IMMIGRAZIONE
Decisa dal tribunale di Agrigento la scarcerazione
di cinque dei
sette pescatori tunisini
Erano accusati
di avere favorito l’immigrazione illegale . Disposti per altri due gli arresti
domciliari. Il Cir: “La mobilitazione internazionale, nazionale e locale degli
ultimi giorni, vede concretizzarsi un primo risultato incoraggiante”
AGRIGENTO – Disposta dal tribunale di Agrigento la scarcerazione
per cinque, e gli arresti domiciliari per due dei sette pescatori tunisini accusati
di aver favorito l'immigrazione illegale dopo aver soccorso l’8 agosto al largo
di Lampedusa 44 naufraghi provenienti da diversi paesi africani. (v.
La prossima udienza del processo si terrà il 20 settembre ad Agrigento.
Soddisfazione del Cir Consiglio Italiano per i Rifugiati. “Finalmente. Siamo molto contenti – ha commentato il direttore Christopher Hein - di questa decisione del tribunale che ritiene non ci siano a carico degli imputati gravi indizi di colpevolezza di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. La mobilitazione internazionale, nazionale e locale degli ultimi giorni, vede così concretizzarsi un primo risultato incoraggiante. Rimane però ancora intatta la richiesta per la messa in libertà dei 2 comandanti, per il dissequestro dei pescherecci e per una rapida e positiva conclusione del processo cui dovrà seguire, immediatamente, il risarcimento dei danni subiti”
Il Cir continua comunque a chiedere al governo “delucidazioni
sul motivo per il quale lo scorso 8 agosto ai due pescherecci, che ricordiamo
avevano tratto in salvo 44 naufraghi, non sia stata subito data l'autorizzazione
ad entrare nelle acque territoriali italiane e a sbarcare a Lampedusa. Ricordiamo
infatti che
“Sollecitiamo, pertanto, il Governo – conclude il Cir - a
dichiarare inequivocabilmente e pubblicamente che il soccorso e il salvataggio
in mare di persone in pericolo abbiano la precedenza su qualunque altra considerazione”.
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