CGIE
Le conclusioni della Commissione continentale
per i Paesi anglofoni
MIAMI - Il confronto più serrato sarà a novembre, all’assemblea
plenaria del Consiglio Generale Italiani all’Estero, in programma a Roma – scrive
Ciro Paglia su Gente d’Italia quotidiano delle Americhe diretto da Mimmo Porpiglia
- . Sarà quella l’occasione per trarre un bilancio di questa tre giorni di Miami,
dedicata alle problematiche dei Paesi anglofoni e dei risultati cui perverranno
Alcuni dati sono emersi su tutti: l’esigenza di una connessione
più organica tra CGIE e Comites, maggiore collegialità nelle decisioni con il
coinvolgimento dei consiglieri sulle linee strategiche del CGIE, un rapporto
più stretto nello scambio di informazioni tra i vari organismi. E si delinea
l’esigenza di una riforma sostanziale del Consiglio Generale Italiani all’Estero.
Oggi questo organismo composto da 94 membri (65 eletti all’estero e 29 nominati
dal Governo) appare francamente pletorico. Diventa a quel punto inevitabile
che le decisioni siano prese da un vertice ristretto senza un reale ed ampio
coinvolgimento della base. Lo ha detto con grande passione e con altrettanta
fermezza un decano qual è Vincenzo Centofanti che ha al suo attivo una profonda
conoscenza di queste problematiche. Lo hanno sottolineato con altrettanta decisione
Valter Della Nebbia, con grande enfasi, Carlo Consiglio con erudite citazioni,
Franco Papandrea con grintosa fermezza, Augusto Sorriso con razionale determinazione,
Carmelo Cicala con una proposta precisa, Angelo Liberati con il suggerimento
di risolvere le questioni della informazione tra i Comites, e i rappresentanti
del Sud Africa, Pino Nanna e Riccardo Pinna, che al dibattito hanno contribuito
anche lanciando una serie di pesanti accuse nei confronti dell’operato di certi
patronati.
Ai parlamentari Ferrigno, Izzo, Mele e Turano – che hanno
partecipato ai lavori non facendo mancare il loro apporto sul terreno delle
iniziative legislative in programma ovvero programmabili per il futuro – la
tre giorni di Miami ha dato l’opportunità di mettere a fuoco ancora meglio le
attese, le speranze, le esigenze delle genti d’Italia che vivono nei Paesi anglofoni.
Regolare il dibattito consentendo a tutti di esprimere
la propria opinione, focalizzare l’attenzione sui punti principali all’ordine
del giorno evitando dispersioni, assicurare concretezza al confronto è stata
opera non semplice cui si sono dedicati, con spirito di servizio e diplomatico
equilibrio, il vice presidente del CGIE Giovanni Rapanà ed il coordinatore dell’Intercomites
Vincenzo Arcobelli ai quali è toccato lo spinoso ruolo di amalgamare i contributi
di idee, suggerimenti, critiche.
Nutrito il dossier al termine della tre giorni di Miami:
riforma della legge 153 relativa alla diffusione della lingua e cultura italiana
nel mondo, Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo, revisione della legge
elettorale per garantire migliore regolarità nel voto degli italiani all’estero,
riforma della rete consolare per adeguarla alle mutate esigenze, riapertura
dei termini per il riacquisto della cittadinanza italiana, adeguamento della
programmazione di Rai International alle attese degli italiani all’estero, modifiche
al bando del ministero del lavoro relativo ai corsi di formazione professionale
per gli italiani che vivono nei Paesi extra Unione Europea.
Toccherà al Parlamento – e se ne faranno carico i parlamentari
che hanno partecipato ai lavori di Miami – ed al Consiglio Generale CGIE operare
per dare concretezza ad una strategia che appare per ora delineate soltanto
nelle sue grandi linee. (Ciro Paglia-La Gente d’Italia/