ASSISTENZA
Sul
nuovo programma per gli anziani indigenti
Toniut (CGIE Argentina): “Questa volta
siamo stati coinvolti”
Il Consigliere residente a Mar del Plata
racconta le fasi dell’azione finora svolta, che si concluderà con l’inizio del
nuovo programma di assistenza sanitaria, il 1º gennaio dell’anno venturo.
MAR DEL PLATA - Pur riconoscendo gli interventi e contributi
degli altri attori - diplomatici e parlamentari italiani all’estero - il CGIE
rivendica la sua partecipazione nel nuovo programma di assistenza sanitaria
che agli italiani indigenti dell’Argentina, dovrebbe iniziare il primo gennaio.
Lo dice Adriano Toniut, avvocato italiano residente a Mar del Plata, consigliere
del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero e membro in seno al CGIE, della
Commissione Tutela sociale e Assistenza, nella quale lavora con un’altro consigliere
dell’Argentina, Maria Rosa Arona.
Il programma di assistenza sanitaria per il quale fra
poche settimane è prevista l’apertura delle offerte della gara d’appalto indetta
dall’Ambasciata - “secondo la rigida normativa dell’Ue”, sottolinea Toniut -
è frutto dell’ impegno profuso e di un lungo cammino percorso da noi fin dai
primi mesi del 2002, come risposta ai numerosi casi di anziani connazionali
rimasti senza copertura sanitaria, a causa della crisi di fine 2001.
“La prima cosa che ha fatto allora il CGIE - su iniziativa
chiaramente dei consiglieri dell’Argentina - è stato chiedere un sostanziale
aumento dei fondi per l’assistenza diretta, che doveva essere approvato prima
di qualsiasi altra cosa, proprio per fronteggiare la grave emergenza. Concessa
quella, ricorda Toniut, l’allora ministro per gli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia
ha proposto la costituzione di un Fondo di Solidarietà delle Regioni con gli
italiani in Argentina.
E’ stato nel quadro di tale iniziativa che siamo stati
convocati dall’allora ambasciatore d’Italia Roberto Nigido, che convocò i consiglieri
del CGIE e i consultori regionali, per individuare e fare un elenco dei connazionali
indigenti. Sono state individuate 11mila persone.
Intanto - ricorda l’avv. Toniut - le Regioni avevano
costituito un fondo di 2,5 milioni di euro che però, non sono stati destinati
interamente all’assistenza in favore degli italiani indigenti, ma anche per
sostenere altre iniziative, come l’Ospedale di Tucumán.
E’ rimasto comunque un fondo di 1,5 milioni di euro,
che furono destinati - ricorda il consigliere CGIE - a una convenzione firmata
dalle Regioni con
Una convenzione che non ci piace, assicura Toniut,
perché in definitiva la ditta si occupa di controllare che i connazionali siano
assistiti efficacemente, ma tramite il PAMI che, purtroppo, non ha nè il miglior
servizio, nè i migliori centri assistenziali.
Rimaneva quindi il problema di dare assistenza sanitaria
a tanti connazionali indigenti, assicurandola a tutti, e non solo a chi
risiede a Buenos Aires. Un problema che non può essere risolto con il
semplice ricorso ai fondi dell’assistenza diretta, in quanto per questi è previsto,
salvo eccezioni di estrema gravità, un massimo di tremila pesos all’anno e,
evidentemente, se una persona deve affrontare una malattia di una certa importanza,
tali soldi non bastano, anche perché, abitualmente chi è indigente, ha bisogno
di soldi per affrontare anche altre spese, oltre a quelle derivate dalla malattia.
Si è quindi iniziato a lavorare in Ambasciata - racconta
Toniut - con il consigliere Marcelli, con i colleghi del CGIE Arona e Pinto
in modo da avere informazioni sulla situazione degli indigenti a Buenos
Aires, nel Gran Buenos Aires e nell’interno, e col dott. Pilli, medico specialista
di Mar del Plata, sul programma di assistenza basato nel pagamento di una capita
annua, per un servizio di assistenza sanitaria completo, che dev’essere disponibile
in tutta l’Argentina.
Toniut ricorda che sono state consultate sette, otto
imprese di assicurazione sanitaria (pre-pagas) per avere idea delle possibilità
che c’erano di sviluppare un programma del genere.
Poi l’assegnazione dei fondi per due anni, la disponibilità
del Vice ministro Danieli e il lavoro degli esperti arrivati da Roma, per elaborare
il bando di appalto secondo i regolamenti dell’Unione europea.
“Questa volta siamo stati veramente coinvolti”, conclude
Toniut. Ora resta conoscere il risultato della gara e l’inizio del programma,
dal 1º gennaio 2008. (Tribuna Italiana/