INFORM - N. 163- 5 settembre 2007


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Intervista del “Corriere d’Italia” (Francoforte) alla docente dell’Università di Colonia

Cristina Allemann-Ghionda: “Riformare il sistema della scuola”

 

COLONIA - “Se fossi ministro della cultura rinforzerei (invece di smantellare) i corsi di lingua e cultura che sono necessari per poter sviluppare meglio anche la lingua tedesca. Infine, getterei alle ortiche la selezione dopo quattro anni di scuola elementare, e nello stesso tempo farei in modo che la legge scolastica lasci spazio alla volontà dei genitori. Oramai nessun Paese al mondo ha un sistema scolastico così antiquato e antidemocratico, che sancisce così evidentemente le differenze sociali, pur dichiarando di badare solo al merito” Il “Corriere d’Italia” di Francoforte incontra Cristina Allemann-Ghionda, docente di Educazione Interculturale all’università di Colonia

Prof.ssa Allemann-Ghionda, qual è la attuale situazione degli scolari italiani in Germania anche rispetto agli altri gruppi etnici?

Purtroppo gli allievi italiani sono, assieme a quelli provenienti dalla Turchia, tra i più colpiti dalla selezione precoce e vengono indirizzati più verso la Hauptschule che verso il ginnasio.

Anche le classi speciali (Sonderklassen, Förderklassen) vengono utilizzate molto spesso dagli insegnanti per piazzarvi gli allievi italiani, nella maggior parte dei casi senza analisi accurate, ma semplicemente sulla base di giudizi sommari: chi non parla il tedesco alla perfezione e non proviene da famiglie molto istruite rischia di essere giudicato meno intelligente o capace degli altri. Questa situazione si ripete da decenni, e per i genitori è molto difficile opporsi ai verdetti degli insegnanti.

Quali le cause a Suo avviso dell'insuccesso protratto nel tempo?

Le cause sono varie: la selezione precoce, la scuola a metà tempo, i pregiudizi di molti insegnanti, l'insegnamento del tedesco (ma anche dell'italiano) cronicamente poco efficace, lo scarso impegno di molti genitori, forse anche un orientamento verso il rientro che impedisce alle famiglie di integrarsi. Anche i genitori devono imparare il tedesco, perbacco!

Che tipo di interventi suggerisce?

Da parte italiana: il Governo non diminuisca la spesa per l'insegnamento dell'italiano, ma stia più attento alla qualità dell'offerta. Gli enti privati, che ricevono contributi dallo Stato italiano, svolgono un'opera molto importante, fanno da ponte, ma forse alcuni progetti sono più efficaci di altri e andrebbero potenziati. Da parte tedesca, La rimando alla prima risposta.

Che tipo di risposte ha dato il sistema scolastico tedesco agli allarmi venuti dalle valutazioni Pisa, specie riguardo agli alunni stranieri?

Sono stati spesi molti danari per organizzare corsi di sostegno allo scopo di migliorare le competenze in lingua tedesca in età scolastica e anche prescolastica.

In Renania del Nord-Vestfalia il Ministero dell'istruzione pubblica ha pensato bene di sottoporre ad un test linguistico tutti i bambini di quattro anni (a volte di tre anni e mezzo). Ritengo il test una misura ridicola e perfino crudele, e comunque inefficace, trattandosi di bambini così piccoli, anche se sono di lingua tedesca.

Specialmente dopo aver esaminato il modo dilettantesco in cui questo particolare test è stato concepito, credo che siano stati buttati dalla finestra molti, molti soldi che avrebbero dovuto essere dedicati all'aggiornamento degli insegnanti, ma anche ad organizzare meglio, con personale più qualificato, il sostegno linguistico.

Che farebbe se fosse il ministro della cultura del Suo Land?

Prima di tutto: educazione prescolastica (asili), a partire dai tre anni, gratuita per tutti; invece nel mio Land le rette per gli asili sono aumentate drasticamente (notizia del primo agosto), quando contemporaneamente non si fa che parlare di come migliorare l'educazione prescolastica permettendo alle madri di conciliare famiglia e lavoro.

Scuola a tempo pieno con personale altamente qualificato. Prescriverei alle università di inserire nella formazione degli insegnanti alcuni contenuti indispensabili a fornire quei saperi e quelle competenze che sono necessarie ad insegnare adeguatamente in classi con molti ragazzi immigrati.

All'università di Colonia molto facciamo in questo senso, ma non tutte le università hanno tale offerta. Rinforzerei (invece di smantellare) i corsi di lingua e cultura che sono necessari per poter sviluppare meglio anche la lingua tedesca. Infine, getterei alle ortiche la selezione dopo quattro anni di scuola elementare, e nello stesso tempo farei in modo che la legge scolastica lasci spazio alla volontà dei genitori.

Oramai nessun Paese al mondo ha un sistema scolastico così antiquato e antidemocratico, che sancisce così evidentemente le differenze sociali, pur dichiarando di badare solo al merito. Ma si sa, sono i partiti politici a decidere le politiche e le riforme, e quest'ultima idea (innalzare la soglia della selezione) non ha finora avuto fortuna nel mio Land.

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La Professoressa Cristina Allemann- Ghionda, che abbiamo incontrato nel corso della conferenza sulla scuola organizzata dal Viceminstro Danieli a Stoccarda, è nata a Roma ed ha vissuto e lavorato per molti anni in Svizzera. Dal 2000 è titolare della cattedra di educazione interculturale e comparata presso l'Università di Colonia.

Recentemente è stata insignita dell'onorificenza di Commendatore dell'Ordine della Stella della Solidarietà Italiana, conferita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Prof. Dr. Cristina Allemann-Ghionda Universität zu Köln, Humanwissenschaftliche Fakultät, Institut II: Vergleichende Bildungsforschung und Sozialwissenschaften. Albertus-Magnus-Platz D- 50923 Köln (Mauro Montanari-Corriere d’Italia/Inform)

 

 


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