INFORM - N. 165 - 7 settembre 2007


LA SCOMPARSA DI PAVAROTTI

“Big Luciano” nel ricordo di un italoamericano

La sua missione fu quella di diffondere la musica tra la gente

 

HOUSTON, Texas - Luciano Pavarotti aveva cantato l’ultima volta in pubblico in occasione della cerimonia inaugurale dei giochi Olimpici invernali di Torino, nel febbraio 2006.   

Il grande tenore italiano era nato a Modena il 12 ottobre 1935, aveva visto la sua carriera proiettata in avanti vertiginosamente nel 1963 per effetto del suo successo al Covent Garden, di Londra. Oltre alle caratteristiche fisiche da gigante era dotato di una dizione impeccabile e da un timbro vocale caldo ed unico che lo faceva riconoscere subito e che fu senza dubbio uno dei fattori più importanti della sua fama e del suo successo.   

Nel corso della sua carriera Luciano Pavarotti brillò per le sue interpretazioni dei grandi compositori italiani come Verdi, Bellini, Puccini, Rossini, e Donizetti. Respinse l’idea che la musica colta dovesse essere confinata all’arena angusta dei templi consacrati alla lirica ed il suo vero, grande merito fu, in effetti, quello di diffondere ovunque la musica tra le gente. Per fare ciò, partecipo a turne’ molto seguite dai media con concerti che erano proposti negli stadi ed in altre strutture non strettamente legate al canto venendo a far parte di quel triunvirato lirico eccezionale che includeva oltre a lui i suoi due colleghi e grandi amici personali Placido Domingo e José Carreras.  Pavarotti partecipò senza superbia e senza idee preconcette a concerti con grandi artisti della musica pop come gli U2, Sting ed Elton John e, come conseguenza di questa sua scelta di missionario e di grande divulgatore della lirica fra le masse, si può affermare senza paura d’essere smentiti che divenne forse il tenore italiano più universalmente conosciuto ed ammirato. Nonostante fosse di casa negli Stati Uniti, dove era specialmente caro alla comunità italo americana, “Big Luciano”, com’era chiamato con affetto, rimase fedele al Belpaese ed in modo particolare  a  Modena, la sua città natale che oggi e’ colpita dalla scomparsa di uno dei suoi figli più devoti e più grandi.

George W. Bush, Presidente degli Stati Uniti ammirava specialmente "la perfezione" della sua voce e "il carisma" delle sue interpretazioni.

Placido Domingo, stella spagnola dell'opera ed uno dei "Tre Tenori" giovedì ha tributato il suo onore personale alla bellissima voce del cantante estinto affermando: "Ho ammirato sempre la gloria divina della sua voce – il timbro speciale e riconoscibile tra mille, che spaziava dalla totalità più bassa a quella più acuta dell’estensione vocale tipica dei tenori". Il regista Franco Zeffirelli, giovedì mattina dopo aver appreso l'annuncio della scomparsa del cantante ha dichiarato: “Il suo merito più grande fu quello d’accostarsi alla musica nella sua totalità.”ed ha anche aggiunto, “Ci sono stati dei tenori e c'e’ stato Pavarotti”. (Ro Pucci-Direttore Info USA Magazine/Inform)

 


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