MISSIONARI ITALIANI NEL MONDO
Padre Giovanni Salerno ha realizzato
il suo sogno con il supporto di molti italiani
Perù:
nelle Ande la “Città dei Ragazzi”
NEW YORK -
"La "Città dei Ragazzi", ci ha detto padre Giovanni Salerno,
il missionario italiano da oltre mezzo secolo in Perù, "è adesso una dolce
realtà". Sorge nella Cordigliera delle Ande, in Audahuaylillas, a
Padre Giovanni
Salerno, al riscatto dalla schiavitù materiale e degli Indios ha dedicato la
sua missione di sacerdote e di medico,
e dopo aver fondato e fatto fiorire in Cuzco
Padre Giovanni
Salerno, che al loro riscatto ha dedicato la vita, ci informava che un sogno
a lungo cullato: la "Città dei Ragazzi", s'è finalmente avverato,
nonostante difficoltà d'ogni genere; scogli ed intoppi, ed anche atteggiamenti
ostinatamente negativi, per impedire al povero di divenire artefice del proprio
destino; costringerlo a rimanere succube del più forte. "Grazie al Cielo",
ha detto Padre Salerno, "
Adesso, tutto portato a termine, è stata fatta l'inaugurazione della "Città
dei Ragazzi", ed è anche coincisa l'ordinazione di un altro sacerdote,
e l'elevazione al diaconato di un seminarista: due altri collaboratori
di Padre Giovanni Salerno. Solo dapprincipio, e costretto a risalire
i sentieri delle Ande a dorso di mulo, poi con
una utilitaria, oggi ha dieci sacerdoti ad aiutarlo e tanti seminaristi, alcuni
già diaconi; altri in seminario. "Può sembrarvi strano", ci diceva
ancora Padre Salerno, " ma ancora oggi abbiamo bambini e ragazzi
orfani, abbandonati e persino molti di loro addirittura ancora schiavi
e ve ne sono che riescono a sfuggire ai loro aguzzini; a scappare dai loro crudeli
padroni nella Cordigliera ed a raggiungere
noi "Servi dei Poveri del Terzo Mondo" , che li aspettiamo
per dar loro rifugio; aiutarli a trovare una via di scampo alla schiavitù; assicurarsi
un futuro migliore in questa oasi di pace, dove
possono sperare e pregare con animo sereno; studiare se ne hanno l'attitudine
e l'intento; apprendere un mestiere, la loro "città" essendo dotata
di laboratori di carpenteria, falegnameria, ebanisteria; arte ceramica, o possono
divenire fabbri, elettricisti; insomma, avere una base per riscattarsi dalla
loro condizione
di precarietà, sofferenti nel fisico e nello spirito; emarginati, sfruttati,
ed anche frutto di disprezzo. Padre Salerno ha dichiarato all'inaugurazione
della "Citta dei Ragazzi", in Perù chiamata "Ciudad de los Muchachos",
è intervenuto Monsignor Michele Pennisi, Vescovo di Piazza Armerina (Enna),
e ne segue a fil di logica che l'apporto italiano alla missione del riscatto
in Perù ha connotati italiani.
Tra l'altro,
va fatto rilevare che, le difficoltà logistiche aumentate per il forzato allontamento
dal centro di Cuzco, ben tre autobus sono arrivati alla Città dei Ragazzi; dono
di italiani residenti in Italia, che fanno a gara con gli italoamericani per assistere gli Indios, con loro
coordinatore Marco Schiavi, che opera a Sordio, Comune in Provincia di Milano.
"mons. Michele Pennisi", ha precisato padre Salerno, " è venuto
a Cuzco accompagnato dal suo vicario generale": mons. Grazio Alabito. E
v'erano altri vescovi, oltre a mons. Pennisi; fra di essi mons. Rafael Palmero,
venuto esattamente da Alicante; porto
mediterraneo della Spagna.."Adesso", ha aggiunto Padre Salerno, "nella
"città" dovranno entrare tanti bambini e ragazzi che erano in lista
di attesa, per la situazione di transito dal centro urbano alla campagna,
ed occorrerà trovare nuovi e numerosi
benefattori che si impegnino a dare da mangiare, vestire, e curare le nuove
leve, che andranno ad aggiungersi a bambini e ragazzi già in forza nella nuova
casa.
"
Va ancora tenuto
presente che, oltre ai religiosi che si prodigano per bambini e ragazzi sofferenti
e mancanti di tutto, vi sono padri di famiglia; degli insegnanti e degli istruttori
che tramite loro trovano lavoro e li avviano allo studio ed all'apprendistato
per mestieri vari, verso i quali hanno
inclinazione, tendenza, e magari entusiasmo, perchè per loro è una conquista
riscattarsi dal servaggio di padroni prepotenti; alcuni di loro sangue misto;
"mestizos"; Indios nati da unione di spagnoli con donne indigene.
Va ricordato
anche che la missione di padre Salerno e dei suoi collaboratori non usufruisce di aiuti governativi né di organizzazioni, ma fa affidamento soltanto
sulla Provvidenza Divina."Aumentando il numero di bambini e ragazzi assistiti",
A tenuto a precisare Padre Salerno, "bisognerà
far fronte a nuove esigenze, oltre quelle già in atto; occorreranno nuovi lettini,
ed ogni lettino costa l'equivalente di 100 dollari; ogni banco di scuola 50
dollari e vi sono tanti altri bisogni ancora, per esigenze di arredamento e
funzionalità. Quindi, coloro che volessero dare una mano, dovrebbero cercare
di collaborare affinché mille dollari al mese raggiungano la missione per comprare
la farina necessaria per il pane che servirà a sfamare tanti innocenti che solo
possano fare affidamento sulla Provvidenza; su uomini e donne che della Provvidenza
si rendano strumenti, ricordando che quanto dato al povero è quasi un prestito
che si fa a Dio e Lui compensa ad usura. Chi volesse inviare offerte,
indirizzare il proprio dono a: I Servi dei Poveri del Terzo Mondo, P.O.Box 1051,
West Babylon (N.Y.) 11704. (Antonio Ciappina-America Oggi/