STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Da
“America Oggi”
Uno “sportivo” a New York: Rai Corporation,
si insedia il nuovo presidente Fabrizio Maffei
NEW YORK - "Stando a Roma sapevo di un ufficio a
New York con i corrispondenti, ma null'altro sull'attività di Rai Corporation.
E la maggioranza di coloro i quali lavorano in Rai a viale Mazzini
e non soltanto a viale Mazzini non sa cosa è. Vogliamo abbattere questo muro
e rafforzare l'immagine di Rai Corporation su Roma e il resto del Paese".
Con queste frasi si è presentato mercoledì il nuovo presidente
di Rai Corporation, Fabrizio Maffei, nato a Roma nel 1955 laureato in Giurisprudenza,
che però ha preferito la carriera giornalistica a quella di principe del foro.
Racconta che tempo fa, trovandosi a passeggiare lungo
Mulberry Street in cerca di un ristorante dove pranzare con la famiglia s'era
trovato circondato da appassionati di calcio italoamericani che lo seguivano
dal piccolo schermo. Fabrizio Maffei ha alle spalle una brillante carriera di
giornalista e conduttore, per molti anni al Tg1, ha condotto molte rubriche
sportive più seguite, dalla Domenica Sportiva a 90o minuto e, ancora gli speciali
sulle Olimpiadi di Mosca, Barcellona e Los Angeles.
Un altro programma che Maffei ha diviso con Alba Parietti
e Valeria Marini è stato Serata Mondiale, in occasione dei Mondiali di calcio
svoltisi negli Stati Uniti nel 1994. Maffei inoltre è stato inviato speciale
e telecronista di calcio ai Mondiali del Messico nel 1986 e in Italia nel 1990.
Per alcuni anni ha diretto Rai Sport e nel 1999 era tornato
a condurre 90o minuto.
La sede Rai di New York ricopre una notevole importanza
sul panorama televisovo americano, è una vetrina aperta della televisione pubblica
italiana. "E’ davvero una vetrina ed è importante. Il problema, a mio avviso,
è che ha delle tendine davanti, per cui la merce esposta non è ben visibile.
Ecco, il nostro compito - spiega Maffei ad America Oggi
- è proprio quello di togliere le tendine, di pulire meglio i vetri ed esporre in maniera più attraente
quello che noi possiamo e offriamo regolarmente ai nostri clienti. Rai Corporation
- prosegue - ha necessità di migliorare la propria immagine sul territorio italiano,
ma anche sul territorio dove è presente. Intendo dire Nord, Centro e Sud America.
Questo sarà un compito prioritario che mi sono assegnato e spero di poterlo
portare a compimento".
Lei è stato proiettato dal piccolo schermo a dirigere
una grande azienda americana, è un'impresa?
"C'è stata una parentesi, in realtà. Non è stato così repentino
il passaggio.
Dopo aver fatto il piccolo schermo sono stato 5 anni
alla direzione di Rai Sport. Una testata che, soprattutto negli ultimi anni,
ha vissuto dei cambiamenti straordinari. E li ha vissuti in virtù di quello
che è stato il cambiamento del mercato televisivo nel mondo.
Per fare solo un esempio, quello legato ai diritti degli
eventi sportivi. Quindi un minimo di esperienza a livello internazionale l'ho
fatta. Ma, certo, questa è una esperienza straordinaria, ricca di motivazioni
che io affronto veramente con tutti i sentimenti e con il piede giusto, come
si dice". A proposito dei diritti sulla trasmissione di eventi sportivi,
questo è un argomento che lascia sovente molti sportivi col fiato sospeso nel
mondo, esistono le basi per un dialogo migliore tra Rai Corporation e Rai International?
"Augurarsi che il rapporto possa migliorare? Tutto è possibile.
Però, credo sia già un buon rapporto sereno, ricco di contenuti. Sono due entità
che si parlano".
Guido Corso, direttore generale di Rai Corporation, ha
spiegato che l'azienda fornisce supporto ed assistenza a tutte le strutture
Rai che vogliono intraprendere iniziative in Nord e Sud America. "Per meglio
comprendere l'entità del nostro lavoro e la varietà di clienti ecco alcuni dati
relativi all'output annuale delle lavorazioni realizzate dai nostri uffici.
Per quanto riguarda la produzione giornalistica ogni anno