INFORM - N. 167 - 11 settembre 2007


CGIE

Le conclusioni della Commissione continentale per i Paesi anglofoni

 

MIAMI - Il confronto più serrato sarà a novembre, all’assemblea plenaria del Consiglio Generale Italiani all’Estero, in programma a Roma – scrive Ciro Paglia su Gente d’Italia quotidiano delle Americhe diretto da Mimmo Porpiglia - . Sarà quella l’occasione per trarre un bilancio di questa tre giorni di Miami, dedicata alle problematiche dei Paesi anglofoni e dei risultati cui perverranno la Commissione Continentale Europa e Nord Africa ( in programma a fine settembre ) e la Commissione Continentale America Latina ( a metà ottobre).

Alcuni dati sono emersi su tutti: l’esigenza di una connessione più organica tra CGIE e Comites, maggiore collegialità nelle decisioni con il coinvolgimento dei consiglieri sulle linee strategiche del CGIE, un rapporto più stretto nello scambio di informazioni tra i vari organismi. E si delinea l’esigenza di una riforma sostanziale del Consiglio Generale Italiani all’Estero. Oggi questo organismo composto da 94 membri (65 eletti all’estero e 29 nominati dal Governo) appare francamente pletorico. Diventa a quel punto inevitabile che le decisioni siano prese da un vertice ristretto senza un reale ed ampio coinvolgimento della base. Lo ha detto con grande passione e con altrettanta fermezza un decano qual è Vincenzo Centofanti che ha al suo attivo una profonda conoscenza di queste problematiche. Lo hanno sottolineato con altrettanta decisione Valter Della Nebbia, con grande enfasi, Carlo Consiglio con erudite citazioni, Franco Papandrea con grintosa fermezza, Augusto Sorriso con razionale determinazione, Carmelo Cicala con una proposta precisa, Angelo Liberati con il suggerimento di risolvere le questioni della informazione tra i Comites, e i rappresentanti del Sud Africa, Pino Nanna e Riccardo Pinna, che al dibattito hanno contribuito anche lanciando una serie di pesanti accuse nei confronti dell’operato di certi patronati.

Ai parlamentari Ferrigno, Izzo, Mele e Turano – che hanno partecipato ai lavori non facendo mancare il loro apporto sul terreno delle iniziative legislative in programma ovvero programmabili per il futuro – la tre giorni di Miami ha dato l’opportunità di mettere a fuoco ancora meglio le attese, le speranze, le esigenze delle genti d’Italia che vivono nei Paesi anglofoni.  

Regolare il dibattito consentendo a tutti di esprimere la propria opinione, focalizzare l’attenzione sui punti principali all’ordine del giorno evitando dispersioni, assicurare concretezza al confronto è stata opera non semplice cui si sono dedicati, con spirito di servizio e diplomatico equilibrio, il vice presidente del CGIE Giovanni Rapanà ed il coordinatore dell’Intercomites Vincenzo Arcobelli ai quali è toccato lo spinoso ruolo di amalgamare i contributi di idee, suggerimenti, critiche.

Nutrito il dossier al termine della tre giorni di Miami: riforma della legge 153 relativa alla diffusione della lingua e cultura italiana nel mondo, Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo, revisione della legge elettorale per garantire migliore regolarità nel voto degli italiani all’estero, riforma della rete consolare per adeguarla alle mutate esigenze, riapertura dei termini per il riacquisto della cittadinanza italiana, adeguamento della programmazione di Rai International  alle attese degli italiani all’estero, modifiche al bando del ministero del lavoro relativo ai corsi di formazione professionale per gli italiani che vivono nei Paesi extra Unione Europea.

Toccherà al Parlamento – e se ne faranno carico i parlamentari che hanno partecipato ai lavori di Miami – ed al Consiglio Generale CGIE operare per dare concretezza ad una strategia che appare per ora delineate soltanto nelle sue grandi linee. (Ciro Paglia-La Gente d’Italia/Inform)

 


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