INFORM - N. 166 - 10 settembre 2007


ITALIANI ALL’ESTERO

Prodi in Slovenia ha incontrato la comunità nazionale italiana

Legge di tutela delle minoranze bilingui: per Prodi necessario provvedere con disposizioni che durino in modo indefinito”

La visita al sacrario italiano a Caporetto: “Ricordando le tragedie del passato abbiamo l'obbligo di costruire la nuova Europa”

 

LUBIANA - “Ci sono ancora i problemi di una comunità che è vivace, che dà una vera ricchezza alla Slovenia ma che è in numero molto ridotto, concentrato territorialmente, con tutti i problemi che ne derivano”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Romano Prodi parlando ai giornalisti dopo l’incontro il 9 settembre a Lubiana con i rappresentanti della comunità italiana in Slovenia.

Prodi in visita ufficiale ne Paese ha raccolto le lamentele della minoranza italiana per la scarsa attenzione ad essa  riservata dal governo sloveno. Prodi ha assicurato che riferirà le proteste al primo ministro Janez Jansa nel corso della visita.

Per Prodi serve una legge di tutela delle minoranze bilingui che duri indefinitamente nel tempo. “Mentre noi provvediamo sempre con leggi triennali che devono essere rinnovate - ha detto  - credo sia un passo avanti necessario provvedere con disposizioni che durino in modo indefinito. Poi, naturalmente, c'è un rapporto con il governo sloveno, perché - ha aggiunto Prodi - tutti i provvedimenti che ruotano attorno all'applicazione del bilinguismo vengano adottati con costanza”.

Parlando della legge legge quadro destinata alla tutela della minoranza italiana in Slovenia, Prodi ha spiegato che “oggi c'è stata una completa unità di vedute su quello che il governo italiano deve fare in Italia”. Il governo italiano ha completato la nomina di una commissione congiunta incaricata di monitorare l'applicazione della legge-quadro.

Il presidente del Consiglio ha reso omaggio anche il sacrario italiano a Kobarid, la vecchia Caporetto, dove nella Prima Guerra mondiale le truppe austroungariche sfondarono le linee italiane sull'Isonzo.

“Ricordando le tragedie del passato abbiamo l'obbligo di costruire la nuova Europa - ha detto Prodi - Abbiamo costruito l'Europa perché tragedie come quella che si è consumata a Caporetto non avvengano più. Oggi c'è un clima assolutamente pacificato. Dobbiamo capire che con l'Unione europea cancelliamo 20 secoli di tragedie intollerabili”.

Secondo Prodi è per  questo che occorre un'Europa sempre più forte sulla scena internazionale. Ed ecco l'auspicio di una celere adesione della Croazia, “in modo da creare un'area veramente unita e solidale” dove c'era la ex Jugoslavia. (Inform)

 

 


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