INFORM - N. 167 - 11 settembre 2007


CGIE

Intercomites e Commissione per i Paesi anglofoni: trovata l'intesa

 

MIAMI - Commissione per i Paesi anglofoni del CGIE e Comites hanno trovato molti punti in comune al termine di questa tre giorni di Miami. Unanimi i consensi intorno alla legge che dovrà riaprire i termini per il riacquisto della cittadinanza italiana e sulla Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo.

Ed anche larghe intese sulla riforma della legge 153 che prevede incentivi per la diffusione della lingua e della cultura italiana, sulla riforma della rete consolare, sulla necessità di rivedere le leggi che istituirono i Comites ed il Consiglio Generale Italiani all'Estero anche alla luce delle esperienze, della difficoltà, delle incomprensioni che si sono registrati nel tempo e che si sono accentuate dopo l'applicazione della legge Tremaglia che, per la prima volta nella storia dell'Italia, ha riconosciuto ai nostri connazionali che vivono oltre i confini, il diritto di partecipare alla elezione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.

Dopo il voto che sfiduciava il vice presidente del CGIE Giovanni Rapanà, pugliese di Galatone, trasferitosi a Montreal da quasi vent'anni, un voto che ha voluto essere un segnale politico di insofferenza nei confronti della Presidenza CGIE, il dibattito è scivolato su un terreno più morbido. Con fermezza ed equilibrio Rapanà ha gestito il non facile confronto, smussando le asprezze e le contrapposizioni più nette, mediando tra visioni nettamente contrastanti, invitando alla moderazione ed alla riflessione per poter cogliere a pieno quegli apporti che meglio possono rendere un servizio agli italiani che vivono all'estero e meglio possono rispondere alle loro attese ed alle loro esigenze. Particolare attenzione è stata poi dedicata alla questione della informazione, auspicando un netto miglioramento di Rai International e maggiori sforzi per la stampa in lingua italiana dedicata ai connazionali che risiedono lontano dall'Italia. Non è mancato il confronto sul delicato tema della assistenza sanitaria pubblica che in Italia è negata agli italiani residenti all'estero sulla vita ai limiti  della sopravvivenza per gli italiani che risiedono in Zimbabwe ed ai quali è difficile anche portare medicine che occorrono loro. Al termine dei lavori sono stati approvati numerosi documenti su singoli aspetti trattati nel corso della tre giorni. (La Gente d’Italia/Inform)

 


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