STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Intervista del “Corriere d’Italia”
(Francoforte) alla docente dell’Università di Colonia
Cristina
Allemann-Ghionda: “Riformare il sistema della scuola”
COLONIA - “Se
fossi ministro della cultura rinforzerei (invece di smantellare) i corsi di
lingua e cultura che sono necessari per poter sviluppare meglio anche la lingua
tedesca. Infine, getterei alle ortiche la selezione dopo quattro anni di scuola
elementare, e nello stesso tempo farei in modo che la legge scolastica lasci
spazio alla volontà dei genitori. Oramai nessun Paese al mondo ha un sistema
scolastico così antiquato e antidemocratico, che sancisce così evidentemente
le differenze sociali, pur dichiarando di badare solo al merito” Il “Corriere
d’Italia” di Francoforte incontra Cristina Allemann-Ghionda, docente di Educazione
Interculturale all’università di Colonia
Prof.ssa Allemann-Ghionda,
qual è la attuale situazione degli scolari italiani in Germania anche rispetto
agli altri gruppi etnici?
Purtroppo gli
allievi italiani sono, assieme a quelli provenienti dalla Turchia, tra i più
colpiti dalla selezione precoce e vengono indirizzati più verso
Anche le classi
speciali (Sonderklassen, Förderklassen) vengono utilizzate molto spesso dagli
insegnanti per piazzarvi gli allievi italiani, nella maggior parte dei casi
senza analisi accurate, ma semplicemente sulla base di giudizi sommari: chi
non parla il tedesco alla perfezione e non proviene da famiglie molto istruite
rischia di essere giudicato meno intelligente o capace degli altri. Questa situazione
si ripete da decenni, e per i genitori è molto difficile opporsi ai verdetti
degli insegnanti.
Quali le cause
a Suo avviso dell'insuccesso protratto nel tempo?
Le cause sono
varie: la selezione precoce, la scuola a metà tempo, i pregiudizi di molti insegnanti,
l'insegnamento del tedesco (ma anche dell'italiano) cronicamente poco efficace,
lo scarso impegno di molti genitori, forse anche un orientamento verso il rientro
che impedisce alle famiglie di integrarsi. Anche i genitori devono imparare
il tedesco, perbacco!
Che tipo di
interventi suggerisce?
Da parte italiana:
il Governo non diminuisca la spesa per l'insegnamento dell'italiano, ma stia
più attento alla qualità dell'offerta. Gli enti privati, che ricevono contributi
dallo Stato italiano, svolgono un'opera molto importante, fanno da ponte, ma
forse alcuni progetti sono più efficaci di altri e andrebbero potenziati. Da
parte tedesca, La rimando alla prima risposta.
Che tipo di
risposte ha dato il sistema scolastico tedesco agli allarmi venuti dalle valutazioni
Pisa, specie riguardo agli alunni stranieri?
Sono stati
spesi molti danari per organizzare corsi di sostegno allo scopo di migliorare
le competenze in lingua tedesca in età scolastica e anche prescolastica.
In Renania
del Nord-Vestfalia il Ministero dell'istruzione pubblica ha pensato bene di
sottoporre ad un test linguistico tutti i bambini di quattro anni (a volte di
tre anni e mezzo). Ritengo il test una misura ridicola e perfino crudele, e
comunque inefficace, trattandosi di bambini così piccoli, anche se sono di lingua
tedesca.
Specialmente
dopo aver esaminato il modo dilettantesco in cui questo particolare test è stato
concepito, credo che siano stati buttati dalla finestra molti, molti soldi che
avrebbero dovuto essere dedicati all'aggiornamento degli insegnanti, ma anche
ad organizzare meglio, con personale più qualificato, il sostegno linguistico.
Che farebbe
se fosse il ministro della cultura del Suo Land?
Prima di tutto:
educazione prescolastica (asili), a partire dai tre anni, gratuita per tutti;
invece nel mio Land le rette per gli asili sono aumentate drasticamente (notizia
del primo agosto), quando contemporaneamente non si fa che parlare di come migliorare
l'educazione prescolastica permettendo alle madri di conciliare famiglia e lavoro.
Scuola a tempo
pieno con personale altamente qualificato. Prescriverei alle università di inserire
nella formazione degli insegnanti alcuni contenuti indispensabili a fornire
quei saperi e quelle competenze che sono necessarie ad insegnare adeguatamente
in classi con molti ragazzi immigrati.
All'università
di Colonia molto facciamo in questo senso, ma non tutte le università hanno
tale offerta. Rinforzerei (invece di smantellare) i corsi di lingua e cultura
che sono necessari per poter sviluppare meglio anche la lingua tedesca. Infine,
getterei alle ortiche la selezione dopo quattro anni di scuola elementare, e
nello stesso tempo farei in modo che la legge scolastica lasci spazio alla volontà
dei genitori.
Oramai nessun
Paese al mondo ha un sistema scolastico così antiquato e antidemocratico, che
sancisce così evidentemente le differenze sociali, pur dichiarando di badare
solo al merito. Ma si sa, sono i partiti politici a decidere le politiche e
le riforme, e quest'ultima idea (innalzare la soglia della selezione) non ha
finora avuto fortuna nel mio Land.
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Recentemente
è stata insignita dell'onorificenza di Commendatore dell'Ordine della Stella
della Solidarietà Italiana, conferita dal Presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano.
Prof. Dr. Cristina Allemann-Ghionda Universität zu Köln, Humanwissenschaftliche
Fakultät, Institut II: Vergleichende Bildungsforschung und Sozialwissenschaften.
Albertus-Magnus-Platz D- 50923 Köln (Mauro Montanari-Corriere
d’Italia/