo sono costretti ad aprire un conto
corrente ma a farlo presso filiali spesso distanti molti chilometri dalla loro
residenza, al solo scopo di vedersi accreditare la pensione.
Continuano inoltre ad essere imposte le commissioni bancarie,
spesso con percentuali elevate - hanno rilevato gli operatori delle Acli - il
che, in una nazione come l'Argentina dove le pensioni sono generalmente basse,
rappresenta per molti una penalizzazione importante che va ad aggiungersi ai
costi di gestione del conto corrente, per il caso che esso non sia aperto presso
lo stesso Banco Itaú. Assolutamente non trasparenti sono, da ultimo, le ricevute
di riscossione emesse dalla banca, che non recano chiara indicazione del tasso
di cambio e delle commissioni applicate.
Nonostante i mesi trascorsi dall'avvio della nuova procedura
e l'impegno degli operatori locali, la situazione secondo il patronato, è dunque
ben lungi dal normalizzarsi. Per Embrinati, si tratta dell'ennesima prova di
quanto sia necessario - prima di intraprendere iniziative di questo tipo - conoscere
o almeno informarsi sulla situazione esistente nei diversi territori coinvolti.
Dal canto suo, Damiano Bettoni ha assicurato il suo impegno di presentare la
situazione all'Inps e di ricercare le soluzioni più giuste e soddisfacenti per
i pensionati italiani.
Durante la sua recente seduta, il Comites di Buenos Aires
ha deciso di istituire una commissione che raccoglierà informazioni sui problemi
che affrontano i pensionati italiani
residenti nella Circoscrizione, per riscuotere nelle succursali del Banco Itaú.
In definitiva, nonostante le rassicurazioni dell’INPS,
il cambiamento della banca che paga le pensioni italiane, non solo non ha risolto
il problema della commissione che si prendeva