ITALIANI ALL’ESTERO
Prodi in Slovenia ha incontrato la
comunità nazionale italiana
Legge
di tutela delle minoranze bilingui: per Prodi necessario provvedere con disposizioni
che durino in modo indefinito”
La
visita al sacrario italiano a Caporetto: “Ricordando
le tragedie del passato abbiamo l'obbligo di costruire la nuova Europa”
LUBIANA - “Ci
sono ancora i problemi di una comunità che è vivace, che dà una vera ricchezza
alla Slovenia ma che è in numero molto ridotto, concentrato territorialmente,
con tutti i problemi che ne derivano”. Lo ha detto il presidente del Consiglio
Romano Prodi parlando ai giornalisti dopo l’incontro il 9 settembre a Lubiana
con i rappresentanti della comunità italiana in Slovenia.
Prodi in visita
ufficiale ne Paese ha raccolto le lamentele della minoranza italiana per la
scarsa attenzione ad essa riservata dal
governo sloveno. Prodi ha assicurato che riferirà
le proteste al primo ministro Janez Jansa nel corso della visita.
Per Prodi serve
una legge di tutela delle minoranze bilingui che duri indefinitamente nel tempo.
“Mentre noi provvediamo sempre con leggi triennali che devono essere rinnovate
- ha detto - credo sia un passo avanti
necessario provvedere con disposizioni che durino in modo indefinito. Poi, naturalmente,
c'è un rapporto con il governo sloveno, perché - ha aggiunto Prodi - tutti i
provvedimenti che ruotano attorno all'applicazione del bilinguismo vengano adottati
con costanza”.
Parlando della
legge legge quadro destinata alla tutela della minoranza italiana in Slovenia,
Prodi ha spiegato che “oggi c'è stata una completa unità di vedute su quello
che il governo italiano deve fare in Italia”. Il governo italiano ha completato
la nomina di una commissione congiunta incaricata di monitorare l'applicazione
della legge-quadro.
Il presidente
del Consiglio ha reso omaggio anche il sacrario italiano a Kobarid, la vecchia
Caporetto, dove nella Prima Guerra mondiale le truppe austroungariche sfondarono
le linee italiane sull'Isonzo.
“Ricordando
le tragedie del passato abbiamo l'obbligo di costruire la nuova Europa - ha
detto Prodi - Abbiamo costruito l'Europa perché tragedie come quella che si
è consumata a Caporetto non avvengano più. Oggi c'è un clima assolutamente pacificato.
Dobbiamo capire che con l'Unione europea cancelliamo 20 secoli di tragedie intollerabili”.
Secondo
Prodi è per questo che occorre un'Europa
sempre più forte sulla scena internazionale. Ed ecco l'auspicio di una celere
adesione della Croazia, “in modo da creare un'area veramente unita e solidale”
dove c'era la ex Jugoslavia. (