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Dom Serafini: Una tipica giornata di settembre
in Italia
Per vincere contro la criminalità la città di New York ha iniziato con la guerra ai graffiti ed ha concluso con uno slogan. In Italia, invece, la giornata dei politici contro la criminalità parte dallo slogan: “Zero tollerance”, quello appunto popolarizzato dall'ex sindaco newyorkese Rudolph Giuliani, per la sostanza poi si vedrà il da farsi.
La teoria di Giuliani era che i membri della grande criminalità si allevano e vengono quindi reclutati nell'ambiente della disubbidienza civile, nella mancanza di rispetto per le cose pubbliche e nell'inosservanza alle regole (come quelle della circolazione automobilistica, ad esempio): tutte quelle cose che in Italia vengono sminuite definendole “microcriminalità”.
La teoria di Giuliani si é dimostrata vincente ed é, tra l'altro, confermata anche dalle pagine di cronaca quotidiana italiana, come la classica: “persona con piccoli precedenti penali ha estratto una pistola ed ha fatto fuoco”.
Parlando di “sostanza” da abbinare allo slogan “tolleranza zero”, ecco quindi che in tarda mattinata il sindaco di Bologna indica che vorrebbe ripulire i muri imbrattati della sua cittá, ma non puó perché sono considerati “artistici” da persone che non si sognerebbero di averli a casa loro (anche perché attirano gente indesiderata e pericolosa. Poi i graffiti non dovrebbero ricoprire un'altra opera d'arte). Naturalmente gli “artisti di strada” sono molto abili prima a causare danni al patrimonio pubblico, poi a far carriera nel sistema criminoso, senza che si riesca a farlo evitare o a punirli.
Nel pomeriggio, il sindaco di Firenze, invece, seppur indifferente verso i graffiti, insorge contro i lavavetri che molestano, minacciano e terrorizzano gli automobilisti ai semafori. “L'ordine non è una prerogativa della destra”, si difende il sindaco contro gli attacchi dei radical chic che, viaggiando in elicottero oppure sotto scorta di macchine blu, non percepiscono il problema. “Attaccare i capi, non i soldati”, affermano questi ricchi radicali, senza sapere che “i soldati” se non ancora capi, sono sicuramente futuri ladri e futuri killer.
Si parla tanto di prevenzione, ma tutto si riduce alla ricerca dei capi e, fin quando questi non vengono trovati prima di un indulto, bisogna tollerare tutto.
In serata, per rassicurare gli elettori, un telecronista del Tg chiede ad un politico di sinistra se ai giorni d'oggi la destra e la sinistra non condividano i valori sulla sicurezza.
Al Tg delle 20 la “Tolleranza zero” viene ribadita dal ministro degli Interni, mentre un altro titolo del telegiornale annuncia che il presunto killer di Duisburg, Germania (nella guerra di 'ndrangheta), se catturato in Italia non può essere arrestato.
Visto che alla “Tolleranza zero” ci fa un pensierino il ministro dell'Interno, il ministro della Giustizia, non più occupato a concedere indulti, a coda del Tg, può dedicarsi a minacciare gli altri ministri: se parteciperanno alla manifestazione del 20 ottobre contro il protocollo sul welfare approvato da tutti, il Governo cadrà.
Nel frattempo, nello speciale Tv in prima serata, “Emergenza Sicurezza”, ai cittadini che vorrebbero ribellarsi a Cosa Nostra (Sicilia), alla Camorra (Campania), alla 'Ndrangheta (Calabria) e alla Sacra Corona Unita (Puglia), chiedendo protezione allo Stato, viene detto di denunciare i delinquenti senza preoccuparsi delle ritorsioni.
Quando la giornata dei politici contro la criminalità volge al termine, il cittadino può rilassarsi con programmi di intrattenimento ascoltando una nuova dichiarazione del popolare fotografo Fabrizio Corona contro il magistrato che l'ha brevemente arrestato per aver infranto buona parte del codice civile e penale. (Dom Serafini-VideoAge/Inform)