INTERVENTI
Michele Schiavone (Ds/Cgie): Le primarie
del Partito Democratico all’estero dovranno servire a riempire di contenuti
le future aspettative delle comunità che vivono nei quattro continenti
ZURIGO - La nascita del Partito Democratico all’estero
costituisce una grande opportunità anche per le nostre comunità che vivono nei
quattro continenti, che potranno contribuire con le proprie esperienze e proposte
alla costituente di quello che nelle aspettative di molti italiani sarà il Partito
nuovo. Nei mesi che abbiamo dedicato alla costituzione dei comitati regionali
in Svizzera ed in alcuni paesi europei, abbiamo percepito e notato la grande
volontà di partecipazione di donne, giovani e cittadini, desiderosi di dibattere
e confrontarsi sulle grandi questioni che hanno paralizzato la vita politica
italiana e che ne impediscono il rinnovamento, ma anche la loro attenzione su
temi analoghi che attraversano la vita politica della Confederazione elvetica,
dove il prossimo mese di ottobre si rinnoveranno le assemblee parlamentari.
Il Partito Democratico all’estero, per ovvie ragioni,
avrà caratteristiche diverse da quello nazionale, dovrà darsi una propria fisionomia
e comunque federarsi a quello italiano. Nella sua aspirazione sarà chiamato
a portare a sintesi anche diversità culturali territoriali a volte in antitesi,
che potranno arricchire di contenuti i tratti peculiari del nuovo partito contribuendo
ad ampliare gli argomenti sui quali si confrontano le idee e le convinzioni
degli italiani. Ne risulterebbe non solo una sprovincializzazione del modo di
fare e di percepire la politica, ma si creerebbero nuovi stimoli ed ulteriori
opportunità per la conoscenza di costumi, storie e modi di vivere propri di
società che vivono il villaggio globale del nostro tempo. In questo senso, la
presenza del partito democratico all’estero serve più all’Italia, di quanto
esso possa aiutare le nostre comunità a ritrovare un nuovo orizzonte ideale
e collettivo, perché per alcuni versi ed per ragioni diverse l’idea da cui nasce
il partito democratico all’estero ha già potuto trovare una sua feconda sedimentazione
nelle forme associative, nei movimenti e nei partiti di centrosinistra
che hanno contraddistinto la diaspora italiana. Oggi, invece, siamo chiamati
a rinnovarle per renderle protagoniste delle sfide del nuovo mondo, in cui non
solo l’origine ma anche la conoscenza e la meritocrazia potranno diventare fattori
determinanti per costruire società più libere e democratiche.
Nei giorni che ci separano dalle primarie del 14 ottobre,
quindi, anche all’estero sarebbe auspicabile non lasciarsi tentare solo dalla
composizione delle liste a sostegno dei sei candidati a segretario nazionale,
ma si rende necessario tenere nella dovuta considerazione il diffuso fermento
che attraversa le comunità assieme all’esigenza di riempire di contenuti, di
idee le proposte delle singole liste
affinché questo grande appuntamento non si riduca ad una pura e semplice conta
e corsa alla delega nell’assemblea costituente. Quell’assemblea dovrebbe recepire
le istanze emerse negli incontri pubblici, nei dibattiti e dalle proposte indicate
dai cittadini italiani e oriundi che guardano all’Italia non solo per bisogno
ma anche come luogo con il quale rapportarsi per la cultura, le scienze, l’economia,
lo sport e l’arte e sentirsi cittadini a parte intera.
Il composito bagaglio delle nostre comunità all’estero
per essere valorizzato e reso utile al nostro paese ha bisogno di essere espresso,
rinnovato, valorizzato e proiettato nel futuro mediante una politica attenta
e responsabile, capace di essere all’altezza dei nuovi standard del nuovo millennio.
Gli stessi italiani all’estero non possono continuare solo a piangersi addosso,
mostrare il loro disappunto facendo emergere i pur legittimi sentimenti d’orgoglio
ogni qualvolta riemergono i clichè che schematizzano il loro modo di essere
e di fare, i loro pregi e difetti, le loro debolezze e le loro virtù, la loro
generosità e il loro egoismo, come nel recente fatto di cronaca di una assurda
e criminosa notte di ferragosto, a seguito della quale un intero popolo è finito
sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo apostrofato come criminale.
E’ compito anche nostro contribuire a costruire un’Italia diversa, moderna,
capace di liberarsi di clichè e tabù.
Il Partito Democratico servirà anche a questo, per dare
voce e rendere protagoniste le nostre comunità all’estero nei paesi di residenza
e in Italia. (Michele Schiavone*-
* Segretario Ds Europa, componente Cgie