INFORM - N. 163- 5 settembre 2007


ASSISTENZA

Sul nuovo programma per gli anziani indigenti

Toniut (CGIE Argentina): “Questa volta siamo stati coinvolti”

Il Consigliere residente a Mar del Plata racconta le fasi dell’azione finora svolta, che si concluderà con l’inizio del nuovo programma di assistenza sanitaria, il 1º gennaio dell’anno venturo.

 

MAR DEL PLATA - Pur riconoscendo gli interventi e contributi degli altri attori - diplomatici e parlamentari italiani all’estero - il CGIE rivendica la sua partecipazione nel nuovo programma di assistenza sanitaria che agli italiani indigenti dell’Argentina, dovrebbe iniziare il primo gennaio. Lo dice Adriano Toniut, avvocato italiano residente a Mar del Plata, consigliere del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero e membro in seno al CGIE, della Commissione Tutela sociale e Assistenza, nella quale lavora con un’altro consigliere dell’Argentina, Maria Rosa Arona.

Il programma di assistenza sanitaria per il quale fra poche settimane è prevista l’apertura delle offerte della gara d’appalto indetta dall’Ambasciata - “secondo la rigida normativa dell’Ue”, sottolinea Toniut - è frutto dell’ impegno profuso e di un lungo cammino percorso da noi fin dai primi mesi del 2002, come risposta ai numerosi casi di anziani connazionali rimasti senza copertura sanitaria, a causa della crisi di fine 2001.

“La prima cosa che ha fatto allora il CGIE - su iniziativa chiaramente dei consiglieri dell’Argentina - è stato chiedere un sostanziale aumento dei fondi per l’assistenza diretta, che doveva essere approvato prima di qualsiasi altra cosa, proprio per fronteggiare la grave emergenza. Concessa quella, ricorda Toniut, l’allora ministro per gli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia ha proposto la costituzione di un Fondo di Solidarietà delle Regioni con gli italiani in Argentina.

E’ stato nel quadro di tale iniziativa che siamo stati convocati dall’allora ambasciatore d’Italia Roberto Nigido, che convocò i consiglieri del CGIE e i consultori regionali, per individuare e fare un elenco dei connazionali indigenti. Sono state individuate 11mila persone.

Intanto - ricorda l’avv. Toniut - le Regioni avevano costituito un fondo di 2,5 milioni di euro che però, non sono stati destinati interamente all’assistenza in favore degli italiani indigenti, ma anche per sostenere altre iniziative, come l’Ospedale di Tucumán.

E’ rimasto comunque un fondo di 1,5 milioni di euro, che furono destinati - ricorda il consigliere CGIE - a una convenzione firmata dalle Regioni  con la Medicyn, per dare assistenza sanitaria agli italiani indigenti, residenti nell’interno.

Una convenzione che non ci piace, assicura Toniut,  perché in definitiva la ditta si occupa di controllare che i connazionali siano assistiti efficacemente, ma tramite il PAMI che, purtroppo, non ha nè il miglior servizio, nè i migliori centri assistenziali.

Rimaneva quindi il problema di dare assistenza sanitaria a tanti connazionali indigenti, assicurandola a tutti,  e non solo a chi risiede a Buenos Aires. Un problema che non può essere risolto con  il semplice ricorso ai fondi dell’assistenza diretta, in quanto per questi è previsto, salvo eccezioni di estrema gravità, un massimo di tremila pesos all’anno e, evidentemente, se una persona deve affrontare una malattia di una certa importanza, tali soldi non bastano, anche perché, abitualmente chi è indigente, ha bisogno di soldi per affrontare anche altre spese, oltre a quelle derivate dalla malattia.

Si è quindi iniziato a lavorare in Ambasciata - racconta Toniut - con il consigliere Marcelli, con i colleghi del CGIE Arona e Pinto in modo da avere informazioni sulla situazione degli indigenti  a Buenos Aires, nel Gran Buenos Aires e nell’interno, e col dott. Pilli, medico specialista di Mar del Plata, sul programma di assistenza basato nel pagamento di una capita annua, per un servizio di assistenza sanitaria completo, che dev’essere disponibile in tutta l’Argentina.

Toniut ricorda che sono state consultate sette, otto imprese di assicurazione sanitaria (pre-pagas) per avere idea delle possibilità che c’erano di sviluppare un programma del genere.

Poi l’assegnazione dei fondi per due anni, la disponibilità del Vice ministro Danieli e il lavoro degli esperti arrivati da Roma, per elaborare il bando di appalto secondo i regolamenti dell’Unione europea.

“Questa volta siamo stati veramente coinvolti”, conclude Toniut. Ora resta conoscere il risultato della gara e l’inizio del programma, dal 1º gennaio 2008. (Tribuna Italiana/Inform)

 


Vai a: